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introduzione_BourdieuGabriella Paolucci

INTRODUZIONE A BOURDIEU

Laterza, Roma, 2011
pag. 195, 14 Euro

Libro non disponibile presso la Redazione

Recensione di Sabina Leoncini

Gabriella Paolucci insegna sociologia all'Università di Firenze e nella sua carriera ha curato volumi su Bourdieu e altri filosofi tra cui Sartre, Heller, Luhmann, Rawls e Becker. Si occupa inoltre dello studio della dimensione spazio temporale delle società contemporanee, con particolare riferimento alla città.

Il testo appare come una lineare ricostruzione dell'evoluzione del pensiero di Bourdieu, con una particolare messa a fuoco di concetti fondamentali che hanno fatto discutere molti altri studiosi a livello internazionale, anche se in Italia Bourdieu fino alla sua morte, avvenuta nel 2002, non aveva goduto di grande fama.
Nella parte iniziale il volume presenta la formazione di Bordieu, mentre negli ultimi quattro capitoli vengono discussi e spiegati i concetti principali del suo pensiero, in particolare quelli di Habitus, doxa, dominio, campo. Negli ultimi due capitoli infine Paolucci riprende la teoria critica della cultura e gli elementi che secondo Bourdieu compongono il difficile mestiere del sociologo. L'autrice inserisce in questo volume anche una ricca e dettagliata cronologia e bibliografia dello studioso francese nonchè una breve rassegna alle varie critiche che gli sono state mosse, tra le quali risulta molto interessante quella proveniente dal mondo femminista.

Di particolare rilievo è la riflessione di Bourdieu sull'istituzione statale, che più di altre ha il compito di assicurare la permanenza e la legittimazione delle relazioni di dominio, creando una sottomissione all'ordine delle cose e la credenza nella legittimità del dominio (pag.68). In questo modo Bourdieu sferra una forte critica nei confronti delle istituzioni statali, ma non è tutto: famiglia e istituzione scolastica fanno parte anch'esse di tale dominio simbolico. In particolare su quest'ultima Bourdieu scrive in vari momenti della sua vita in quanto vede nella scuola uno dei fondamenti del dominio e della sua legittimazione. Il capitale culturale che si eredita infatti, secondo Bourdieu, è più significativo delle disuguaglianze sociali o economiche che di per sè non sono sufficienti a determinare la selezione scolastica (pag.73). La scuola svolge quindi "un ruolo di primo piano nella riproduzione dell'ordine sociale vigente, legittimando la struttura di classe della società, che essa consacra scolasticamente attraverso l'inculcamento di un arbitrario culturale." (ib.) In questo modo Paolucci ci porta a riflettere ancora e in maniera più approfondita sul concetto chiave di violenza simbolica e sulla sua esplicitazione attraverso la scuola.

Il testo di Paolucci, che sotto il profilo disciplinare si può contestualizzare tra sociologia e filosofia, per i suoi numerosi riferimenti ad altri filosofi, antropologi e sociologi francesi, si rivolge ad un pubblico specializzato.

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