Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXIV, n. 7 - Luglio 2024

  • Categoria: Monografie

Riconoscersi nell'altro: corpo e alterità - Il corpo come memoria

«Ogni suo tratto è una traccia indelebile, un ostacolo all'oblio, un segno che fa del corpo una "memoria" […] Il corpo ci rivela»(7). Esso è parola, comunicazione, racconto, costruttore e portatore di rimandi simbolici e di senso; è l’immagine stessa della nostra identità; “parla” e “racconta” il mondo interiore della Persona, ponendola in situazione di disponibilità positiva verso l’ascolto di sé stessa e degli altri; è portatore della nostra esperienza: «quei volti, i capelli, quegli occhi, quelle mani sono veramente stati nostri e in che modo lo sono ancora?»(8). Ogni ruga, ogni cicatrice è una traccia lasciata sul corpo dalla nostra stessa esistenza, dal modo in cui abbiamo vissuto o ci siamo lasciati vivere. Ogni segno ci racconta, narra la sofferenza o la gioia, che io sia bambino o adulto, la mia pelle porta con sé memorie, parla come se fosse scritta la mia storia personale.

La pedagogia dovrebbe allora partire dalla valorizzazione di ogni storia di ognuno, di ogni Corpo, di ogni colore, sapore, di ogni terra per arrivare a com-prendere le storie altre, perché educare significa, anche, dischiudersi al mondo; significa, soprattutto, interessarsi “all’altra gente”, di cui non sappiamo nulla e che non conosciamo perché non ci stanno vicini, o non condividiamo il nostro percorso di vita. Educazione è «altruismo, solidarietà, senso di fratellanza», è passione, «coraggio, idealità». Solo nell’impegno essa può trovare il meglio «della sua ancestrale missione […], cambiare le sorti umane. Offrendo ad ognuno una possibilità di rinascita e riscatto con il rinforzo di una collegialità di intenti che non annulli le differenze; poiché, ponendole al centro, rende l’altruismo una maniera di conoscersi attraverso chi non è me» (9). Solo così inter-essere diviene co-esistere.

 


Note:

1. Anna D’Elia, Diario del corpo, 2002, Milano, Unicopli, p . 17
2. Riccardo Sebastiani, Corporeità e vita emotiva, 2008, Perugia, Morlacchi
3. Thich Nhat Hanh, Essere pace, 1989, Roma, Astrolabio
4. Duccio Demetrio, Raccontarsi. L’autobiografia come cura di sé, 1996, Milano, Raffaello Cortina
5. idem
6. Riccardo Sebastiani, op.cit.
7. Umberto Galimberti, Se il corpo diventa una password, in "La Repubblica" del 29 aprile 2004
8. Duccio Demetrio, op. cit.
9. Duccio Demetrio, L’educazione non è finita, 2009, Milano, Raffaello Cortina


Altri riferimenti bibliografici

Patrizia Becherini, Insegnare oggi. Manuale di base, 2005, Milano, RSC
Anna D’Elia, Diario del corpo, 2002, Milano, Unicopli
Umberto Galimberti, Il corpo, 1983, Milano, Felrinelli
Ivano Gamelli, Sensibili al corpo, I gesti della formazione e della cura, 2005, Roma, Meltemi
Michele Zedda, Pedagogia del Corpo, 2006, Firenze, ETS


Autore: Myriam Perseo, pedagogista, docente supervisore del tirocinio in Scienze della formazione Primaria di Cagliari, insegnante e formatore.


copyright © Educare.it - Anno XI, N. 6, Maggio 2011