- Scritto da Vincenzo Amendolagine
- Categoria: Dipendenze
Psicologia e psicopatologia digitale
Nel corso degli ultimi anni si è assistito ad un uso sempre più massiccio della tecnologia digitale nella quotidianità. Attualmente si calcola che ogni persona passa una media di sette ore al giorno su device connessi ad Internet, di cui almeno due ore sono declinate alla consultazione di social network quali Facebook e WhatsApp. L’uso crescente della tecnologia si presta ad una duplice significazione, ovvero può essere un’abitudine che può apportare positività alla quotidianità individuale, ma al contempo se non viene controllata e, soprattutto, se viene utilizzata in maniera impulsiva, compulsiva e irrazionale può divenire un veicolo di disagio che conduce a psicopatologie.

Il Gioco d’Azzardo Patologico (GAP) è un fenomeno sociale che si conosce da tempo, anche nei suoi drammatici risvolti. Tuttavia non sembra esserci stata una adeguata consapevolezza della portata del problema, sia all’interno dell’opinione pubblica, sia ai livelli istituzionali. In questo articolo si inquadra la problematica sul piano diagnostico e si individua l’azione culturale come prima forma di prevenzione e fronteggiamento.
Accanto alla classica forma di dipendenza da sostanze, negli ultimi anni sono proliferate nuove forme di dipendenza in cui non è presente l’intervento di alcuna sostanza psicoattiva e per le quali è stato coniato il termine New Addictions. L’oggetto della dipendenza è in questo caso un comportamento o un’attività lecita e socialmente accettata. Le dipendenze comportamentali, se compaiono durante l'adolescenza, devono essere analizzate da una prospettiva multifattoriale e necessitano di un adeguato approccio sia sul piano pedagogico che psicologico. L’articolo delinea un quadro introduttivo a questa rilevante problematica sociale e sanitaria.
Il Piano d’indirizzo per la riabilitazione, approvato dalla Conferenza Stato-Regioni il 10/02/2011, rappresenta ad oggi il più recente riferimento ufficiale in tema di riabilitazione. In questo articolo si mostra come il documento possa essere applicato nella riabilitazione delle dipendenze patologiche; in particolare si presenta in modo sintetico il set di strumenti, denominato ICF-Dipendenze, che permette di definire programmi riabilitativi secondo un approccio basato sulle evidenze.