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generazione-bim-bum-bamAlessandro Aresu

GENERAZIONE BIM BUM BAM 

Mondadori, Milano, 2012
pag. 208, 17,00 Euro

 

Libro non disponibile presso la Redazione

Recensione di Sabina Leoncini

Alessandro Aresu, ventinovenne sardo appartenente a quella che lui definisce la Generazione Bim Bum Bam, è laureato in filosofia, è cofondatore e direttore generale del sito “Lo spazio della politica”. Scrive per “Limes” e “La nuova Sardegna” e ha curato alcuni saggi tra cui “Filosofia della navigazione”.

Questo libro si colloca nell’ambito della collana Strade Blu Narrativa di Mondadori. Il testo affronta la problematica dell’avvento dei cartoni animati giapponesi doppiati e cantati da Cristina D’Avena che negli anni ’80 sono stati inseriti nel palinsesto della programmazione delle nuove reti televisive Fininvest. Oltre a questo l’autore ripercorre la storia italiana e mondiale dell’epoca, il fenomeno Berlusconi e le aspettative di una generazione cresciuta guardando appunto Bim Bum Bam.

Aresu nella sua analisi si rivolge ad un pubblico ampio, in particolare al pubblico dei nati negli anni ’80 che ha vissuto la propria infanzia proprio in quegli anni. Tuttavia spesso ci sono riferimenti storici, politici e filosofici che non sono del tutto comprensibili a chi non si è specializzato in materia. Il testo si basa chiaramente su una ricerca storico-politica, che ripercorre gli eventi a livello italiano e mondiale che hanno caratterizzato gli anni ’80.

Il libro è suddiviso in due parti. Nella prima parte l’autore ripercorre la nascita del programma Bim Bum Bam, soffermandosi su trame e personaggi dei cartoni animati inseriti nel programma, evidenziando eventuali connessioni con le vicende politiche italiane. Nella seconda parte inceve i riferimenti ai cartoni animati sono sempre più sporadici e più spazio è dedicato alla politica internazionale che ha influenzato la politica e l’economia italiana dell’epoca, creando delle condizioni irreversibili in cui la “generazione bim bum bam” oggi si trova a confrontarsi dovendo scontare gli errori dei propri nonni che oltre a leggi ad personam hanno creato un paese da un’economia precaria, con baby pensionati che i giovani stessi dovranno in qualche modo mantenere. Un paese dal quale non si può semplicemente scappare, sostiene Aresu, ma che deve fare i conti con i propri sbagli, perchè chi ci rimette è proprio la generazione Bim Bum Bam.

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