Stop the genocide poster

Arrossire

Buongiorno,
sono anche io una diciassettenne che ho letto la consulenza riguardo al problema della timidezza insuperabile della mia coetanea. Il mio caso è analogo. Purtroppo, razionalmente percepisco che la mia barriera è artificiale e che quindi può essere abbattuta, probabilmente in maniera del tutto semplice; penso tuttavia che la mia capacità critica che mi permette di analizzare il problema e di ricavarne l'infondatezza è minore della forza improvvisa e repentina con la quale si presenta il problema:nel mio caso il rossore particolarmente.
Penso derivi da un qualcosa di inconscio e quindi di ingestibile. Il problema sta qui: non trovo a questo punto i mezzi per combatterlo e mi rivolgo a lei per questo.
Le sarei grata qualora mi potesse dare una mano.
Grazie della disponibilità.

 

Gentile Signorina,
essere SOTTO lo sguardo degli altri può portare ad un senso di lacerante vergogna. Questo può succedere in alcune situazioni particolari e solo con determinate persone (ansia circoscritta) oppure ci può essere disagio forte in qualunque interazione (ansia generalizzata). Questi vissuti, se perdurano per anni, possono portare ad una vera e propria ansia sociale e dove il solo essere visti significhi già essere osservati, essere valutati e giudicati. Sempre e comunque.

Circa la metà delle persone che soffrono di eccessivo arrossimento, cioè di ERITROFOBIA, ha un'ansia o fobia sociale, ma non tutte le persone che arrossiscono hanno necessariamente una fobia sociale!

L'eritrofobia solo in pochi casi rappresenta un drammatico sintomo di una patologia psicologica grave, ma spesso si tratta invece solo di una lieve disfunzione fisiologica del sistema vegetativo autonomo. Alcuni sintomi che appartengono a questa famiglia di disfunzioni sono, oltre l'eritrofobia, la sudorazione, i tremori, la tachicardia, le vampate di calore. Il sistema nervoso autonomo è il sistema nel nostro organismo fisiologico che "si arrangia" da solo e non si lascia facilmente controllare dal pensiero "razionale".

Sudare o arrossire può rappresentare una distonia neurovegetativa solamente lievissima e senza significative implicazioni cognitivo-comportamentali. Può, in alcuni casi, rappresentare anche problemi più profondi. Sia nel primo che nel secondo caso il sintomo neurovegetativo comunque NON si può già gestire/controllare semplicisticamente con un pensierino razionale come Lei giustamente ha notato anche nella Sua richiesta di consulenza.

* In alcuni casi pratiche di rilassamento come ad es. il training autogeno hanno dimostrato risultati discreti.
* Nella maggior parte dei casi una psicoterapia ha dimostrato risultati eccellenti.
* In rari casi, quelli più gravi (fobia sociale, ansia sociale con attacchi di panico), si asserisce la necessità di terapie combinate (psico-e farmacoterapia con SSRI = "specific serotonin reuptake inhibitor" che agiscono mantenendo il livello della serotonina costante).
* In tantissimi casi, specialmente tra gli adolescenti, si è visto che l'eritrofobia subclinica tende a spegnersi spontaneamente.

Cara Signorina, non escludo che quest'ultimo punto potrebbe rappresentare proprio il Suo caso! Lei ha solamente 17 anni.

E' importantissimo che non si isoli al fine di evitare situazioni in cui arrossisce o potrebbe arrossire. E' importante che Lei non si autoimponga delle limitazioni sempre più gravi solo per il fatto di sentirsi sotto lo sguardo degli altri, avendo la consapevolezza della propria presunta vulnerabilità.

Non importa che gli altri non siano (o siano) sempre pronti ad osservarLa e giudicarLa e non importa che Lei non sia (o sia) sempre SOTTO il loro sguardo. Non mi fraintenda: non vorrei assolutamente sminuire la Sua sofferenza, ma importa il SUO sguardo sul mondo e sugli altri, ma il SUO sguardo è prezioso e deve essere visibilmente orgoglioso di esistere.

L'eritrofobia in quanto "maschera rossa non scelta" non è né una "protezione", né è indice proporzionale per la propria vulnerabilità, né rappresenta il "filo rosso" per la conquista dell'autonomia dalla propria madre (si è visto che le persone con eritrofobia hanno/avevano molto spesso madri iperprotettive).

L'eritrofobia può essere un sintomo transitorio (che nell'età giovanile può perdurare anche per anni) che si spegne autonomamente senza alcun intervento. A volte invece la propria eritrofobia ha un'utilità positiva per chi ne è colpito: può far emergere la necessità e il desiderio di un percorso psicoterapico o di un ciclo di colloqui pedagogici mirati, con il fine di curare diversamente i propri vissuti.

Spero che con questa consulenza a distanza, sapendo quasi niente di Lei, abbia potuto offrirLe qualche spunto per delle riflessioni e azioni. Sentirsi SOTTO lo sguardo degli altri con lacerante percezione di vergogna può impedire/frenare il proprio sguardo VERSO nuovi percorsi/azioni del proprio presente e futuro. Le auguro che percepisca sempre meno il "SOTTO" e sempre di più il "VERSO".

 


copyright © Educare.it - Anno IV, Numero 1, dicembre 2003.