- Scritto da Bruno Lorenzo Castrovinci
- Categoria: Bambini
Il gioco e il movimento come espressione autentica del sé
Prima ancora che il linguaggio prenda forma, prima che il pensiero si organizzi in categorie e concetti, l’essere umano abita il mondo attraverso il corpo, muovendosi, esplorando, giocando, lasciando che l’esperienza si inscriva nella carne come traccia viva e significativa. Il gioco e il movimento non sono semplici attività collaterali dello sviluppo, ma costituiscono la matrice originaria attraverso cui il soggetto costruisce il senso di sé, sperimenta la relazione con l’altro e dà voce a ciò che non è ancora dicibile. In un tempo educativo spesso dominato dalla verbalizzazione precoce, dalla valutazione e dal controllo, riscoprire il valore del neuromovimento e del gioco significa restituire centralità a una dimensione autentica dell’esperienza umana, nella quale pedagogia, psicologia e neuroscienze convergono nel riconoscere il corpo come spazio di verità, di espressione e di crescita integrale.

L’articolo esplora il linguaggio del dono, codice naturale dell’età infantile ed elemento costitutivo delle relazioni adulte, attraverso l’analisi di albi illustrati, fiabe e classici della letteratura per bambini, in dialogo con pratiche pedagogiche e prospettive antropologiche di rilievo. L’analisi si sviluppa attorno a tre forme di dono – cerimoniale, solidale, gratuito – e mette in luce un ethos infantile autentico e libero, che vive il dono al di fuori dei confini familiari come un’esperienza gratuita, inattesa, non meritocratica, sovrabbondante, sovvertendo spesso le regole adulte che vorrebbero addomesticarne la forza generativa. La riflessione si chiude includendo il lato oscuro del dono che la letteratura per l’infanzia, nel condannarlo, non può fare a meno di narrare.
L'articolo illustra, in maniera semplificata, i principali trattamenti psicofarmacologici, suddivisi per patologia, che possono essere utilizzati nell’età evolutiva in ambito psichiatrico. Saranno presi in considerazione i quadri psicopatologici più frequenti nella pratica clinica, ossia il disturbo depressivo, il disturbo da deficit di attenzione e iperattività, i disturbi dello spettro ossessivo - compulsivo, i disturbi da comportamento dirompente, del controllo degli impulsi e della condotta.