Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXIV, n. 6 - Giugno 2024

Quale il ruolo dei nonni nell'educazione?

Sono una mamma preoccupata dal cambiamento di comportamento della bimba di 5 anni.
Mi spiego meglio: finora è sempre stata con me tranquillamente giocando, facendo passeggiate, mangiando etc. Da qualche settimana preferisce stare con la nonna paterna o con la zia. Mi supplica di lasciarla andare. Io glielo permetto sperando che si risolva in pochi giorni perché comunque io e mio marito siamo dell'idea che si mangia comunque in famiglia, si sta insieme quando tutti siamo in casa e solo saltuariamente si va con la zia o si mangia dalla nonna.

Sento di essere fortemente gelosa ma penso anche di non essermi fatta scoprire dalla bambina. Di notte all'opposto vuole sempre me vicino, piange perché vuole dormire nel lettone. Si sveglia una, due anche tre volte per notte e se è nel suo letto viene in mezzo a noi.
Tenendo conto che è sempre stata una bambina emotiva, legata tantissimo anche al papa', c'è il fratellino di 1 anno che adora e tratta benissimo come se fosse adulta. Ha sempre frequentato l'asilo, e addirittura quest'anno a differenza dell'anno scorso quando ero incinta, senza mai entrare in crisi.

Ritengo sia una bambina molto intelligente portata al ragionamento anche a detta della suora e dei parenti vicini. Istintivamente penso di essere io il suo problema perché comunque ultimamente non siamo più in sintonia. Mi ritrovo a sgridarla per cose che prima ritenevo superflue, del tipo "metti in ordine i giochi!"
Ha sempre ottenuto nel limite del possibile ciò che voleva perché comunque lo meritava. Se è così per gelosia, come dovrebbe essere il mio comportamento? Devo assecondare la sua volontà o essere più rigida? Devo adottare maniere più brusche senza troppe spiegazioni?

La nonna, preciso, le sta comprando qualsiasi gioco per attirarla a se' perché trova giusto che si stacchi un po' dalla mamma. Volevo quindi un consiglio anche su questo. Fino a che punto i nonni o gli zii devono essere presenti nella crescita dei nipoti?
Ringrazio anticipatamente.

 

Gentile signora
la sua bambina probabilmente si è stancata di fare la "brava". Non le sembri una considerazione banale: ci ha descritto un esserino di 5 anni "molto intelligente e portata al ragionamento", che ha sempre frequentato l'asilo senza una crisi, neppure quando la mamma ha annunciato la gravidanza, che ha accettato "l'intrusione" di un fratellino senza una piega, anzi "trattandolo benissimo come se fosse adulta".

Ora probabilmente quell'equilibrio cui era stata spinta si è incrinato, è diventato troppo faticoso, non ha portato i benefici sperati ...
Leggerei in questa chiave, cioè come "rottura di un equilibrio precedente", i comportamenti che ci descrive: il voler stare nel lettone, i risvegli notturni, la ricerca della nonna e della zia.

Com'è potuto succedere? Immagino questa situazione: tra lei e la sua bambina vi è sempre stato (almeno fino all'arrivo del secondogenito) un rapporto speciale, una complicità ed una benevolenza tutta femminile. Probabilmente la sua bambina ha imparato con lei a fare la "piccola donna", capace di ragionare e di comportarsi da adulta. Ha assunto questo modo di essere spontaneamente e volentieri, sostenuta ed incoraggiata dal suo affetto e dalla sua dedizione.

Con l'arrivo del fratellino la situazione è cambiata: la mamma ha meno tempo ed è poco disponibile, pretende che la piccola si arrangi anche in quelle cose che prima si facevano insieme, è spesso incline al rimprovero ... Insomma non c'è più sintonia, alla sua bambina (molto sensibile) vengono meno molti dei motivi che l'avevano sostenuta nel cercare di compiacere la mamma.

Che cosa fare? Se la situazione fosse davvero simile a quella che ho descritto, credo che atteggiamenti rigidi e maniere brusche non farebbero che peggiorare la situazione. Lei ha bisogno di recuperare la sintonia nella relazione con sua figlia, che non potrà essere quella di prima, perché le condizioni sono cambiate. La via efficace rimane comunque quella della complicità, delle piccole ritualità quotidiane, dei momenti speciali da dedicare alla sua bimba.

Infine i nonni. Non credo che "comprarle qualsiasi cosa perché si stacchi dalla mamma" sia positivo, anzi: i rapporti che si alimentano di cose materiali sono spesso ricchi di controindicazioni. Alla nonna ed alla zia va chiesto (con l'aiuto del marito!!) di fare il loro ruolo, che è essenzialmente quello di poter offrire tempo, attenzione ed affetto senza i vincoli stretti cui invece sono assoggettati i giovani genitori dei nostri giorni, a causa dei ritmi di lavoro, degli impegni famigliari, della necessità di essere coerenti nei proprio "no" educativi.

 


copyright © Educare.it - Anno VI, Numero 1, Dicembre 2005