Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXIV, n. 5 - Maggio 2024

Gocce d’arte e di cultura: immagini per raccontare a chi è privo della vista

Serpi Immagine2L’articolo documenta un'esperienza mossa dall'intento di rendere accessibili alle persone con disabilità visive alcuni famosi dipinti attraverso il tatto. Come si vedrà, il progetto è stato realizzato con materiali poveri e questo dovrebbe incoraggiare alla replicazione dell'esperienza.

Per immaginare, la mente ha bisogno di immagini

Questa frase di Bruno Tognolini (Merletti e Tognolini, 2006) sottolinea il bisogno di avere una rappresentazione mentale di ciò che si sperimenta quotidianamente. Questa necessità è urgente per le persone con disabilità visiva, tanto che sono coinvolte precocemente in un percorso di educazione all’immagine attraverso il tatto, utilizzando rappresentazioni tridimensionali, materiale modellabile, immagini in rilievo e libri tattili illustrati.

Tale educazione crea le condizioni anche per la fruizione delle opere d’arte. Se per le sculture le difficoltà sono minori, in quanto si prestano ad una esplorazione multisensoriale, la fruibilità dei dipinti è limitata. In genere, si usa la spiegazione verbale per descrivere un’opera, ma ciò non consente una conoscenza diretta del dipinto.   

Nell’ultimo decennio è cresciuta l’attenzione nei confronti dell’accessibilità museale per le persone con disabilità sensoriali, ma sono ancora poche le realtà in cui è possibile un’esperienza concreta e diretta: tra le più conosciute, il Museo Omero di Ancona e il Museo Anteros di Bologna. Altrove, l’accessibilità è ricercata fornendo un’audiodescrizione o una trascrizione in Braille dell’opera d’arte.

Il progetto “Gocce d’arte e di cultura

A partire dalla convinzione che l’esperienza tattile può avere sfumature proprie, una carica emotiva ed evocativa che varia da persona a persona, così come avviene per il canale visivo, ho progettato e realizzato la trasformazione di alcuni dipinti famosi in arte tattile, mantenendo la presenza dell’informazione cromatica rispetto all’opera originale attraverso diverse texture: collage di materiali, copie rimarcate nei tratti essenziali con il piombo liquido solitamente usato per la pittura su vetro. La creazione di questi nove “quadri tattili” è avvenuta avendo sempre come riferimento i criteri per la realizzazione di immagini in rilievo:

  • - spessore di almeno 1 mm;
  • - figure intere realizzate con materiali e texture diversi;
  • - colori a forte contrasto cromatico;
  • - materiali percettivamente diversi per rappresentare elementi di vario tipo, con colori attinenti alla realtà;
  • - immagini collocate secondo una distanza percettiva adeguata.

Nelle foto che seguono ripercorrerò proprio questo percorso di approfondimento e scoperta che mi ha consentito di avere anche un riscontro dal punto di vista sociale, in quanto questi lavori sono stati esposti dal 1 al 3 dicembre 2022 nella città di Pizzo (VV) in occasione della Giornata Internazionale delle persone con disabilità, nell’ambito di un evento dal titolo “Le strade dell’inclusione” promosso dall’UICI di Vibo Valentia.

Le rappresentazioni in rilievo sono state affiancate da appositi cartoncini formato A4 dove ho riportato l’immagine originale del dipinto associandola alla corrispondente etichetta (titolo dell’opera ed autore) trascritta in nero e in Braille. 

Queste rappresentazioni possono anche contribuire al potenziamento dell’analisi percettiva, con conseguente aumento del patrimonio immaginativo. Sono adatte sia ai bambini che agli adulti perché stimolano la curiosità ed inoltre permettono di esplorare tattilmente opere visive di cui solitamente non si può avere conoscenza diretta e completa.

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Come primo approccio all’arte tattile, dopo la visita alla mostra itinerante “A spasso con le dita” di Assisi mi sono cimentata in una creazione ispirata a “Saremo alberi” di Mauro L. Evangelista.

Da lì poi è partito il mio viaggio fra i dipinti più conosciuti che ho riprodotto con molta cura ed attenzione alle esigenze percettive del tatto, scegliendo materiali diversi pensati per mantenere un contrasto cromatico adeguato, al fine di renderle fruibili anche alle persone ipovedenti.

Di seguito le rappresentazioni tattili raccontate per immagini, dove alla sinistra del lettore vi è l’opera originale e a destra il quadro tattile da me realizzato. Ho inserito anche una breve descrizione relativa ai materiali utilizzati.

 

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Realizzato su base in legno rivestita con un cartoncino blu. Materiali: perline dorate, filo di lana nero, feltro rosso, materiale gommato nero, materiale da imballaggio bianco, colla a caldo.

 

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Realizzato su base in legno trattata con cementite e dipinta con colori acrilici. Materiali: maglione con collo in pelliccia sintetica da cui ricavare i capelli, Gomma Eva rosa, piombo nero liquido per rimarcare i contorni del viso, camicia e giacca acquistate separatamente, colla a caldo.

 

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Realizzato su base in legno rivestita da stoffa lucida blu. Materiali: cartoncino giallo per la luna, cordoncino setificato blu e giallo, perline dorate, merletti acquistati in merceria, cartoncino liscio e rigato di colore bianco e marrone, Gomma Eva verde, piombo nero liquido, materiale plastico verde, colla a caldo.

 

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Realizzato su base in legno dipinta. Materiali: piombo liquido grigio, colori acrilici.

 

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Realizzato su tela. Materiali: filo di lana, palloncini rossi ritagliati, Gomma Eva nera, colla a caldo.

 

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Realizzato su base in legno dipinta. Materiali: piombo liquido grigio, colori acrilici

 

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Realizzato su base in legno dipinta di verde chiaro. Materiali: carta velina color acquamarina, fiori in tessuto e piante acquatiche in materiale plastico, tessuto lucido verde, Gomma Eva verde ripassata con il ferro da stiro, colla a caldo.

 

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Realizzato su base in legno rivestita di cementite e poi dipinta con colori acrilici. Materiali: bottoni di diversi colori e grandezze, adesivi, piume, tappetino in sughero, tessuto vellutato di colore marrone, colla a caldo.

 

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Realizzato su base in legno ripassata con cementite e poi dipinta con colori acrilici. Materiali: sacco di juta, seta arancione, filo di lana nero, foglie artificiali, tulle bianco e nero, colla a caldo.

 

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Realizzato su un pannello forex bianco. Materiali: diverse texture, materiale gommato nero, cartoncino ondulato blu, colla a caldo.

Riflessioni conclusive

In conclusione, vorrei porre l’attenzione sull’importanza della condivisione di buone pratiche: il buio non è una condizione in cui vive la persona cieca ma è dato solo dalla “non conoscenza” causata proprio dalle barriere che la società spesso non riesce a rimuovere e che di fatto impediscono un reale accesso alla cultura e all’educazione estetica. Di riflesso penso che la volontà e l’impegno del singolo e dei gruppi possano migliorare ed incrementare il numero di proposte culturali accessibili, nell’ottica di un arricchimento reciproco e dell’affermazione di una cultura pedagogica inclusiva in ogni contesto.


Bibliografia

  • Associazione Amici dell’Accademia Carrara ONLUS, L’arte vista sotto un’altra ottica, Armando, 2011
  • Bellini A., Toccare l’arte - L’educazione estetica di ipovedenti e non vedenti, Armando, 2000
  • Ciaccheri M.C., Fornasari F., Il museo per tutti - Buone pratiche di accessibilità, La Meridiana, 2022
  • Evangelista M., Saremo alberi, Artebambini, 2010
  • Grassini A., Sòcrati A., Trasatti A., L’arte contemporanea e la scoperta dei valori della tattilità, Armando, 2018
  • Ministero per i beni e le attività culturali, Linee guida per il superamento delle barriere architettoniche nei luoghi d’interesse culturale, 2008
  • Montessori M., Munari B., Toccare la bellezza, Corraini, 2021
  • Munari B., I laboratori tattili, Corraini, 2004
  • Museo Tattile Statale Omero (a cura di), L’arte a portata di mano - Verso una pedagogia di accesso ai Beni Culturali senza barriere, Armando, 2006
  • Valentino Merletti R., Tognolini B, Leggimi forte, Salani, 2006

 

Sitografia


Autrice: Anna Lisa Serpi, insegnante di sostegno specializzata, educatrice esperta per le disabilità sensoriali e multifunzionali. Dopo la laurea in Scienze della Formazione Primaria ha frequentato il Corso di specializzazione per il sostegno didattico agli alunni con disabilità nella scuola primaria. Nel 2011 inizia la sua formazione specifica sulla disabilità visiva mediante la frequenza di diversi corsi organizzati dall’IRIFOR. Ha conseguito tre master, dei quali uno proprio sulle disabilità sensoriali. Ha avuto numerosi incarichi come docente a contratto nei laboratori TFA sostegno in varie Università. Attualmente lavora come insegnante di sostegno nella scuola primaria, Tutor Coordinatrice SFP e partecipa al Progetto Pluriminorati dell’UICI in qualità di operatrice culturale.


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