Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXIV, n. 5 - Maggio 2024

Monografie su temi pedagogici e psicologici

  • Scritto da Annalisa Scialpi
  • Categoria: Monografie

La formazione permanente: questioni psicologiche

La necessità di riflettere sulla formazione permanente delle persone scaturisce da considerazioni di carattere psicologico, sociale, culturale, politico ed economico. Queste si collocano nel contesto contemporaneo e producono un «cambiamento di prospettive» in relazione al tema della formazione. In ordine alle prime considerazioni, una particolare rilevanza è rivestita dal recente passaggio, avvenuto in seguito ai risultati degli studi compiuti negli ultimi decenni, dalla psicologia dell’età evolutiva alla psicologia dello sviluppo [1].

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  • Scritto da Maria Concetta Carruba
  • Categoria: Monografie

Pedagogia del desiderio, quando la ricerca di senso va oltre il bisogno

Comunicazione, desiderio e immaginazione sono modalità attraverso le quali l'uomo agisce nelle dinamiche sociali, manifestando il suo modo particolare di esserci. A spingerlo nelle sue azioni non è il bisogno ma il desiderio: questa può essere una interessante chiave interpretativa della differenza fra uomo e animale. L'animale, infatti, agisce per raggiungere un bisogno, è lo stato di carenza che lo spinge all'azione. Anche l'uomo ha i suoi bisogni ma non agisce (o almeno non dovrebbe) sulla spinta delle necessità o degli “appetiti”. Il concetto di “desiderio”, che riferiamo alla cupiditas dei latini, ha insito la ricerca di senso, l'amore come leva di tutte le cose.

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  • Scritto da Myriam Perseo
  • Categoria: Monografie

Riconoscersi nell'altro: corpo e alterità

«Guardo le foto del mio album alla ricerca di indizi utili, non per sapere che faccia avevo quarant’anni fa, né come mi vestivo o mi pettinavo, né per scoprire un’inquietudine, un’ansia, una paura. Guardo le foto, per cercare  quella che ero negli occhi di chi mi stava fotografando. Cerco me, ma è qualcun altro che voglio vedere […] La fotografia mi rivela questa attitudine del corpo, che non sa stare chiuso ed è alla ricerca di sguardi che lo scoprano, lo conoscano, lo definiscano»(1).
Il corpo che ho, il corpo che sono, sono un corpo oppure ho un corpo: a partire da questa ambiguità costitutiva le scienze umane e sociali hanno riflettuto sulla complessa tematica della corporeità; un dilemma che ha attraversato anche la Pedagogia.

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  • Scritto da Roberta Brandimarte
  • Categoria: Monografie

Ma la tecnologia informatica è proprio così diabolica?

L’uomo non è un misantropo; ha bisogno dell’altro per essere. Il linguaggio, sia esso verbale che paraverbale, ha sempre rappresentato una modalità comunicativa del proprio essere, un modo per conoscere e farsi conoscere. Heidegger ha messo bene in evidenza l’importanza dello stare “tra gli altri” per una crescita autentica dell’aseità, utilizzando il termine tedesco Dasein, ovvero Esserci: la particella pronominale sottolinea il noi, diverso dal tu.

C’è un’esigenza di ritrovarsi nell’altro, di sentirlo dentro, di percepirlo, al fine di prendere possesso della propria autocoscienza.

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