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Far accettare a mio figlio il nuovo compagno

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adolescente arrabbiatoSono separata da più di 7 anni (senza problemi con ex marito) e da 6 frequento un nuovo compagno. Ho cercato di introdurlo piano piano, negli anni, ed a gennaio circa parlandone con i miei 2 figli, il maggiore di 19 anni e la minore di 16. Ho un pò premuto perchè potesse almeno dormire una volta a settimana a casa nostra. Il mio compagno ha un figlio di 12 anni. La cosa è stata accettata con un po' di difficoltà da mio figlio maggiore che riferisce che posso fare ciò che voglio, ma non vuole vederselo intorno, a cena, al lago, dai nonni. Sembrava aver accettato la cosa, ma in questi giorni mi sono accorta della sua profonda rabbia verso il mio compagno, non vuole neanche sentirlo nominare.

E' un ragazzo molto chiuso, non esplicita i suoi sentimenti, quando gli parlo ascolta, ma risponde a monosillabi, esce poco ed ha 3 amici con cui non si frequenta molto. Vive male il suo problema di dislessia e perciò dice non può permettersi una ragazza.

Deduco quindi che il suo mondo non vuole che sia toccato, visto che vive per la maggior parte del tempo in casa. Dice che non è normale che il compagno della madre stia in casa, a lui da molto fastidio. Mia figlia invece non ha problemi, ha il fidanzatino, esce con gli amici e penso che il mio compagno sia da lei ben accetto. Ho provato a parlargli ma è molto chiuso, vorrei avere qualche suggerimento su come comportarmi, come aiutarlo, se è giusto evitare che il mio compagno ci frequenti. Mille grazie.

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Gentile signora,

il diritto di essere una donna con una vita sentimentale appagante oltre che una madre presente e' difficile da coniugare. I figli sanno essere giudici severi con i genitori. Vorrei che si rasserenasse pensando che e' possibile trovare un equilibrio che renda sereni tutti ma solo se gli adulti avranno la pazienza e la sensibilità di rispettare i tempi dei più piccoli.

Come ha scritto Bruno Bettelheim in Un genitore quasi perfetto: “in quasi tutti i problemi che si incontrano nell'educare i figli, genitore e figlio sono il problema e contemporaneamente la soluzione”. Sono certa che concentrandosi su suo figlio e i suoi bisogni troverete insieme la soluzione per creare una situazione di armonia e rispetto per tutti.

Quando afferma di aver “premuto perché il suo compagno potesse almeno dormire una volta a settimana a casa vostra” e' come se avesse espresso che dentro di sé c'è la consapevolezza di aver affrettato la realizzazione di un evento, rispetto al quale i suoi figli non erano ancora pronti.

La separazione comporta sempre una dolorosa riorganizzazione degli equilibri familiari ,faticosa per tutti i membri della famiglia. A distanza di 7 anni si riaffaccia questa ristrutturazione delle dinamiche e delle regole che sino ad oggi vi siete dati all'interno del vostro nucleo a tre. La presenza, ma anche solo l'ipotesi che il suo compagno venga a vivere o a condividere spazi nei quali i suoi figli hanno trovato rassicurazione e protezione, dopo l'evento traumatico della separazione, rappresenta un passo molto delicato. E' evidente che suo figlio 16enne vive questa situazione come una minaccia. E' normale questa ostilità nei confronti dell'“intruso” che ritengo sia amplificata anche dalla presenza del figlio del suo compagno.

L'adolescente è immerso in una serie di compiti evolutivi complessi e necessità di sostegno. La presenza di un uomo accanto alla madre che non sia il padre, può generare ansie e dubbi anche inerenti la sfera sessuale, rispetto alla quale gli adolescenti iniziano a confrontarsi con imbarazzo. La costruzione delle relazioni con il gruppo dei pari è reso più difficile dal senso di inadeguatezza acuito dalla diagnosi di dislessia. Spieghi a suo figlio che la dislessia e' una caratteristica individuale e non un limite. Cercate insieme nomi di artisti e scienziati dislessici.

Il mio consiglio e' quello di restare sintonizzata con le emozioni di suo figlio. E' spaventato all'idea di perdere l'attenzione e l' amore delle figure di riferimento. E' geloso dei suoi spazi, dei nonni e di sua madre. E tutto questo è comprensibile. Usi delicatezza e sensibilità rispettando i suoi tempi. Non abbia fretta di fargli accettare cose per le quali non si sente pronto. Ma soprattutto gli ricordi che al primo posto nel cuore della mamma ci sono i suoi figli che lei ama più di tutto evitando così che si generi la competizione affettiva. Eviti i confronti con il figlio del suo compagno. Ponga l'accento sulle qualità positive di suo figlio facendolo sentire importante, accrescendo la sua autostima. Non si faccia intimorire dai silenzi. Li ascolti. Molti adolescenti urlano così! Dietro ad un silenzio ci sono mille parole, mille emozioni che solo una madre può cogliere. Non giunga a conclusioni affrettate anche rispetto alla serenità di sua figlia. C'è chi protegge il nido stando come una sentinella in silenzio e chi scappa dal nido creandosi relazioni all'esterno. Capisco che la sua vita di coppia sia importante ,e per questo le suggerisco di non distogliere l'attenzione amorevole e incondizionata nei confronti dei suoi ragazzi. Non abbia fretta. Il tempo che le sembrerà di perdere adesso consentirà di creare relazioni profonde, stabili e sicure senza che qualcuno debba rinunciare alla propria felicità.

 


 copyright © Educare.it - Anno XIV, N. 5, Maggio 2014

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