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Fase orale o anale?

Abbiamo una bimba di 30 mesi a cui abbiamo appena tolto il pannolino di giorno.
Ieri, ad una visita di routine dal suo pediatra, c'e' stato detto che dobbiamo far passare la nostra bimba dalla "fase orale" a quella "anale" (citando Freud); abbiamo chiesto maggiori delucidazioni su questa affermazione, ma il pediatra e' stato molto evasivo e noi non abbiamo capito cosa voleva dirci.

Ma torniamo al principio: portiamo la bimba a questo controllo e il pediatra la trova sovrappeso di circa 2 kg (peso 17.4 kg e altezza 94 cm.); teniamo a precisare che la bimba e' sempre stata al massimo della curva di crescita, e dopo aver spiegato che e' stata in montagna con i nonni per un mese e che con loro mangiava in continuazione dal mattino alla sera, lui ci dice la sopracitata frase.

Secondo il suo parere, visto che la bambina quando e' con noi ha un rapporto normale con il cibo, c'e' un problema di relazione con i nonni; visto poi che usa ancora molto il ciuccio e ha ancora il pannolino di notte secondo lui non ha superato la cosiddetta "fase orale".
Ora, per il pannolino di notte pensavamo di aspettare ancora un momento visto che glielo abbiamo appena tolto di giorno, mentre con il ciuccio non sappiamo assolutamente che metodo utilizzare. Per quanto riguarda il cibo, ora e' con noi e non c'e' piu' una richiesta fuori misura, poi andra' all'asilo e quindi sara' tutto piu' sotto controllo.

Quindi, dopo questa lettera forse un po' contorta, Lei puo' spiegarci cosa voleva dire il pediatra? E cosa dobbiamo fare con la bimba ? Stiamo sbagliando in qualcosa? La bimba e' la nostra secondogenita ed in questo periodo e' gelosissima del fratello piu' grande (6 anni).

 

Cari genitori,
innanzitutto non coltivate inutili preoccupazioni: da ciò che raccontate nella lettera non ravvedo elementi che giustifichino uno stato di allarme.

Dormire con il pannolino a 30 mesi è una situazione molto diffusa, un po' meno l'aver bisogno del ciuccio o il mangiare a sproposito. A questo, probabilmente, alludeva il vostro pediatra, leggendo nei comportamenti della vostra bambina una ricerca dei "piaceri" legati alla bocca che, secondo le tabelle, dovrebbero appartenere al secondo anno di vita.
Ma la crescita di una persona quasi mai avviene nel preciso rispetto delle medie statistiche, in modo netto e definitivo; ancor meno quando si tratta dello sviluppo psicoaffettivo, come nel vostro caso.

E' comune, anche più avanti con gli anni, che alcune situazioni difficili che incontriamo ci facciano fare delle piccole regressioni. Un caso tipico è la pipì a letto dei bambini in concomitanza con l'inizio della scuola, l'arrivo di un fratellino o l'ospedalizzazione di un genitore.

Secondo la psicologia, tra i tre ed i quattro anni i bambini di norma sviluppano una modalità di relazione con il mondo e gli oggetti caratterizzata dal controllo degli sfinteri (espellere, trattenere... e per estensione rifiutare, controllare, possedere).
E' questa la cosiddetta "fase anale", che rappresenta una tappa importante del lungo cammino verso l'autonomia.
Da ciò che scrivete, mi sembra di capire che la vostra bambina si trovi proprio in uno stato di passaggio, quando permangono modalità della fase precedente (anche la gelosia verso il fratellino più grande può essere letta in questo senso) e compaiono comportamenti nuovi, come il controllo sfinterico.

Per aiutare la vostra bimba a crescere non vi sono ricette particolari. Usate il vostro buon senso e l'esperienza, fate leva sulla sua capacità di comprendere e di rappresentarsi come "grande", senza essere né rigidi né drastici. Un aiuto poi vi verrà anche dall'imminente inserimento alla scuola materna.

 


copyright © Educare.it - Anno I, Numero 9, Agosto 2001

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