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Ansia e difficoltà di relazione

Abbiamo un bimbo di sei anni che ogni volta che deve affrontare il "nuovo" reagisce con crisi d'ansia e pianto o di rabbia.

Puntualmente anche quest'anno il passaggio dalla scuola materna ai centri estivi del comune gli sta creando grosse difficoltà. Certo le educatrici non lo aiutano, nonostante abbiamo spiegato loro che basterebbe che lui riuscisse a trovare in una di loro il suo punto di riferimento per metterlo tranquillo, loro utilizzano ogni volta che piange le minacce (ce lo racconta la sera a cena, perche' ognuno di noi per abitudine racconta la sua giornata).

Ora, a parte la discutibile preparazione di queste educatrici, ci chiediamo cosa succedera' a settembre con l'inizio della prima elementare. Come possiamo aiutare il nostro bimbo ad affrontare questa nuova situazione che gia' al solo pensiero lo manda in crisi? Dobbiamo avvisare le sue insegnanti di questa sua difficolta'? La sua psicologa dice di non dire nulla, ma e' giusto ? E se loro scambiassero le sue reazioni come capricci o indisciplina?

RingraziandoVi anticipatamente, aspettiamo un Vostro parere in merito.

 

Carissima signora,
quando noi adulti ci troviamo ad affrontare situazioni "nuove" proviamo sicuramente uno stato di maggiore agitazione rispetto a quando affrontiamo situazioni già conosciute, che per noi sono certe e sicure. Pensiamo quindi quello che può provare un bambino per il quale la maggior parte di ciò che lo circonda è nuovo; deve esplorare un mondo ricco di stimoli, deve intraprendere relazioni con persone che non sono i suoi familiari e quando va alla scuola materna deve distaccarsi dalla madre, dal padre e dalle persone con le quali ha già instaurato un legame affettivo.

Affinché l'esplorazione del mondo sia per lui un arricchimento continuo è importante che questi primi cambiamenti, come l'inserimento alla scuola materna, avvengano nel modo meno traumatico possibile; è necessario che il bambino abbia una "base sicura", come la madre, alla quale ritornare ogni volta che ha paura ad affrontare "il nuovo", in modo da rendere le sue esplorazioni e le sue relazioni con gli altri, in modo graduale, sempre più autonome.

Per questo è importante che alla scuola materna vi sia un periodo di inserimento al quale dovrebbe partecipare anche la madre e/o il padre, affinché al bambino sia permesso un distacco graduale e la progressiva capacità di relazionarsi senza traumi.

Alcuni consigli in merito alle sue richieste:

* cercare di instaurare fin dall'inizio un clima di collaborazione con insegnanti, psicologi ed educatrici, all'insegna della chiarezza e della collaborazione
* rendere i cambiamenti graduali rispettando i suoi tempi di adattamento
* offrire una "base sicura" e delle persone di riferimento in grado di rassicurarlo e delle quali si possa fidare. (Rimproverare il bambino può solo aumentare la sua frustrazione e peggiorare le capacità di relazionarsi agli altri, oltre ad offrirgli un forte disorientamento. Infatti mentre lui sta cercando un appoggio psicologico e sicurezza , non solo non la trova, ma viene colpevolizzato e ciò causa un aumento del senso di colpa e ulteriori difficoltà relazionali)
* favorire la partecipazione ad attività collettive da svolgere in piccoli gruppi, sostenendo psicologicamente il bambino
* assegnargli incarichi di fiducia per favorire quanto più possibile l'autonomia e perché assuma un ruolo significativo di fronte ai compagni e gli adulti
* cercare di aumentare i canali di comunicazione favorendo tutte le attività nelle quali il bambino può esprimere se stesso.

 


copyright © Educare.it - Anno I, Numero 9, Agosto 2001