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Le basi neuroscientifiche del linguaggio dall'infanzia all'età adulta

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cervello linguaggioIl linguaggio rappresenta un’abilità specifica degli esseri umani, che ha un ruolo fondamentale nello sviluppo cognitivo e sociale. Infatti, attraverso il linguaggio si apprendono le nuove conoscenze, si formulano i pensieri e, adoperandolo in funzione comunicazionale, si intrattengono i rapporti con l’alterità. Nell’ambito comunicazionale il linguaggio può essere usato in forma orale, scritta o mediante i gesti del linguaggio extraverbale. Alle conoscenze sulle aree cerebrali che presiedono alla comprensione e produzione del linguaggio si è giunti nel corso XIX secolo ad opera di alcuni medici, che hanno studiato le basi neurobiologiche del linguaggio attraverso l’analisi dei pazienti che presentavano disturbi del linguaggio, sia nella produzione linguistica (afasia motoria) che nella comprensione (afasia sensoriale).

Semplificando, le aree cerebrali principali implicate nei processi linguistici sono essenzialmente due, ovvero l’area di Broca, localizzata nella corteccia cerebrale frontale inferiore di sinistra, e l’area di Wernicke, ubicata nella corteccia cerebrale del lobo temporale di sinistra. Le due aree sono collegate fra di loro da un insieme di fibre nervose, denominato fascicolo arcuato. L’area di Broca è deputata alla produzione linguistica, mentre l’area di Wernicke consente di comprendere le parole ascoltate, dandole un significato, e di trasformare i pensieri in discorsi.

Dal punto di vista neurobiologico, quindi, i centri nervosi che controllano il linguaggio sono situati nell’emisfero sinistro dei soggetti adulti sani, che non presentano lesioni neurologiche. A conferma di ciò, sono venute le ricerche di Milner negli anni Settanta del secolo scorso, che hanno dimostrato che in oltre il 90% delle persone destrimani l’attività linguistica è prerogativa dell’emisfero sinistro, mentre la percentuale scende al 70% nei mancini. Questo dimostra che i due emisferi cerebrali presentano una diversificazione funzionale. Attualmente si ipotizza che l’emisfero sinistro sia specializzato in funzioni che avvengono in sequenza temporale, mentre l’emisfero destro presiede ad attività che riguardano la spazialità e l’emotività dell’individuo.

Relativamente ai processi che conducono alla comprensione e alla produzione linguistica è stato proposto un modello sequenziale semplice, il cosiddetto modello di Wernicke - Geschwind. In pratica, nella persona che ascolta si attiva la corteccia cerebrale uditiva primaria, mentre nella persona che legge si attiva la corteccia cerebrale visiva primaria. La corteccia visiva manda gli input ricevuti ad un’altra struttura cerebrale che è il giro angolare sinistro e da qui sono trasferiti nell’area di Wernicke. In questa area arrivano anche in maniera diretta le informazioni provenienti dalla corteccia uditiva primaria. L’area di Wernicke decodifica i messaggi arrivati, attribuendo un significato ad essi, e traducendoli in parole. Questo linguaggio, tramite il fascicolo arcuato, giunge all’area di Broca, che stimola la corteccia motoria primaria, producendo, quindi, il linguaggio parlato.

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Recentissime ricerche effettuate sui bambini, mediante l’utilizzo della risonanza magnetica funzionale, hanno dimostrato che nei piccoli fra i 4 e i 6 anni di età sono attivati entrambi gli emisferi per produrre il linguaggio, nello specifico risultano funzionanti nell’emisfero destro le stesse zone anatomiche che si attivano nell’emisfero sinistro. La partecipazione dell’emisfero destro ai processi linguistici decresce con l’incremento dell’età: infatti, in quasi in tutti gli adulti, come si è detto, durante la processualità linguistica si attiva, nella maggior parte dei casi, solo l’emisfero sinistro. Si è notato che durante la crescita si rendono sempre più inattive le zone dell’emisfero destro che corrispondono alle aree linguistiche dell’emisfero sinistro. Il fatto che inizialmente nel corso della vita si attivino entrambi gli emisferi presumibilmente rappresenta un meccanismo protettivo e compensativo per supplire ad eventuali malfunzionamenti dell’emisfero sinistro, che possono crearsi in seguito a lesioni accidentali o a disfunzionalità di origine genetica.

In conclusione, le abilità linguistiche sono una prerogativa che nella maggior parte degli adulti è svolta dall’emisfero cerebrale sinistro. Le ultime ricerche, effettuate sui bambini con un’età compresa fra 4 e 6 anni, hanno messo in evidenza che nell’infanzia per la processualità linguistica sono attivati entrambi gli emisferi cerebrali. L’attivazione dell’emisfero destro decresce con l’incremento dell’età. Si ipotizza che la compartecipazione dei due emisferi nei processi linguistici nelle prime fasi della vita svolga una funzione protettiva e compensativa.


Riferimenti bibliografici:

  • Berl, M., M. e al. (2014). Regional differences in the developmental trajectory of lateralization of the language network. Hum. Brain Mapp., 35, 270–284.
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  • Newport, E., L. e al. (2017). Revisiting Lenneberg’s hypotheses about early developmental plasticity: Language organization after left-hemisphere perinatal stroke. Biolinguistics (Nicos), 11, 407–422.
  • Newport, E., L., Landau, B., Gaillard, W., D. (2020). The developmental origins hypothesis: A new account of early developmental plasticity. Center for Brain Plasticity.
  • Olulade, O., A., Seydell - Greenwald, A., Chambers, C., E. e al. (2020). The neural basis of language development: Changes in lateralization over age. PNAS, 117 (38), 23477 - 23483.
  • Wagner, H., Silber, K. (2004). Physiological Psychology. Abingdon - Oxfordshire (GB): Garland Science - BIOS Scientific Publishers.

copyright © Educare.it - Anno XX, N. 12, Dicembre 2020 
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