- Categoria: Pedagogia del quotidiano
- Scritto da Carla Rossella Cavallo
Quanto ne sappiamo sulle coccole ai nostri piccoli? - Il babywearing
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Il babywearing
Una tecnica che si cerca di diffondere e fortunatamente trova terreno fertile per spandere i suoi benefici e il “portare i bambini addosso” ovvero il Babywearing, che nasce come una pratica antica e da sempre usata in molte culture nel mondo per spostarsi insieme ai propri bambini in modo pratico e sicuro, ma oggi rivalutata come un proprio e vero metodo di cura basato sull’ “alto contatto”, così facendo il genitore si pone in atteggiamento di ascolto e disposizione rispetto ai bisogni primari del figlio, dall’altra parte il bambino, trova risposta immediata ai suoi bisogni di contatto, calore, nutrimento e affetto con risvolti positivi sul suo sviluppo psicofisico e relazionale.
Quando il bambino è vicino alla mamma segue il ritmo del suo battito cardiaco e del suo respiro, oltre ai suoi movimenti. Questa stimolazione aiuta il bambino a regolare le sue risposte fisiche e ad esercitare il sistema vestibolare, che controlla l'equilibrio. La fascia aiuta a creare un "utero di transizione" per il bambino, che non ha ancora imparato a controllare tutte le proprie funzioni vitali e i movimenti. (Cfr. "Current knowledge about skin-to-skin (kangaroo) care for pre-term infants". J Perinatol. 1991 Sep;11(3):216-26).
Attraverso il Babywearing, il neonato può sperimentare sensazioni molto simili a quelle vissute nel ventre materno: contenimento, calore, rumori familiari, movimento ritmico, nutrimento. Tutte sensazioni che contribuiscono al suo benessere e che lo predispongono ad un corretto e fisiologico sviluppo, inoltre, riceve stimolazioni visive, uditive, cinestesiche filtrate dalla vicinanza dell’adulto e ciò non è assolutamente da sottovalutare, soprattutto perché gli si permette di partecipare alla vita sociale e quotidiana ma nel rispetto delle esigenze e spazi.
Non dimentichiamo che questo è un ottimo modo per favorire il legame padre-bambino e madre-bambino, creando sicurezza e complicità in entrambi.
Avere il bambino in fascia ci permette non solo di avere le mani libere e quindi di poter dare una dose di coccole mentre ci occupiamo di altro ma anche di accarezzarlo e ammirare le sue espressioni in modo dettagliato e diretto senza farci sfuggire nessun dettaglio.
Parlando ancora di carezze non posso non sottolineare che esse sono una sorgente di piacere, il sistema nervoso grazie a questo contatto secerne endorfine, cioè ormoni naturali che servono per il benessere, che favoriscono il relax, il sonno e tutti i benefici che derivano al bambino dal buon riposo. Creando una situazione di tale benessere, il neonato cresce più sano perché produce una maggior quantità di cellule di difesa immunitaria, lo sviluppo cognitivo sarà più completo e precoce e le coliche gassose saranno più sotto controllo. Il dialogo con i genitori, fatto di abbracci, dolci sguardi, parole, baci, ... fa sì che il bambino abbia una maturazione affettiva più completa.
I bambini che hanno ricevuto molte coccole da parte dei genitori, da adulti saranno meno stressati e con meno problemi psicologici, secondo uno studio americano pubblicato sul Journal of Epidemiology and Community Health e portato a termine da un team di psicologi della Duke University di Durham, nel North Carolina. Secondo alcuni studi dell’università di Philadelphia le coccole aiutano anche per lo sviluppo cognitivo.
Dalla mia esperienza che ho provato a descrivervi sembrerebbe tutto meraviglioso, sereno e senza ostacoli, ma come a tutti, o quasi, non è così...
Ma passano i giorni e i suoi attacchi di pianto si ripetono e arriva il dubbio: “lo vizio?” Per non parlare di qualcuno vicino a voi che inizia col dirvi che state sbagliando, che il vostro bambino ha preso “il vizio delle braccia”, che deve imparare ad addormentarsi da solo, che non dovete correre quando piange, che deve imparare ad aspettare, altrimenti... bla bla bla...
Alcune volte le voci degli altri riescono a persuadervi all’idea e mettete a rischio il vostro equilibrio creato tra voi e il vostro bambino, rovinate la gioia di mesi e dei primi anni di vita.
Ma un idea che ho sempre avuto e che seppur con difficoltà ho cercato di ricordare nei momenti di bisogno è questa: “tra qualche anno questa piccola batuffolina che ora mi stanca le braccia sarà completamente autonoma, non potrò tornare indietro per rivivere i suoi sguardi adorati e ammirare i suoi sorrisi, non mi cercherà più per mangiare o dormire con lei, per stringermi le braccia al collo o baciarmi, mi vorrà bene lo stesso solo che non lo dimostrerà e io... ormai avrò sprecato il mio tempo che avevo a disposizione con lei”.
Riflettete e decidete come reagire a tutti coloro che si permettono di chiamare “viziati” i vostri neonati e ricordate loro che la parola vizio non è da neonato!
Ricordate che prendersi cura di un bimbo è faticoso ed impegnativo, ma sono giorni indimenticabili, perchè questa dolcezza, questo amore così grande non lo avete mai provato, i vostri momenti più dolci sono la base per la sua serenità e fiducia.
SITOGRAFIA:
bambinizerotre.it
www.mammole.it
www.vitadamamma.com
www.ok-salute.it
www.greenme.it
www.tg2.rai.it - medicina33
copyright © Educare.it - Anno XVII, N. 03, Marzo 2017
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