Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXIV, n. 6 - Giugno 2024

Due fratellini

Sono madre di due bambini, il maschietto di 4 anni e la femminuccia di 3.

Ho con entrambi due problemi, col maschietto non so più come comportarmi, è nervoso, disubbidiente, grida sempre, se non faccio quello che vuole urla e naturalmente io lo sgrido ma a quanto pare non ottengo i risultati sperati.

Con la bambina ho un problema diverso, ancora usa il ciuccio per dormire e non riesco a levarlo inoltre domanda spesso come mai lei il fratellino sono diversi fisicamente e se il papà assomiglia al fratello visto che io assomiglio a lei; cerchiamo di risponderle il più chiaramente possibile ma non so se questa sua curiosità sia normale, io faccio il bagno ai bimbi insieme, forse dovrei smetterla?

Aiutatemi a capire come comportarmi con entrambi, grazie.

 

Gentile Signora,
con la sua richiesta non fornisce molti elementi per comprendere a fondo la situazione. Proviamo perciò a fare delle ipotesi.

I suoi due bambini sono di sesso diverso ma di età molto ravvicinata. Quello che più mi colpisce di ciò che lei riferisce, sono le due frasi :"grida sempre se non faccio quello che vuole" a proposito del figlio maggiore, mentre la femmina "ancora usa il ciuccio per dormire".
In questi due comportamenti sono ugualmente ravvedibili delle dipendenze. ATTENZIONE: non c'è niente di assolutamente negativo. Va comunque considerato che, per quanto in età evolutiva (e non solo!) i legami affettivi forti con genitori e adulti di riferimento siano ovvi e normali, il cammino di ogni individuo procede naturalmente in direzione dell'autonomia. L'età dei 3-4 anni, poi, è un periodo di passaggio veramente importante e decisivo verso l'indipendenza: il bambino, infatti, impara sempre più velocemente a fare da se' (e in questo la scuola materna è veramente importantissima!) e matura tratti personali, originali e distintivi della propria individualità.

Ma in realtà cos'è che vuole il suo maschietto che lei faccia, e cosa succede se la bimba non ha il ciuccio per dormire? E lei, carissima mamma, quale o quali obiettivi si pone per i suoi figli, cosa vorrebbe per loro? Intendo dire che, una volta stabilito tutto ciò, con le sue risorse, il suo amore e la sua sensibilità di genitore (unitamente a quelle di suo marito), troverà sicuramente la migliore strada per raggiungerlo, senza perdere efficacia e autenticità.
Voglio aggiungere che ci sono genitori che continuano ad assecondare i propri figli in tutto essendone anche "culturalmente" convintissimi, altri che sono severi e rigidi e si sentono ugualmente a posto; d'altra parte non si può proporre quello che non si è, che non collima, che non è coerente, con la propria personalità, con i propri credenze e valori.

Insomma, una volta compreso il traguardo da raggiungere (ad esempio: che il grande smetta di gridare ad ogni occasione, o che la piccola dorma serena senza far ricorso al ciuccio), rimane da discutere il metodo: "discussione" nel senso di dialogo, cioè spiegazioni amorose, con un pizzico di sana autorevolezza. Ma questo può essere solo un esempio, perché solo lei conosce a menadito la sua situazione e può prevedere le reazioni dei suoi piccoli.

In educazione, io penso, una delle doti essenziali è la LUNGIMIRANZA, cioè pensare fin da oggi che ciò che facciamo e proponiamo al nostro neonato, lascerà (seppur non in modo assoluto) tracce nel bambino, nel fanciullo e nell'adolescente...facendone un individuo adulto con sicurezze e paure...e anche dipendenze.

Riguardo, infine, al "problema" (che io non definirei tale) delle curiosità della sua bambina rispetto alle differenze fisiche fra se stessa e il fratellino, posso dirle che sono assolutamente legittime e naturali. D'altra parte la differenza c'è ed esiste e la maniera migliore per capirla è vederla! Stia pure tranquilla e, anzi, complimenti per lo spirito di osservazione della sua piccolina!

In ultimo, le consiglio un paio di letture: G.UKMAR, SE MI VUOI BENE DIMMI DI NO, Ed. Angeli; A.PHILLIPS, I NO CHE AIUTANO A CRESCERE, Ed. Feltrinelli.

 


copyright © Educare.it - Anno I, Numero 10, Settembre 2001