Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXIV, n. 7 - Luglio 2024

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ICF-VR: uno strumento di valutazione e progettazione educativa per persone anziane o con disabilità accolte in residenze socio-sanitarie e socioassistenziali

Icf VRL’articolo illustra il percorso di ricerca che ha portato allo sviluppo degli strumenti di valutazione denominati ICF-VR (Vita Residenziale), rivolti a persone anziane o con gravi disabilità, accolte in strutture sanitarie e sociosanitarie. Gli strumenti consentono di elaborare la progettazione educativa e assistenziale su un profilo biopsicosociale di funzionamento e di valutarne gli outcome. A guida della progettazione è stato definito un modello di qualità di vita nelle strutture residenziali composto da cinque dimensioni, che vengono monitorate attraverso gli strumenti ICF-VR. Gli strumenti sono disponibili gratuitamente sul sito www.icf-anziani.it.

Introduzione

Il Comitato Tecnico Scientifico dell’Associazione Nazionale Educatori Professionali (ANEP), nel mese di maggio 2022, ha attivato dei gruppi di analisi delle modalità con cui avviene la valutazione degli outcome nei diversi contesti operativi. Gli autori di questo articolo hanno approfondito il tema in riferimento al lavoro educativo con persone anziane con diversi livelli di autosufficienza accolte in strutture sociosanitarie o socioassistenziali; per analogia di contesto, sono state considerate anche le persone con disabilità complesse accolte nelle Residenze Sanitarie Assistite.

Dopo aver verificato che gli strumenti di valutazione in uso nelle strutture sono principalmente orientati a monitorare i bisogni sanitari ed assistenziali, il gruppo si è soffermato a considerare quanto la postura professionale sia condizionata da quel punto di osservazione (Goffman, 1968, p. 69), dal quale si colgono alcuni aspetti della persona ma se ne trascurano altri. Gli strumenti di assessment infatti, più o meno consapevolmente, orientano lo sguardo, delimitano il campo di interesse, condizionano la postura professionale (Lascioli & Pasqualotto, 2021, p. 37).

È stato, quindi, messo a tema quale possa e debba essere lo specifico punto di vista degli educatori che operano negli Istituti, quali siano gli elementi di valore esistenziale da presidiare, in particolare quelli che rischiano di essere disattesi dall’elevato impegno assistenziale che richiedono persone anziane o con gravi disabilità, ma che deontologicamente riguardano la professionalità educativa. Questa pista di ricerca ha aperto domande di grande portata: vi sono aspetti della qualità della vita che sono necessari a prescindere dal fatto che il soggetto li riconosca validi per sé? A tal proposito, il modello del Quality of Life proposto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHOQOL, 1995) enfatizza la percezione soggettiva del benessere, ma è possibile individuare alcuni aspetti oggettivi che non abbiano carattere strettamente sanitario (Lubkina, Usca, & Kaupuzs, 2013)? Visto da un’altra prospettiva: cosa significa, operativamente, impegnarsi per tutelare e promuovere la dignità di tutte le persone, anche di coloro non sono in grado di comunicare e di muoversi autonomamente? Come è possibile valutare gli esiti di questo impegno professionale?

Per dare risposte coerenti e convincenti a tali domande, gli autori di questo articolo si sono riconosciuti come gruppo di ricerca, consapevoli che il tema della valutazione incrocia inevitabilmente quello della legittimazione professionale (Pasqualotto, 2018).

L'articolo completo in italiano è disponibile in allegato per gli utenti registrati.


Autori: Luciano Pasqualotto, Università di Verona, CTS Anep; Elena Salvatore, ANEP, sez. Friuli Venezia Giulia, CTS Anep; Noemi Tassi, Fondazione “Carisma - Casa di Ricovero Santa Maria Ausiliatrice”, Bergamo; Massimo Scarpetta, Consigliere Nazionale UNEBA, Roma; Elena Mignani, Educatrice socio-sanitaria nei servizi residenziali per anziani, Bergamo; Maria Luisa Valenta, Azienda ULSS4 “Veneto orientale”, San Donà di Piave (VE), CTS Anep.


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