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Modelli familiari e percorsi migratori differenti - La migrazione di ritorno

 La migrazione di ritorno

Dopo alcuni anni di lontananza il ricordo, la nostalgia, gli affetti lasciati provocano spesso una sorta di "idealizzazione" del Paese di origine. Questa situazione, oltre a rendere più difficile l'inserimento nel nuovo ambiente, porta molti immigrati a sognare il rientro nel proprio Paese. Ma la migrazione di ritorno è spesso difficile come la partenza: il suo successo può dipendere sia da condizioni interne che esterne all'immigrato.

Innanzitutto, il ritorno riesce se è stato pianificato con cura fin dall'inizio. "La facilità della reintegrazione dipende (...) dai legami mantenuti con la comunità d'origine e dalla lunghezza della permanenza all'estero degli immigrati, dall'età, dallo status socio-economico e dall'accesso alle risorse" (9). E' ipotizzabile che chi rimane lontano dal proprio Paese d'origine e ancora di più chi nasce e cresce all'estero possa trovare difficoltà nel reinserimento.

"A livello comunitario o familiare, molto dipende dal ruolo della famiglia allargata, dell'etnia che riceve i rientrati. Spesso si presume che gli immigrati di ritorno se la caveranno abbastanza bene, se verranno accolti dalle loro famiglie allargate" (10).

Anche la stabilità della società e l'entità del rientro (individuale o su grande scala) possono condizionare l'esito della migrazione di ritorno. "Comunque sia, lo status socio-economico e le risorse disponibili hanno una forte ascendenza sul grado e sulla velocità della reintegrazione" (11).

Secondo Mahmoud Mansoubi (12) "si può affermare che il ritorno riguardi soprattutto i primo-migranti, piuttosto che i loro discendenti di prima o seconda generazione. (...) Le disillusioni e la nostalgia non (...) risultano attualmente di grande efficacia nella maturazione della volontà del rientro. (...) Non solo non esistono grandi spinte al rientro in patria, semmai vi è una spinta, specie fra i più giovani, donne ed uomini, a restare e a trovarsi una collocazione migliore in seno alle società di approdo".

 


Note:

1. Nigrizia-Dossier Migrazioni, Mille radici, una sola umanità, in "Nigrizia", 1995, n. 9, p. 35.

2. Cfr. G. Favaro, Minori stranieri, in "Marginalità e società", 1987, n. 3, pp. 28-29.

3. Nigrizia-Dossier Migrazioni, Mille radici, una sola umanità, cit., p. 37.

4. Ibidem, p. 35.

5. UNFPA (a cura di), Lo stato della popolazione mondiale 1993, edizione italiana a cura dell'Associazione Italiana Popolazione e Sviluppo, Roma, 1993, p. 28.

6. Cfr. G. Favaro, Minori stranieri, op. cit., p. 30.

7. Ibidem, p. 31.

8. Ibidem, p. 31.

9. Nigrizia-Dossier Migrazioni, Mille radici, una sola umanità, op. cit., p. 42.

10. Ibidem, p. 42.

11. Ibidem, p. 42.

12. Mahmoud Mansoubi, islamologo e responsabile dell'Osservatorio Interdisciplinare sull'immigrazione mussulmana in Italia , intervistato da Francesca Giani in "Alfazeta", 1995, n. 42, pp. 40-42.


copyright © Educare.it - Anno V, Numero 10, Settembre 2005

DOI: 10.4440/200509/NIERO-PASQUALOTTO