Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXIV, n. 2 - Febbraio 2024

  • Categoria: Didattica

Insegnare la grammatica di una lingua straniera in modo intuitivo

La grammatica ha sempre rappresentato la parte più noiosa e pesante dell'apprendimento di una lingua straniera. Chiunque abbia fatto l'esperienza di apprendere una lingua straniera si sarà imbattuto in questa difficoltà, che è sia tecnica, perché effettivamente si fa fatica a ricordare le regole grammaticali, le forme dei verbi, la consecution temporum, ... ma è anche, e direi soprattutto, psicologica. Si ha l'impressione che la grammatica blocchi la nostra comunicatività, ci piacerebbe parlare tanto per comunicare qualcosa a qualcuno che in ogni caso ci sembra che ci capisca ugualmente.

Le cose, però, non stanno esattamente così. Se parliamo una lingua in modo approssimativo, gli altri ci capiranno in modo approssimativo; è importante, invece, conoscere bene le regole di una lingua per poterle dominare con sicurezza e trasmettere esattamente il nostro pensiero, dato che, il linguaggio è lo specchio di ciò che pensiamo. L'uso di congiuntivo al posto di un indicativo può indicare una sfumatura di ciò che realmente pensiamo. Sembrerebbe, allora, che l'apprendimento di una lingua debba per forza di cose passare attraverso lo studio noioso e faticoso di regole e coniugazioni da imparare a memoria.

Tuttavia, si può apprendere la grammatica anche in un altro modo, ovvero, in maniera intuitiva, come fecero i nostri antenati che prima crearono la lingua e, solo in seguito, riconobbero la grammatica che la regolavano. Si partirà, quindi, sempre dalla lingua viva e si chiederà agli studenti di andare a cercare in un testo, che potrà essere sia scritto che orale, determinati elementi sintattico- grammaticali. Naturalmente si dovrà dare loro indicazioni ben precise, dicendo per esempio di cercare tutti gli elementi temporali, oppure tutti i verbi con una forma temporale uguale a quella che indichiamo noi. Una volta trovati gli elementi, gli studenti dovranno capire a seconda del contesto anche le regole. Per facilitare la riflessione si dovrà porre loro delle domande di riflessione o degli esercizi con risposte a scelta multipla, chiedendo, per esempio, quando viene usata una determinata forma verbale. Lo studente verrà, così, guidato passo a passo nella scoperta delle regole della lingua.
Possiamo aiutare gli studenti anche a trovare le regole grammaticali più complesse, come per esempio, la consecutio temporum. In questo caso, si potrebbe estrapolare una frase dal contesto e mostrare come si colloca su un'ipotetica linea del tempo. Ci serviremo di un grafico, aiutando così gli studenti con la memoria visiva, che in questi ultimi tempi sembra essere la più sviluppata grazie l'abbondanza d'informazioni visive che riceve il nostro cervello attraverso la televisione, il cinema e la pubblicità fotografica.

Ecco come potrebbe essere la presentazione di una regola grammaticale complicata e ostica come la consecutio:


Linea del tempo
____prima_________________________ dopo____________pensavo che avresti capito


Linea del tempo
____prima_(stesso tempo)___________ dopo_____________pensavo che capissi


Linea del tempo
____ancora prima___________________ prima_________________________
Pensavo che avessi capito

Dopo aver osservato attentamente lo schema, lo studente passerà autonomamente alla formulazione della regola generale.

Si può obbiettare, allora, che in questo modo l'apprendimento della regola non sia più intuitivo ma venga dall'insegnante. Con questi schemi, però, non si offre propriamente la regola, ma si collocano semplicemente le frasi nel tempo, cosa che una persona che parla fa in ogni caso perché sa a quale tempo si riferiscono i fatti di cui si parla. Se qualcuno ci dirà, per esempio: "pensavo che capissi" noi capiamo in modo naturale che le due azioni sono contemporanee, perché conosciamo lo svolgimento dei fatti di cui stiamo parlando, cosa che invece, va indicata a chi ascolta o legge un testo dal di fuori. Si offrirà solo un elemento in più che sarà prezioso per comprendere l'uso di una forma verbale invece di un'altra.

Lo studente costruisce, così, attivamente il suo processo d'apprendimento in un modo che gli sembrerà più naturale. L'insofferenza per questa parte di una lingua straniera diminuirà, poiché si capirà che è necessario capire queste regole per comprendere in pieno quello che qualcuno avrebbe l'intenzione di dire e, allo stesso modo, per comunicare esattamente ciò che pensiamo.

L'acquisizione delle regole, in modo attivo attraverso l'esperienza, comporta anche un'altra fondamentale differenza: queste regole si fissano nella memoria e, se non praticate per lungo tempo, non faticheranno a tornare alla mente di fronte alla necessità di parlare nuovamente quella lingua.

 


Autore: Rosanna Oliveri si è laureata in Filosofia, collabora alla ricerca presso la Pädagogische Hochschule di Freiburg.
Opera come insegnante di italiano (seconda lingua) e di filosofia. Ha inoltre collaborato al progetto per la realizzazione di materiale didattico per l’insegnamento d’italiano L2 nelle scuole professionali di lingua tedesca in Alto Adige.


copyright © Educare.it - Anno V, Numero 6, Maggio 2005