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Il caviardage, alla ricerca della poesia nascosta

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caviardageAccadono cose che sono come domande. Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita risponde» Queste parole, tratte dal libro ‘Castelli di rabbia’ di AlessandroBaricco, sono l’introduzione perfetta ad un’esperienza didattica e personale: il caviardage. Ai miei ragazzi ho sempre detto di cercare la bellezza ovunque: nei loro gesti, nelle cose che mangiano, ascoltano, nei colori, nella natura. La bellezza spesso si nasconde, come la felicità, ma c’è sempre proprio come la poesia. Quando ho letto il libro di Tina Festa “Trovare la poesia nascosta” ho subito avvertito quel senso di appartenenza speciale al testo. Tina Festa vive a Matera, ama insegnare e ha una passione per l’arte. Tutta la sua persona la si ritrova nel metodo di scrittura creativa che ha sviluppato: il caviardage.

Il caviardage è un metodo di scrittura poetica che aiuta a scrivere poesie e pensieri attraverso un processo ben definito ed un gran numero di tecniche e strategie. Non si parte da una pagina bianca ma da testi già scritti: pagine strappate da libri da macero, articoli di giornali e riviste, ma anche testi in formato digitale. Grazie alla contaminazione con svariate tecniche artistiche espressive (il collage, la pittura, l’acquarello, etc.) si dà vita a poesie visive: piccoli capolavori che attraverso parole, segni e colori danno voce a emozioni difficili da esprimere nel quotidiano.

Alla mia classe, una seconda di Scuola Primaria, ho proposto questa metodologia di scrittura all’interno del percorso scolastico, non solo per conoscenza ma per offrire loro un messaggio più ampio: intorno a noi esistono tanti scritti impersonali che possono trasformarsi in bellezza personale.

Come ho lavorato?

Il metodo caviardage permette di portare alla luce emozioni profonde, dipanarle. Tutto questo avviene con l'illuminazione della parola, che diventa l’unità minima del metodo, seguendo un processo ben definito: attivando l’ascolto di ciò che si sente nell’attimo presente, permette di giungere con consapevolezza a un preciso risultato. Per prima cosa, si parte da una pagina. ho consegnato ad ogni coppia di bambini testi diversi: fiabe, poesie, canzoni, pagine di sussidiario da buttare via. Non ho chiesto loro di leggerle tutte ma di farsi trascinare dal loro intuito, dalla loro voce interiore per “illuminare” con un colore solo le parole che chiamavano.

Successivamente ognuno di loro ha collegato le parole all’interno del testo, non necessariamente in ordine. Questo conduce a un prodotto poetico personale: una poesia, un pensiero, un messaggio, o un concetto che intende comunicare il sentire dell’attimo presente. Alla fine dell’attività la pagina viene decorata, abbellita con elementi nuovi affini a quella poesia che il bambino ha tirato fuori.

L’esperienza del Caviardage porta un insegnamento più grande del prodotto finale stesso: si tratta di trovare la spinta vitale e la bellezza anche quando la vita si riduce in macerie. Le parole possono diventare una vera e propria luce che emerge nelle proprie mani.

copyright © Educare.it - Anno XXII, N. 6, Giugno 2022
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