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Rapporto mamma/figlia

Buongiorno,
la mia bimba compie oggi 4 mesi ed il mio problema è questo: le sono completamente indifferente. Quando vede mia mamma e mio marito spalanca la bocca in un sorriso e sgambetta a più non posso, segue ogni loro piccolo movimento ed appena la guardano sorride nuovamente. Io per quanti sforzi possa fare per farla ridere ho il risultato di qualche sorrisino abbastanza sforzato.

Il primo amore dei bimbi non è sempre la mamma? Cosa posso fare? E' normale un atteggiamento simile? Mi devo rassegnare oppure potrà esserci qualche miglioramento?

 

Cara signora,
ogni problema complesso può essere analizzato da diversi punti di vista e a vari livelli, tutti veri. Con la mia chiave di lettura del problema non intendo dunque sminuire il Suo vissuto del problema, ma desidero offrirLe una visione complementare del problema. Il problema, a livello superficiale, è proprio quello che descrive, cioè che Lei è "completamente indifferente" alla Sua bimba, la quale invece "sorride e sgambetta a più non posso" quando vede la nonna o il papà, mentre a Lei-mamma non concede che la rarissima grazia di "qualche sorrisino abbastanza sforzato".

Credo invece che una parte rilevante del Suo problema consista nella Sua AUTOSTIMA NON SUFFICIENTE e nella Sua eccessiva DIPENDENZA DALL'ETEROSTIMA.

Considerato il contenuto della Sua lettera, non mi è possibile di avanzare alcuna ipotesi per quanto riguarda le cause e lo sviluppo di questa "SINDROME DI AUTO-ETEROSTIMA". Inoltre non mi fornisce alcun dato per quanto riguarda i Suoi rapporti affettivi e/o conflittuali e/o di non-comprensione con gli altri familiari, in particolare Suo marito. Infine non so chi accudisce prioritariamente la bimba durante l'arco delle 24 ore, se è Lei o la nonna o il padre o qualcun altro.

Nella Sua lettera leggo da una parte invidia e gelosia per chi ha il privilegio del sorriso solare da parte della "piccola regina", e dall'altra rassegnazione e sopportazione di una situazione che ipotizzo più complessa di quanto non lo possa far supporre la Sua lettera ad una prima lettura.

Mi permetto un piccolo excursus nei circoli viziosi che si possono instaurare a livello psichico, con l'intenzione di contribuire a una maggiore consapevolizzazione della SINDROME DI DIPENDENZA DALL'ETEROSTIMA ovvero SINDROME DI AUTO-ETEROSTIMA e con la speranza che Lei non debba più "dipendere" solamente dal riconoscimento o dal sorriso altrui, ma che Lei possa apprezzarsi e di conseguenza sorridersi orgogliosamente anche sa sola, anche se e quando non lo fanno gli altri, o insieme agli altri.

Il grado di autostima è strettamente correlato al grado e alla frequenza di EMOZIONI come la gelosia, l'invidia ma anche la rassegnazione e la sopportazione. Sia un eccessivo grado di autostima sia un insufficiente grado di autostima rappresentano variabili significativamente responsabili dell'accentuarsi di questo tipo di emozioni, emozioni che nella SINDROME DI AUTO-ETEROSTIMA sembrano dipendere in larga misura dall'input (consapevole o no) dell'ambiente ovvero delle persone (=DIPENDENZA INTER-PERSONALE), per poi trasformarsi, nel tempo, in DIPENDENZA INTRA-PERSONALE (=la persona stessa "dipende" dalle sue stesse emozioni).

Come vede, il circolo vizioso del malessere si chiude tra DIPENDENZA INTERPERSONALE e DIPENDENZA INTRAPERSONALE. Probabilmente Lei si trova in questa o in una simile condizione, e il mancato riconoscimento da parte della piccola che semina i suoi sorrisi in terreni che non sono Suoi ma che comunque confinano con i Suoi (padre, nonna), è solo "la goccia che ha fatto traboccare il vaso".

Quanto La apprezzano o La criticano Sua madre e Suo marito e quanto Lei dipende da questi apprezzamenti o da queste critiche? Quanto La apprezzano o La criticano altre persone presenti nel suo contesto e quanto Lei dipende da questi apprezzamenti o da queste critiche?
E infine, Lei stessa, quanto si apprezza e si stima o quanto non si apprezza e non si stima o si critica?

Le propongo un esercizio pratico: provi a battersi le mani sulle Sue spalle in segno di apprezzamento, ogni volta che fa qualcosa di utile o giusto o buono: alla Sua piccola, a Suo marito o a chi altro, e, mi raccomando, anche a Se stessa.

Provi a SORRIDERSI da sola, ma non metaforicamente, bensì "fisicamente" con le labbra che si allargano sul Suo viso, ogni volta che fa o che ha fatto qualcosa di buono, di utile, di apprezzabile, sia esso anche a Suo giudizio di minima intensità. Provi a sorridersi da sola per ogni pur minima cosa apprezzabile, indipendentemente se appartiene al settore che Lei ritenga più o meno "di dovere".

La Sua bimba, nonostante l'apparente indifferenza che prova per la sua madre, è invece probabilmente più legata a lei che non a qualsiasi altro componente della famiglia. I bambini, specialmente così piccoli come la Sua, SI RIFLETTONO E SI RISPECCHIANO SPESSO NELLA PROPRIA MADRE. Attenzione: NON NELLA MADRE VISIBILE, MA NELLA MADRE INTUIBILE E PERCEPIBILE AL DI LÀ DELLE SUE APPARENZE VISIBILI.

Fino a quando Lei non si saprà sorridere frequentemente anche da sola, anche la bimba farà fatica a sorriderLe. Cominci dunque, da oggi stesso, a battersi più spesso le mani sulle spalle e a sorridersi più spesso.

Quando la piccola avrà sufficientemente percepito che la sua madre ha abbastanza AUTOSTIMA per se stessa, INDIPENDENTEMENTE DALL'ETEROSTIMA concessale o no, le sorriderà sicuramente più frequentemente.. Quando la piccola si sarà convinta di avere di fronte una madre che sa autostimarsi per gli incontabili piccoli e grandi meriti, valori e qualità che ha, allora, vedrà, anche la Sua bimba, in quanto SPECCHIO E RIFLESSO della mamma (tipico in quest'età), non specchio e riflesso della "mamma visibile" ma delle intime e più profonde convinzioni che cura (compresa l'autostima che ha per se stessa), le sorriderà da convinta.

 


copyright © Educare.it - Anno I, Numero 11, ottobre 2001

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