Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXIV, n. 6 - Giugno 2024

  • Categoria: Monografie

Riconoscersi nell'altro: corpo e alterità

«Guardo le foto del mio album alla ricerca di indizi utili, non per sapere che faccia avevo quarant’anni fa, né come mi vestivo o mi pettinavo, né per scoprire un’inquietudine, un’ansia, una paura. Guardo le foto, per cercare  quella che ero negli occhi di chi mi stava fotografando. Cerco me, ma è qualcun altro che voglio vedere […] La fotografia mi rivela questa attitudine del corpo, che non sa stare chiuso ed è alla ricerca di sguardi che lo scoprano, lo conoscano, lo definiscano»(1).
Il corpo che ho, il corpo che sono, sono un corpo oppure ho un corpo: a partire da questa ambiguità costitutiva le scienze umane e sociali hanno riflettuto sulla complessa tematica della corporeità; un dilemma che ha attraversato anche la Pedagogia.

Essa, oggi, valorizza il Corpo-Persona, che diviene capace di intenzionarsi verso il mondo, di conferire senso agli oggetti proprio per il fatto stesso di incontrarli: vivendo, percependo, muovendoci, relazionandoci, comunicando, facciamo esperienza di ciò che avviene intorno a noi e, attraverso, il gesto e il movimento esprimiamo ciò che proviamo. Il pensarsi come Persona, in cui corpo, mente ed emozioni sono parte inscindibile l’una dell’altra, ci offre la possibilità di percorrere nuove strade educative.
La dimensione corporea è, infatti, da tempo al centro di un nuovo interesse nell’ambito pedagogico ed educativo. É impossibile, infatti, parlare dell’individuo senza presumere che stiamo parlando di un soggetto in carne e ossa: l’esistenza individuale è prima di tutto corporea e lascia intuire un impegno di sensi, gesti, posture, socialmente definite e potenzialmente comprensibili da parte della collettività che ci rendono integrati nel nostro ambiente.

«Il corpo oltre la sua straordinaria capacità di espressione, è anche un “attore” sociale, perché è proprio grazie alla nostra corporeità che possiamo entrare in relazione con l’alterità, esprimere le nostre emozioni ed essere protagonisti della nostra esistenza»(2).

Il corpo, in educazione, interessa come luogo di espressione e comunicazione di affetti, attraverso la postura, il volto, il movimento nello spazio, l’incontro con gli altri corpi. La Pedagogia può, allora, offrire alla Persona la possibilità di divenire Corpo-Soggetto, partendo dal presupposto che per  esistere, si ha bisogno di rispecchiarsi nell’Altro diverso da sé, nell’esperienza intersoggettiva, e che, per  riconoscersi, è necessario l’incontro con i corpi altri attraverso l’esperienza essenziale del “corpo a corpo”.