Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXIV, n. 6 - Giugno 2024

Indisponenza

Sono la mamma di un ragazzino di quasi 8 anni che ultimamente non so davvero più come prendere... A parte la sua innata vivacità, fin da quando era piccolo, ultimamente è diventato davvero indisponente.
Se gli dici qualcosa, lui fa orecchie da mercante e non risponde ai comandi, anche semplici, come "vai a lavarti i denti, devi farti la doccia".

A volte poi tenta pure di rivoltarsi, rispondendo con toni alterati. Insomma se tu gli dici una cosa, lui pur di farti un dispetto, fa esattamente l'opposto.
Mette insomma a dura prova la mia pazienza, come se volesse vedere fino a che punto lui possa arrivare. Dico la verità.. a volte mi ha anche costretta a dargli una sculacciata, magari perché mi ha risposto davvero male o magari perché gli avevo solo chiesto di fare qualcosa, come prepararsi per la scuola mentre lui, menefreghista come al solito, faceva tutt'altro.

Con mio marito reagisce meglio, anche se tenta sempre di far valere la sua autorità, come se si sentisse un adulto in grado di fare ciò che vuole. Non so davvero più come prenderlo, ho provato con le buone, spiegandogli che ci sono dei momenti per giocare e ci sono dei momenti nei quali ognuno di noi ha dei doveri da compiere ma non c'è niente da fare...come se fosse sordo...forse non ascolta nemmeno.
Ho comunque capito che con le maniere forti non si ottiene nulla con lui, quindi evito pure la sculacciata ultimamente.

Come posso fare per renderlo più indipendente nelle sue cose e a far si che smetta di fare orecchie da mercante e non risponda anche a semplici richieste? Non so davvero più che pesci prendere con lui..

 

Gentile signora
Qualsiasi bambino sano tende a ribellarsi se gli adulti ostacolano i normali impulsi evolutivi. I progressi della sua crescita. Se a sette, otto anni gli si impartiscono degli ordini, egli si opporrà alle nostre richieste e ai nostri consigli anche quando sono del tutto ragionevoli.

A livello emotivo più profondo, quando il bambino assume un atteggiamento di sfida continua e provocatoria, la resistenza che oppone non è rivolta solo agli altri, ma anche a tutto ciò che di opprimente sente dentro di sé. E che gli crea ansia.
Questo non significa, che siccome gli piace comandare gli si lascia fare ciò che vuole, ma stabilire limiti abbastanza fluidi da consentirgli sempre un margine di autonomia.

Non bisognerà porre limiti alla pazienza, la tenerezza, l'empatia. Tutti i bambini ne hanno bisogno. Ma quelli ipersensibili, come lo sono spesso i "bastian contrario", molto di più. Più di tanti altri non sopportano di sentirsi umiliati e svalutati e rifiutati e ne ricevono ferite profonde. Mai dimenticare che sotto la scorza di piccolo ribelle c'è sempre una grande vulnerabilità. Se scappa qualche scapaccione non abbia paura a comunicare a proprio figlio la frustrazione che le procura doversi comportare così. Dica " io non mi sento serena quando tu ti comporti così" cerchi di evitare frasi giudicanti come "non ti sai comportare... ecc.

Cerchi di smussare gli angoli con tanto umorismo e serenità, anche perché è un percorso obbligato da cui sono passati e passeranno molti genitori che finirà quando il suo bambino entrerà nella preadolescenza (dopo gli 11 anni).

 


copyright © Educare.it - Anno I, Numero 8, Luglio 2001