Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXVI, n. 3 - Marzo 2026

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Strumenti e metodologie per l'autodeterminazione della persona con disabilità

autodeterminazioneIl contributo analizza strumenti e metodologie per sostenere l’autodeterminazione delle persone con disabilità all’interno del “Progetto di Vita” introdotto dal Dlgs. 62/2024, in linea con i principi della Convenzione ONU del 2006. Viene evidenziato il passaggio da un approccio assistenzialistico a un paradigma centrato sulla persona come titolare del proprio percorso esistenziale. L’articolo presenta strumenti operativi, articolati nelle dimensioni della vita personale, relazionale, lavorativa e del benessere, volti a favorire consapevolezza, scelte autonome e capacità decisionali. Sono inoltre approfonditi i principi metodologici dell’autorappresentazione, della riflessione su di sé, del decision making e delle pratiche dialogiche (Open Dialogue e Dialoghi sul futuro), che promuovono la partecipazione attiva e la co-progettazione capacitante. Il lavoro propone così un quadro integrato di riferimenti normativi, strumenti e pratiche educative per realizzare percorsi autenticamente inclusivi e rispettosi della dignità e dell’autodeterminazione delle persone con disabilità.

This paper explores tools and methodologies designed to foster self-determination among persons with disabilities within the framework of the “Life Project” (Progetto di Vita) introduced by Legislative Decree 62/2024, in accordance with the UN Convention on the Rights of Persons with Disabilities (2006). It highlights the transition from a welfare-oriented model to a person-centered paradigm, where the individual is recognized as the holder of their own existential path. The article presents practical tools, structured around the dimensions of personal, relational, educational/work, and health/wellbeing life, aimed at enhancing awareness, autonomous choices, and decision-making skills. It further examines methodological principles such as self-representation, self-reflection, decision making, and dialogical practices (Open Dialogue and Future Dialogues), which support active participation and capability-based co-design. The paper thus proposes an integrated framework of legal, practical, and pedagogical approaches to promote inclusive pathways that respect the dignity and self-determination of persons with disabilities.

Introduzione

L'approccio culturale e operativo alla disabilità ha subito una profonda evoluzione, culminata con l'introduzione di un nuovo quadro normativo che mira a superare la visione tradizionale, incentrata unicamente sulla menomazione, per adottare un modello che valorizza l'individuo nella sua totalità. Il Dlgs. 3 maggio 2024, n. 62, recepisce i principi stabiliti dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità del 2006, introducendo concetti chiave come il rafforzamento dell'autodeterminazione e il "progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato" (PdV). Questo cambiamento riflette una riconsiderazione radicale della disabilità, vista non più come una questione meramente clinica o assistenziale, ma come una complessa interazione tra le condizioni di salute della persona e gli ambienti in cui vive.

Il PdV si configura come il fulcro della nuova normativa, superando la logica del "progetto individuale" previsto dalla legge 328/2000, troppo spesso orientata alla semplice erogazione di servizi. Con il PdV si introduce una prospettiva etica e metodologica che pone l'orizzonte del futuro e dell'evoluzione personale al centro di ogni intervento. L'autodeterminazione è il principio fondante di questa innovazione: il Dlgs. 62/2024 riconosce esplicitamente che la persona con disabilità è "titolare del progetto di vita" (art. 18). Questo concetto non si limita a un riconoscimento formale, ma ha profonde implicazioni pedagogiche e giuridiche: l'individuo è identificato come primo responsabile e “proprietario” del proprio percorso esistenziale. La titolarità si esplica nella capacità di scegliere tra varie opportunità e di impiegare tali scelte per determinare le proprie azioni personali. Questa prospettiva è cruciale, specialmente per le persone con disabilità intellettive o del neurosviluppo, che spesso sono abituate a farsi guidare dagli altri o sono sottoposte all’amministrazione di sostegno.

L'attuazione di tale principio richiede di superare gli atteggiamenti custodialistici e assistenziali, che ancora spesso ostacolano la transizione verso la vita adulta, e di riconoscere che la persona con disabilità è un "essere desiderante", con aspettative sul proprio futuro, che ha diritto a non essere discriminata per la sua condizione.

Strumenti per l'Autodeterminazione

L'attuazione del Progetto di Vita richiede l'utilizzo di strumenti pratici che permettano alla persona con disabilità di esprimere la propria soggettività e di partecipare attivamente al processo. A tal scopo, sono stati sviluppati degli specifici materiali che hanno la funzione di facilitare la consapevolezza e l’emersione di preferenze e desideri della persona con disabilità. Gli "Strumenti per l'autodeterminazione", allegati a questo articolo, sono stati progettati per un duplice utilizzo: fornire una guida al dialogo con la persona con disabilità, oppure consentire un’auto-compilazione; per questo secondo impiego, le schede sono facilitate da immagini e da un linguaggio semplice.

Gli ambiti di esplorazione dei desideri e delle aspettative riguardano le quattro dimensioni del Progetto di Vita, definite dal Dlgs. 62/2024, art. 26, riformulate in modo da essere maggiormente comprese dalla persona con disabilità e dai suoi famigliari (Pasqualotto & Lascioli, 2025):

  1. Vita Personale e Domestica: l'obiettivo è promuovere l'autonomia e la consapevolezza nel contesto quotidiano. Le domande riferite a questa dimensione, esplorano passioni, il desiderio di autonomia domestica, il bisogno di privacy e la cura di sé della persona con disabilità;
  2. Vita Relazionale: questa dimensione si concentra sulla comunicazione, la socializzazione e la costruzione di legami affettivi. Le domande mirano a comprendere le preferenze sociali, l'uso di tecnologie per comunicare e il senso di appartenenza alla comunità.
  3. Vita Lavorativa/Scolastica: cruciale per l'identità e l'espressione delle proprie capacità. Le domande, in questo caso, aiutano a identificare interessi e fonti di soddisfazione, a definire aspirazioni e progetti futuri e a stimolare il riconoscimento dei propri punti di forza e nonché le aree di miglioramento.
  4. Salute e Benessere: questa dimensione è fondamentale per il benessere generale e l'autocura. Le domande promuovono la consapevolezza di sé stessi a livello sia fisico che mentale, l'autonomia nella cura di sé, lo sviluppo di competenze di autogestione emotiva e di riconoscimento dei pericoli.

L'articolo completo in italiano è disponibile in allegato per gli utenti registrati.  


Autori: Luciano Pasqualotto e Angelo Lascioli, Dipartimento di Scienze Umane dell'Università di Verona


copyright © Educare.it - Anno XXV, N. 9, Settembre 2025