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La filosofia dialogale di F. Ebner e M. Buber. Riflessioni per una filosofia dell’esistenza

DialogoNell’ambito della filosofia del Novecento prende vita una sorta di “svolta dialogica” che punterà alla comunicazione interpersonale, alla reciprocità, alla centralità della relazione nell’ambito dei rapporti educativi. Il pensiero di Ferdinand Ebner e Martin Buber ben si inserisce in questa corrente di pensiero in quanto i due filosofi hanno visto nella relazione umana quella dimensione in grado di avvalorare la singolarità e l’unicità dell’individuo. L’articolo si addentra nel sostrato speculativo di tali riflessioni per mostrare la necessità di fondare/rifondare l’educazione sui principi che fanno della vita un’esperienza piena e soddisfacente.

As part of the philosophy of the twentieth century, it takes shape a sort of "dialogic turning point" that will aim to interpersonal communication, reciprocity and to the centrality of the relationship in the context of educational processes. The thought of Ferdinand Ebner and Martin Buber fits well into this way of thinking as the two philosophers saw in the human relationship a dimension capable of supporting the singularity and uniqueness of the human being. In this direction, the pedagogical issue that arises from these reflections will concern the need to constructively reflect on what theoretical bases a pedagogy of educational communication must lay today in terms of the philosophy of existence which, today more than ever, must be inspired by dialogic principles. Such a pedagogy of communication, therefore, may prove to be a continuous process of self-formation which, to lead to a sort of real transformation experience, will have to appeal to the strengthening of some fundamental assumptions of existence such as dialogue, confrontation and communication.

Introduzione

Ferdinand Ebner e Martin Buber hanno scommesso educativamente sul valore della relazione umana intesa come quella dimensione che avvalora la singolarità e l’unicità dell’individuo la cui essenza profonda risiede nel decentrarsi, nel tendere verso, nel donarsi schiudendo, in tale direzione, la propria essenza all’universo delle possibilità. 

Il pensiero di Ebner può essere assimilabile ad una sorta di anti-filosofia della parola poiché, come egli stesso afferma, non bisogna parlare di filosofia della parola ma di “pneumatologia” della parola. La persona, per il filosofo austriaco, giunge all’autocoscienza proprio grazie alla parola-giusta che può realizzarsi solo nell’amore. Se ciò non accade se, cioè, la parola decade spiritualmente, l’uomo vive il baratro emotivo dell’autosolipsismo dell’io.

Nell’ambito della speculazione filosofica di Martin Buber i due aspetti fondamentali che caratterizzano la vita dell’individuo sono i rapporti Io-Tu e Io-Esso (Buber, 1984). Entrando più nello specifico, l’Io del rapporto Io-Tu (e non Io-Esso) si manifesta come persona quando si relaziona con altri al fine di creare un autentico legame interpersonale senza mai rinunciare, però, ai propri aspetti materiali. Non è necessario, infatti, contrapporre il mondo dell’essere a quello dell’avere (il rapporto Io-Esso) ma diventa pedagogicamente produttivo com-prendere gli aspetti dell’essere e quelli dell’avere come due dimensioni dell’esistere perché accogliere l’avere vuole anche dire sentirne la presenza come essenziale per il realizzarsi dell’essere.

 

L'articolo completo in italiano è disponibile in allegato per gli abbonati.

Autrice: Simona Perfetti  è Professore Associato di Pedagogia generale e sociale presso l’Università della Calabria. Da anni si occupa della problematica della formazione e della comunicazione in relazione sia alla crisi del soggetto sia all’avvento della società complessa.

copyright © Educare.it - Anno XIX, N. 10, ottobre 2019

 

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