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Timidezza e consulenza on line

Gentilissima dottoressa Runggaldier,
ho letto la sua lettera indirizzata alla mamma di Elisabetta (n° 863) e sebbene io sia pienamente d'accordo con lei che la timidezza è uno stato d'animo da non osteggiare penso però che Lei non abbia mai provato direttamente cosa significa essere timidi... intendo dire a quante ed a quali rinunce si è costretti ad affrontare proprio a causa della timidezza, a quel pesante senso di inadeguatezza che come timida io stessa ho sempre provato.
Se dovessi fare un bilancio della mia vita passata non direi assolutamente che la timidezza è stata di alcuna utilità e sinceramente spero che mio figlio riesca in futuro a provare altri tipi di emozioni!
Proprio per la mia timidezza ho vissuto male il periodo della scuola, nonostante fossi brava ed intelligente; ho vissuto sempre male i rapporti con gli altri ed adesso a 35 anni, dopo aver lottato molto, sono riuscita, almeno in parte, a superare questo grande problema ma purtroppo lo vedo nascere in mio figlio di 5 anni che nonostante sia da me incoraggiato, valorizzato ed amato inizia a manifestare alcuni sintomi da me provati (vomita appena lo lascio all'asilo, si nasconde dietro a me quando qualcuno che non conosce gli rivolge qualche domanda, cerca di rinunciare alla piscina perché si trova in un ambiente dove non conosce altri bambini).

Alle superiori una mia professoressa mi diceva che la timidezza dimostra sensibilità ed intelligenza... se non fosse morta, mi piacerebbe confidarle che avrei preferito essere "molto meno intelligente!!".
Mi scusi la sincerità ma ritenere la timidezza una "EMOZIONE CHE HA UNA VITALE UTILITA'" mi fa capire che non tutte le emozioni possono essere catalogate e spiegate in un libro medico. Sono sicura che la mamma di Elisabetta non vuole una figlia non timida, non triste, non arrabbiata ma vuole semplicemente evitare il disagio che "l'eccesso" di questa emozione provocherebbe nella vita futura di sua figlia.
Cordiali saluti
Una mamma ex-timida.

 

Gentile Signora Loredana,
Lei ha proprio ragione, timidezza significa anche rinuncia, inadeguatezza, dolore.
Forse invece non ha ragione quando diche che "non tutte le emozioni possono essere catagolate e spiegate in un libro medico", perché personalmente ritengo che NESSUNA EMOZIONE possa essere debitamente spiegata e catagolata, in quanto strettamente personale e dipendente da variabili singolari e uniche. Ecco perché in sede di consulenza on line non consiglio MAI libri sulle emozioni, anche quando mi viene fatta esplicita richiesta.

Lei ha proprio ragione: non basta sempre una consulenza on line per trovare sufficiente sollievo da un dolore, anzi, una consulenza on line probabilmente non basta quasi mai…
Le consulenze sono redatte sempre in modo più individualizzato possibile, con la consapevolezza dei limiti che ciascuna consulenza a distanza presenta, a differenza di altre forme terapeutiche o colloqui in sede o a differenza di tutto ciò che "semplicemente" le varie esperienze di vita potranno offrire. La pubblicazione delle consulenze personali viene fatta senza pretese di validità per terzi: si intende semplicemente offrire una possibilità di confronto anche per altri lettori e lettrici. 
La ringrazio del Suo sincero feedback, e mi permetto di segnalarLe, oltre la consulenza nr. 863 altre consulenze sulla timidezza, a patto che le legga con tutte le riserve che ho cercato di esporre sopra.
Educare.it - Consulenza: 614 - timidezza
Educare.it - Consulenza: 692 - timidezza?
Educare.it - Consulenza: 940 - timidezza insuperabile

 


copyright © Educare.it - Anno III, Numero 3, febbraio 2003