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  • Categoria: Editoriali

(Cari) libri di testo e soluzioni digitali

In questo momento storico il costo dei libri di testo per la scuola secondaria continua a rappresentare un tema attuale di discussione. I nostri politici hanno tentato di mettere un argine al “caro libri” con una serie di provvedimenti legislativi che, messi in fila, mostrano però tutta la loro contraddittorietà e l’influenza della lobbie degli editori. 

Prendiamo la legge n. 169/2008, che con l’art. 5 aveva modificato in maniera significativa la durata delle adozioni dei testi scolastici, imponendo una durata quinquennale per la scuola primaria e sei anni per la scuola secondaria. Questo provvedimento avrebbe dovuto favorire il riutilizzo dei libri da parte di più studenti. 

Ma ecco che – durante il Governo Tecnico (!)– interviene Carmela Palumbo, Direttore Generale del Miur (Dipartimento per l’Istruzione), che con comunicazione del 25/01/2013 (Prot. MIUR AOODGOS 378) abolisce questi vincoli fin dall’A.S. 2013/2014. Pertanto le scuole, già per l’anno scolastico che sta per iniziare, hanno potuto modificare senza più alcuna restrizione la lista dei libri di testo in adozione. In molti casi, quindi, addio ai libri usati che permettevano alle famiglie di abbattere i costi di questo imprescindibile onere.

E’ vero che ancora vige il tetto di spesa complessivo per i libri della scuola media e per le superiori, ma obiettivamente si tratta di importi di rilievo, entro i quali trovano comoda ospitalità testi che raramente costano meno di 20,00 Euro ciascuno.

I più fiduciosi si attendono una svolta dall’avvento dell’era digitale preannunciata dall’art. 11 della legge n. 221/2012, quella che riporta una serie di misure per la crescita del Paese. La norma prevede che i libri di testo per l’anno scolastico 2014-2015 siano in formato digitale o misto, cioè costituiti da un testo in formato cartaceo e da contenuti digitali integrativi, oppure da una combinazione di contenuti digitali e digitali integrativi. Tuttavia tale obbligo si applicherà non in tutte le classi ed in modo progressivo; inoltre il DG Palumbo, nella sopracitata comunicazione, precisa che «il passaggio ai libri di testo nella nuova versione digitale, da realizzare gradualmente a decorrere dalla adozioni per l’anno scolastico 2014/2015, richiede in ogni caso l’adozione di un apposito decreto ministeriale che ne definisca le caratteristiche tecniche». Insomma la questione si presenta ancora con “tanto fumo e poco arrosto”.

Intanto il problema è reale per le sempre più numerose famiglie in condizioni di ristrettezza economica.

Non deve quindi sorprendere più di tanto la presa di posizione del dirigente del liceo Savoia-Benincasa di Ancona, la prof.ssa Alessandra Rucci, che sul sito dell’Istituto ha invitato genitori e studenti a comprare testi usati «perché il mercato editoriale sta proponendo testi a prezzi molto elevati e sta osteggiando il passaggio al digitale che consentirebbe maggiore fruibilità e risparmio alle famiglie». Le famiglie sono incoraggiate a non fermarsi neppure di fronte ad un cambio di edizione, che spesso è la strategia usata dagli editori per sostenere gli acquisti di nuovi libri. Nelle liste d’adozione del Liceo anconetano sono presenti anche dei testi autoprodotti da una rete nazionale di scuole, i Bookinprogress, ed altri che sono acquistabili solo in formato digitale a costi decisamente più contenuti di quelli dei libri tradizionali.

Nel frattempo fuori dal nostro Paese la didattica si avvia verso una spedita digitalizzazione. L’ultimo esempio è rappresentato dalle Steve Jobs Schools, che dopo l’esperienza di Los Angeles approdano ora in Olanda: nel prossimo anno scolastico se ne apriranno sette, con il sostegno dell'Education for a New Era Foundation (O4NT). Da quanto viene comunicato, si tratta di una modalità di istruzione che si colloca tra l’autoistruzione e la formazione a distanza, resa possibile da apposite App per Ipad che sostituiscono i tradizionali libri di testo ed i quaderni di lavoro. Grazie alle applicazioni gli studenti potranno eseguire compiti, studiare e partecipare alle attività di gruppo. steve_job_school

Il lavoro dei docenti dovrebbe consistere in funzioni di supporto e di supervisione dell’attività didattica, mentre il monitoraggio dell’apprendimento e la sua progressione avviene in automatico attraverso il tablet costantemente collegato ad internet.

La sperimentazione olandese è indirizzata a bambini dai 4 ai 12 anni; secondo l'O4NT l'uso dei nuovi apparecchi già dai primissimi anni di scuola contribuirà a sviluppare nei ragazzi "talento e abilità del 21esimo secolo", creando nativi digitali per eccellenza.

Pur resistendo alla facile fascinazione di una scuola senza libri (e senza pesanti cartelle!), dobbiamo riconoscere che i contenuti di apprendimento sono oggi ampiamente disponibili in rete e che la nuova frontiera della professionalità docente è rappresentata dalla capacità di sfruttare queste risorse, spesso gratuite, ai fini dell’apprendimento significativo degli studenti. Appare sempre più anacronistica la didattica basata su schede fotocopiate o su libri che offrono contenuti (statici) a costi sempre più ingiustificabili. Plaudiamo con convinzione a quegli insegnanti che scelgono di autoprodurre risorse didattiche sulla base della loro esperienza ed a quei dirigenti che, anche su questioni di questa natura, cercano l’alleanza con le famiglie.


copyright © Educare.it - Anno XIII, N. 8, Agosto 2013