Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXVI, n. 6 - Giugno 2026

Stop the genocide poster

Il bullismo elettronico

Gli episodi di bullismo, cioè quei comportamenti oppressivi ripetutamente messi in atto da parte di una persona (persecutore) al fine di intimidire e dominare un’altra persona (vittima), stanno diventando sempre più frequenti al mondo d’oggi, soprattutto nell’ambito delle scuole medie e superiori.

In relazione alla scuola superiore, delle recenti ricerche hanno addirittura evidenziato che circa 1 ragazzo su 2 è stato vittima di fenomeni di bullismo. Minacce, offese, prese di giro e botte: sono queste le forme di bullismo più sviluppate nel mondo dei ragazzi e degli adolescenti. La vittima può essere danneggiata sia apertamente, sia in maniera indiretta: in accordo agli studi di numerosi psicologi, si parla infatti sia di bullismo diretto, ossia di quelle prepotenze verbali o fisiche messe in atto apertamente nei confronti della vittima (ad esempio: offese faccia a faccia, spintoni), sia di bullismo indiretto, ossia di quei comportamenti (ad esempio la diffusione di pettegolezzi offensivi) che mirano all’isolamento sociale della vittima e all’esclusione di questa dal gruppo. Il fenomeno denominato bullying, in entrambe le sue due manifestazioni specifiche, è stato generalmente contestualizzato soprattutto all’interno del sistema-scuola: il “bullo” trovava infatti nella scuola il terreno fertile per mettere in atto i suoi soprusi e le sue prepotenze, tutto ciò a danno dei compagni di classe o comunque sia a danno di altri ragazzi appartenenti alla stessa scuola.

L’analisi fornite da Olweus, e quelle altrettanto importanti effettuate da Sharp e Smith, hanno gettato le basi fondamentali per la comprensione del fenomeno, contribuendo in maniera notevole a fornire delle risposte sui quesiti sorti intorno ai tipici atti di bullying. Sociologi e psicologi hanno però notato come il fenomeno in questione stia assumendo delle connotazioni sempre più particolari in relazione all’enorme sviluppo delle conoscenze tecnologiche dell’uomo, soprattutto nell’ambito delle comunicazioni (IMT: information and communications technology).

Nell’era di Internet, della posta elettronica, dei blogs, e dei telefoni cellulari sempre più tecnologici, il fenomeno generale del bullismo ha assunto perciò delle nuove forme, tutte riconducibili all’espressione cyberbullying, o “bullismo elettronico”. Il bullo non agisce più esclusivamente all’interno del “mondo reale”: oggigiorno egli molesta le sue vittime anche attraverso il “mondo virtuale” offerto dalla rete.
Alla base di queste nuove forme di bullismo vi è la possibilità di trasmissione elettronica delle informazioni. L’informazione specifica cioè, come ad esempio il pettegolezzo offensivo, l’insulto, o la minaccia, non viene più trasmessa oralmente, o per via cartacea, bensì attraverso l’utilizzo di moderni e sofisticati strumenti, come ad esempio i siti web, l’e-mail, i blogs (diari in rete), gli SMS, i messaggi multimediali per cellulari (MMS), ecc.
Il bullo ha perciò nuove vie e nuovi strumenti per perseguitare le sue vittime: è così che il fenomeno del bullismo è cresciuto in maniera impressionante, varcando velocemente i confini fisici dei corridoi e delle mura delle scuole, per svilupparsi nello spazio ben più indefinito e vasto del web. Le offese, le minacce, i pettegolezzi, gli attacchi verbali, le botte, le aggressioni, episodi assai frequenti all’interno del sistema-scuola, sono stati così trasportati rapidamente nelle pagine web visibili in tutto il mondo. Le molestie verbali inoltre, vengono sempre di più inviate attraverso l’uso delle nuove tecnologie messe a disposizione dei telefoni cellulari, delle videocamere e dei PC.
Dueck sostiene che oggigiorno la vittima degli atti di bullismo non trova più sicurezza, come invece accadeva in passato, all’interno della sua casa: anche le quattro mura domestiche possono infatti essere teatro di violenze e molestie subite via cellulare o via internet. Le aggressioni verbali, dirette o indirette, hanno trovato la via elettronica per colpire i loro bersagli.