Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXVI, n. 6 - Giugno 2026

Stop the genocide poster

Racconti

  • Scritto da Gianluca Giunchiglia
  • Categoria: Racconti

Blu

Stava arrivando il crepuscolo, eppure era sempre giorno, la luce era limpida e l’aria quella di un pomeriggio d’inverno vicino al mare: un’aria umida, fredda e trasparente.
Il cielo si colorava di rosso e a tutto quel azzurro si univano i grigi disegnati da punti, linee e curve che aleggiavano ferme nell’aria. Sembrava un disegno di una mano esperta.

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  • Scritto da Elisabetta Galuppi
  • Categoria: Racconti

Zadig, una gattina nel pollaio

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Questa è l’avventura di una gattina arrivata misteriosamente in un piccolo paese tra le colline.

“C’è una micina nella mia cascina”, disse un giorno la signora Liana alla signora Lolly, sua vicina di casa.
“E’ piccola, piccola e da qualche giorno saltella nell’orto vicino al pollaio. Quando arrivo però scappa via velocemente e si nasconde, non si riesce ad avvicinarla!”.
Tutto finì lì per il momento e la giornata trascorse senza che più nessuno pensò alla gattina.

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  • Scritto da Pamela Grazzini
  • Categoria: Racconti

Come colla

La colla vinilica colava a grandi gocce lungo la gamba della sedia; lacrime dense e appiccicose scivolavano sul liscio del legno formando una macchia pantanosa sulla pagina di giornale messa a protezione. Lei cercava di fermarle, si affannava a rincorrerle con le dita, con le dita cercava di arginare quella lava bianca, ma le dita non le bastavano e quell'alluvione strabordante continuava a piovere inesorabile come sangue da cento ferite aperte. Le sue ferite.

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  • Scritto da Daniela Boccanera
  • Categoria: Racconti

Per caso un giorno

Una storia tracciata a linee imperfette che non seguono le leggi piane o solide di geometria, parole e pensieri appuntati su un piano infinito dove a tratti si ha la possibilità di intravedere la forma di qualcosa, un’ ombra che si sta definendo per la sua sostanza. Passo dopo passo, la forma preda la materia, lentamente, senza fretta, sfila la corporeità dalle parole e le lettere danzavano ormai fluenti a modulazioni ecoiche intorno ai contorni dell’ombra.

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