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Studi ed articoli sui bambini

  • Scritto da Maria Beatrice Nava
  • Categoria: Bambini

Bambini che navigano in rete: grandi dubbi, piccoli consigli

La moderna tecnologia informatica ha ormai raggiunto, nel nostro Paese, un livello di capillarità e diffusione davvero elevato: si calcola che tra il 2004 e il 2005 saranno almeno 20 i milioni di italiani collegati in rete dalla propria abitazione. Ciò significa che la famiglia italiana, finora raccolta - o dispersa? - davanti alla tv, cambia strumento ma, probabilmente, non prospettiva ed approccio. Queste stesse righe che state leggendo sono la testimonianza del potere di Internet: alla ricerca di informazioni su un certo argomento siede approdati a questo articolo, comodamente seduti alla scrivania di casa vostra. Qualsiasi individuo nel mondo, con un PC connesso in rete a disposizione, potrebbe arrivare al medesimo articolo da voi selezionato passando per infiniti percorsi ipertestuali differenti: l’estrema VARIABILITÀ è una delle caratteristiche strutturali (e, quindi, ineliminabili) di Internet. Qualsiasi tipo di informazione è raggiungibile da qualsiasi utente. Il che, se ci pensiamo, ha una doppia valenza: è certamente eccezionale, una vera rivoluzione copernicana della gestione dell’informazione nell’unità di spazio-tempo; ma ciò significa anche che la Rete si pone come fonte multiforme (...sfuggente?) di ogni tipo di informazione, dalla più educativa alla più condannabile.

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  • Scritto da Maria Teresa Vendramini
  • Categoria: Bambini

Il senso della morte durante l'infanzia

In modi diversi, bambini, ragazzi ed adolescenti si interrogano circa la morte. Essa colpisce perché è sentita come mistero e si impara presto che può essere via d'accesso ad un mondo dove un Dio aspetta, liberando da ogni pena. Talvolta la morte può essere immaginata come un tornare allo stato primitivo, alla polvere, un andare nel vuoto, nello spazio, un perdersi.

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  • Scritto da Luciano Pasqualotto
  • Categoria: Bambini

Le depressioni infantili

La depressione è stata definita come il "male oscuro" del nostro secolo. Su di essa si sono spese grandi pagine di letteratura e studi scientifici, sono state sperimentate terapie farmacologiche e psicologiche. Propriamente definita come "caduta del tono dell'umore", da pochissimi anni la depressione è studiata nei bambini, tra i quali sembra essere in preoccupante aumento.

E’ questo fatto che ci spinge ad affrontare un tema che non rientra propriamente nell’ambito psicopedagogico.
In questo articolo cercheremo di presentare alcune tra le manifestazioni depressive più tipiche nell’età infantile, considerando soprattutto le forme più "nascoste", tanto varie e diffuse. In ciò faremo riferimento agli studi pionieristici di Renato Cocchi, neuropsichiatra marchigiano, membro del Consiglio Direttivo dell’Associazione Internazionale per lo Studio Scientifico dei Disturbi Cognitivi (cfr. www.stress-cocchi.net).

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  • Scritto da Maurizio Bertollo
  • Categoria: Bambini

L'attenzione in età evolutiva

La letteratura su questo argomento (Akhtar, Enns, 89; Enns, 90; Guadagni, Rossi, 90; Lane, Pearson, 82; Pascual-Leone, 78; Rossi, Zani, Pesce, 89) sottolinea una differenza tra adulto e bambino, relativamente al rendimento elaborativo, che risulta inferiore in quest'ultimo sia per gli aspetti temporali che di precisione nella prestazione.

Sostanzialmente si possono ipotizzare limiti quantitativi (meno risorse disponibili) e qualitativi (strategie elaborative meno efficaci nel percepire ed organizzare le informazioni). Nella fascia di età scolare (5-14 anni), l'attività elaborativa volontaria (Vigotskij, 73) non è ancora ben strutturata per motivi di ordine maturazionale (Perecman, 87) e per l'emergere graduale di forme di organizzazione cognitive che dipendono dall'interazione sempre più complessa ed efficiente con l'ambiente (Inhelder, Piaget, 64; Bruner, 66).

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