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La scelta interculturale della scuola italiana

interculturaIl fenomeno migratorio in Italia, sviluppatosi già a partire dagli anni '80 e fattosi sempre più pressante nell'ultimo decennio, rappresenta una sfida aperta non solo dal punto di vista politico, ma anche sotto il profilo educativo, didattico e culturale.
L'articolo, dopo un breve prospetto sulla presenza straniera in Italia, deli-nea e analizza le maggiori criticità della nuova educazione interculturale sotto il profilo didattico, con particolare riferimento alle difficoltà linguistiche. Propone quindi una fotografia delle scelte interculturali della scuola italiana, suggerendo al contempo una visione positiva dell'intercultura intesa come valore ormai irrinunciabile.

Introduzione

La scuola italiana ha cominciato ad affrontare il problema dell’inserimento degli alunni stranieri a partire dalla fine degli anni '80, quando cioè l’afflusso migratorio nel nostro Paese si è fatto più consistente.
Oggi la presenza di alunni stranieri è un dato strutturale del nostro sistema scolastico. Nel 2011 il 5,6% degli alunni delle scuole italiane era non italiano mentre più di dieci anni fa (1997/98) questo dato era solo dello 0,8%. Di 100 alunni non italiani 90 frequentano le scuole del Centro-Nord e solo 10 quelle del Mezzogiorno. Sono questi i dati che il Ministero dell'Istruzione ha comunicato nella sua campagna "La via italiana all'intercultura" a favore dell'integrazione degli alunni stranieri in Italia.
L’indagine sulla trasformazione del sistema di istruzione nella società multiculturale muove dalla considerazione che la scuola, di fronte al mutamento indotto dalla forte presenza di alunni stranieri al proprio interno, vive un forte bisogno di comprendere a fondo gli effetti di tale trasformazione e di produrre risposte adeguate e consapevoli in termini organizzativi e gestionali.
Le questioni sono didattiche ma anche psico-pedagogiche, antropologiche e culturali. In particolare occorre evitare che le difficoltà che nascono nel quotidiano scolastico mettano in ombra il grande patrimonio di potenzialità positive, in termini di arricchimento culturale ed umano, che l’incontro con lo straniero produce.

 


Autore: Antonella Castaldi, Docente abilitata di Diritto ed Economia presso la scuola secondaria di II grado, esperta di didattica in contesti multiculturali e cultore di Diritto Romano. Studiosa di lingue classiche, attualmente frequenta la scuola di Archivistica, Paleografia, Diplomatica presso l'Archivio di Stato di Bari. 

copyright © Educare.it - Anno XVI, N. 3, marzo 2016

DOI: 10.4440/201603/castaldi

L'articolo completo in italiano è disponibile in allegato per gli abbonati.

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