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Il disegno infantile come paradigma di sviluppo

Nel dare inizio alla trattazione dello sviluppo della personalità deve essere chiaro che le diverse dimensioni lungo le quali si può osservare il fenomeno obbligano a una distinzione (sviluppo affettivo, cognitivo e sociale) che di fatto non esiste.
Tale distinzione appare comunque necessaria poiché l'indagine dei diversi aspetti con cui si manifesta lo sviluppo ha elaborato metodologie di studio che hanno condotto a risultati che, allo stato attuale delle conoscenze, conviene presentare separatamente. 
La declinazione dello sviluppo affettivo è stata descritta soprattutto dai risultati offerti dalla metodologia psicoanalitica. (Canestrari R., 1984, p.515)

Nella serie degli assunti teorici psicoanalitici relativi alla natura dell’uomo, due acquistano particolare importanza nel delineare la prospettiva:

  •  l’uomo è un essere conflittuale nel quale le pulsioni e i desideri si scontrano con le esigenze esterne materiali (non disponibilità degli oggetti e dei mezzi di soddisfazione) e sociali (divieti); frustrazione e angoscia sono quindi inevitabili e per questo interviene l’elaborazione dei meccanismi di difesa che costituiscono la patologia quanto la salute e la crescita.
  •  l’uomo è un essere passionale, tendenzialmente asociale e irrazionale che cerca per sopravvivenza di diventare sociale e razionale con molteplici e raffinati compromessi rimanendo fedele al principio di piacere e al desiderio di affermare la vita con tutte le risorse disponibili.

Meccanismi difensivi, ambivalenze, progressioni e regressioni, continui investimenti e reinvestimenti energetici legati a dinamiche pulsionali e a corrispettive fasi evolutive compongono il quadro della prospettiva psicoanalitica restituendoci l’immagine di un percorso di crescita singolarmente lineare e sicuramente impegnativo.

Nell’ambito classico della psicoanalisi freudiana l’Io è una delle istanze psichiche che l’autore nomina accanto all’Es e al Super-io nella seconda topica o seconda teoria dell’apparato psichico. Prospettiva che suppone una differenziazione dell’apparato psichico in un dato numero di sistemi dotati di caratteri o funzioni diverse e disposti in un certo ordine gli uni rispetto agli altri, il che permette di considerarli metaforicamente come luoghi psichici di cui si può dare una raffigurazione spaziale (Laplanche-Pontalis, 1968, p.600-601.[1]
L’Io, istanza mediatrice tra le esigenze dell’Es e le richieste del Super-Io e della realtà esterna, si trova coinvolto nella continua ricerca di una forma di compromesso che consenta alle necessità e ai desideri delle singole istanze di convivere quanto più possibile armonicamente.

Pensare allo sviluppo in una prospettiva così definita non può esimersi dalla considerazione che accanto alla prevedibilità di linee evolutive definite vi siano continui imprevisti di percorso legati alla storia soggettiva delle singole personalità in crescita.
Si dovrà pertanto tenere conto della continua compresenza di una dimensione più ampia dai riferimenti teoricamente conosciuti e di una più personale le cui dinamiche apparterranno alla storia di ogni singolo bambino.