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Lo sviluppo delle capacità coordinative in età prescolare. Proposte operative

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foto 2I bambini arrivano nella Scuola dell'Infanzia con un grado di alfabetizzazione motoria quasi sempre differenziato a seconda dell'età e delle precedenti esperienze nell'ambito familiare. Essi hanno acquisito in forma grezza la funzionalità delle unità motorie di base, come il camminare, il correre, il saltare, il lanciare, il ricevere, lo strisciare, il rotolare, l'arrampicarsi, ma ora sentono il bisogno di apprendere  e migliorare le prime combinazioni motorie (camminare nei modi più diversi, correre con variazione di direzione e di ritmo), la capacità di equilibrio, di ritmizzazione etc., in breve ciò che noi chiamiamo  “capacità coordinative”. Il miglioramento di queste condotte motorie permetterà loro non solo di acquisire una formazione motoria polivalente, ma di sviluppare anche quelle attività neuro-percettive che serviranno per i loro futuri apprendimenti scolastici.

 

Le capacità coordinative

Le capacità coordinative dipendono dal S.N.C. (Sistema Nervoso centrale) e sono strettamente collegate ai processi "senso-percettivi" che sono all'origine del movimento stesso; la loro corretta funzionalità dipende dall' integrità e dall'efficienza degli analizzatori visivi, uditivi, tattili e cinestetici. Sono sinonimo di destrezza(intesa come capacità di assolvere un "compito motorio" in modo ottimale, in rapporto allo scopo prefissato) e identificano la capacità di apprendere organizzare, controllare e regolare il movimento secondo i principi dell’efficienza (economicità) e dell’efficacia (raggiungimento dell’obiettivo), in relazione ad uno specifico programma motorio.

In genere, il periodo migliore per sviluppare le capacità coordinative va dai 7 ai 13/14 anni, in quanto legato ad una notevole maturazione del S.N.C. e prima della pubertà. Anche nel periodo fra i 3 e i 6 anni è indispensabile stimolare il bambino sotto l’aspetto coordinativo, soprattutto nell’ambito dell’apprendimento di nuovi movimenti e di semplici forme di controllo e di adattamento.

 Nell’ambito delle capacità coordinative dobbiamo distinguere capacità coordinative generali e capacità coordinative speciali. Le capacità coordinative generali posseggono un alto grado di universalità, in quanto sono presenti nell’intero settore della motricità e sono il prodotto di un’attività multilaterale. Consentono di affrontare e risolvere qualsiasi problema motorio in modo razionale e creativo. Le capacità coordinative speciali si riferiscono a richieste specifiche di talune categorie di movimenti, tipici di alcuni contesti sportivi o motori. Consentono di risolvere problemi motori particolari e non generali.

 

Le capacità coordinative generali

Le tre capacità coordinative generali (apprendimento, controllo e adattameto) sono collegate fra loro secondo un rapporto circolare o, più precisamente, a spirale: un nuovo movimento viene appreso, tramite la ripetizione viene controllato, quindi padroneggiato in modo da adattarlo a nuove situazioni. A questo punto ci troviamo però di fronte ad un movimento prima non posseduto, quindi ad un nuovo movimento appreso, ma ad un livello superiore rispetto a quello iniziale.

La capacità di apprendimento motorio

Esempio: lanciare una palla in avanti con due mani

E’ una capacità che permette di assimilare nuovi movimenti, e attraverso la ripetizione e progressivi adattamenti e correzioni, giungere alla stesura di un programma motorio permanente. Sino ai due anni le informazioni che permettono di apprendere sono principalmente visive (imitazione) e tattili (esplorazione), mentre dai tre anni comincia gradualmente ad assumere sempre più importanza l’informazione verbale. Prima dei tre anni, la capacità di apprendimento motorio è limitata a forme semplici di movimento (camminare, correre, rotolare..) che restano alla fase di coordinazione grezza e che, nella loro esecuzione necessitano di una guida. Con l’inizio della scolarizzazione (dopo i tre anni) se ne registra un graduale e progressivo aumento e compare la capacità di combinazione motoria (es. corsa e salto, corsa e lancio…).

La capacità di controllo motorio

Esempio: lanciare in avanti con due mani una palla ma in direzione di un compagno

E’ la capacità che consente di controllare i movimenti rispettando i parametri ritmici, spaziali e temporali per raggiungere esattamente lo scopo prefissato. La capacità di controllo diviene complessa parallelamente all’incremento del numero di elementi da collegare, in relazione all’ampiezza e alla durata del movimento ed in base al livello di utilizzo delle capacità condizionali. Solo dopo i cinque anni la capacità di controllo motorio ha un incremento significativo che si manifesta con la combinazione di movimenti e la differenziazione dell’applicazione della forza. Ricerche hanno dimostrato ampiamente che i bambini stimolati in tale direzione raggiungono un livello di controllo motorio nettamente superiore a chi non pratica alcuna attività finalizzata.

La capacità di adattamento motorio

Esempio: lanciare in avanti con due mani la palla verso un compagno che si sta spostando in direzione non note

 E’ la capacità di correggere, adattare, trasformare, combinare il programma motorio in relazione a variazioni delle condizioni esterne. Tipica degli sport di squadra, di combattimento, e in genere dei giochi sportivi, è strettamente correlata alla capacità di controllo motorio. Per svilupparsi richiede capacità di analisi e scelta rapida, poco significativa tra i 3 e i 6 anni.

 

Le capacità coordinative speciali

Si configurano nella possibilità di operare delle variazioni esecutive della tecnica propria di un determinato sport o nella specificità di un ‘azione motoria.  Ad oggi non esistono ancora studi che possano dire con certezza quante e quali siano le capacità coordinative speciali. Di sicuro, nella fascia d’età approfondita in questo articolo, vanno considerate le seguenti capacità:

  1. Differenziazione spazio-temporale
  2. Combinazione motoria
  3. Coordinazione oculo-manuale e oculo-podalica
  4. Ritmizzazione
  5. Equilibrio statico e dinamico
  6. Fantasia motoria

1. La differenziazione spazio-temporale e suoi aspetti

Con differenziazione spaziale si intende la facoltà di collocarsi e muoversi nello spazio in rapporto a persone e/o oggetti circostanti. Presupposto indispensabile affinchè possa avvenire tutto ciò è l’acquisizione dei concetti topologici rapportati al proprio vissuto corporeo. La differenziazione temporale è la capacità di valutare il tempo necessario a compiere un’azione (comprese eventuali pause) in base alla durata reale. Non è possibile identificare alcun recettore, né alcun canale di trasmissione temporale a livello neurofisiologico. Tutto si rifà all’unico orologio biologico posseduto, dato dal tempo del metabolismo cellulare e al feedback, in quanto consente di rivivere un’informazione cronologica sull’esecuzione motoria. La capacità di organizzazione spazio-temporale è la facoltà di valutare e stabilire le giuste interconnessioni fra le dimensioni spaziali e temporali di un evento rendendolo efficace ed economico. La capacità di organizzazione spazio-temporale si basa sull’acquisizione del concetto di velocità esecutiva e sulla valutazione delle sue variazioni (accelerazione e decelerazione).

Proposte operative

Discriminazione spaziale

Discriminazione temporale

Organizzazione spazio temporale

Il ragno

Predisporre una gigantesca ragnatela utilizzando del nastro stradale o degli elastici. I fili della tela devono essere ad altezze diverse. I bambini esploreranno i vari spazi senza rompere i fili . Improvvisamente i fili diventeranno appiccicosi (chi li tocca è catturato e resta immobile sin quando un altro bambino non lo libera). “Proviamo a passare sopra ai fili.. sotto i fili”

Animali lenti e veloci

I bambini inizialmente propongono degli animali distinguendoli fra lenti(tartaruga, lumaca..) e veloci (cavallo, lepre..) quindi li imitano.

Salta la fune che gira

Il capogioco al centro fa girare una fune a pochi cm da terra. I bambini devono evitare di essere toccati saltando

 Le case

Un cerchio o uno scatolone per ciascun bambino. Il capogioco dice: “Tutti dentro la casa. Fuori dalla casa, i piedi dentro e le mani fuori”.

Cosa faccio prima, cosa faccio dopo

I bambini eseguono semplicissime sequenze motorie: prima cammino dopo corro, prima saluto.. dopo scappo

Strappa la coda

Bambini con una funicella o un pezzo di nastro infilato alla cintola. Ciascuno tenta di calpestare la coda dei compagni per staccargliela

Ritrovo il mio gioco

Ogni bambino ha un oggetto (palla, conetto, funicella..) che poggia a terra in un punto a sua scelta ma vicino a sé. Il capogioco batte un ritmo omette una musica e tutti corrono lontano lasciando l’oggetto a terra. Quando s’interrompe il suono ognuno torna al proprio oggetto e lo sistema secondo le indicazioni del capogioco: “davanti a voi, dietro a voi, sopra la testa, sotto di voi”

So fare contemporaneamente

I bambini eseguono semplici azioni motorie contemporaneamente: mentre cammino saluto chi incontro; mentre corro, porto su e giù le braccia..

 Acchiappa la palla

Far rotolare una palla e riprenderla prima che superi una determinata linea

2. Combinazione motoria

 E’ la capacità di sincronizzare due o più movimenti eseguendoli secondo i concetti di “contemporaneamente”, “alternativamente”, “successivamente”. Proposte operative: 

  • Collegare in successione corsa e salto, corsa e lancio;
  • Eseguire contemporaneamente saltelli e battute di mano;
  • Camminare e contemporaneamente lanciare in alto la palla e riprenderla;
  • Saltelli a piedi uniti alternati a saltelli con un piede;
  • Alternare corsa avanti e corsa indietro;
  • Camminata sugli avampiedi alternata a camminata sui talloni.

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3. Coordinazione oculo-manuale e oculo-podalica

E’ la capacità di eseguire movimenti organizzati associando le informazioni visive all’azione delle mani o dei piedi. E’ tipica del ricevere e del trattare una palla. foto 1 Proposte operative:

  • Camminare (o correre) lanciando la palla in aria e riprenderla;
  • Lanciare la palla contro una parete e riprenderla (un rimbalzo al volo, battendo le mani);
  • Eseguire un semplice percorso (es. slalom) guidando palle di varie dimensioni con le mani;
  • Camminare (o correre) conducendo la palla con i piedi o con un bastone ;
  • Eseguire un semplice percorso (es. slalom) guidando palle di varie dimensioni con i piedi;
  • Calciare la palla contro una parete;
  • Cercare di colpire un facile bersaglio calciando o tirando la palla con le mani;
  • A coppie, passarsi la palla in modi differenti.

 

4. Ritmizzazione

E’ la capacità di contrarre e decontrarre diversi distretti muscolari rispettando i giusti intervalli fra gli stimoli sensoriali. E’ anche la capacità di adattarsi ad un ritmo stabilito. Il ritmo di un’azione è dato dalla successione periodica di movimenti coordinati. Proposte operative:

  • Il Direttore d’orchestra: il capogioco dirige l’orchestra indicando a turno un bambino che dovrà fare rumore battendo le mani , i piedi o entrambi;
  • Concertino: il direttore d’orchestra dirige l’altezza dei suoni emessi con la voce (scegliere una vocale uguale per tutti);
  • Il corpo come strumento a percussione: produrre suoni e ritmi battendo le mani in modi differenti e su varie parti del corpo; produrre suoni e ritmi battendo mani e piedi al suolo o su oggetti; produrre suoni contemporaneamente o in forma alternata; produrre suoni secondo strutture ritmiche semplici (due battute di mani e due di piedi..);
  • Suonare gli oggetti: Produrre suoni o ritmi utilizzando piccoli attrezzi (bacchette, tamburelli..);
  • Saltelli a ritmo: saltellare secondo il ritmo imposto(unito-divaricato, dentro –fuori, due dx e due sx...).

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5. Equilibrio statico e dinamicofoto 3

E’ la capacità di mantenere la giusta posizione nello spazio in ogni istante ed in ogni movimento. E’ inoltre la capacità di riconquistarlo immediatamente qualora intervenga una forza esterna che ne abbia mutato le caratteristiche iniziali.

Proposte operative

Equilibrio statico

Equilibrio dinamico

Le statuine

Al suono di una musica molto ritmata, i bambini corrono liberamente. Quando il suono si interrompe si fermano immobili in un a posizione da loro scelta per un certo numero di secondi.

Un sentiero stretto

Tracciare uno o più sentieri utilizzando del nastro o delle funicelle: "chi riesce a camminare poggiando i piedi sempre sul sentiero?"

 Un... due... tre... stella

Il capogioco poggiato ad una parete con la faccia verso il muro, tutti i bambini su una linea di fondo.

Il capogioco grida “Un..due..tre..stella” e quindi si gira cercando di scoprire chi si sta muovendo. Tutti cercheranno (durante i momenti in cui il capogioco non guarda) di raggiungere la parete senza farsi scoprire. Chi è scoperto torna sulla linea di partenza.

Il pavimento magico

Il capogioco (mago) trasforma continuamente il pavimento:

  • “il pavimento è di fuoco”(scappare);
  • “il pavimento è di ghiaccio” (scivolare);
  • “il pavimento è di gomma”( rimbalzare);
  • “il pavimento è di acqua” (nuotare);
  • “il pavimento è di aria” (volare).

 Le statue del piedistallo

Ogni bambino dentro ad un cerchio. Il capogioco invita ad assumere differenti posizioni (di equilibrio). I bambini cercheranno di mantenerle senza perdere l’equilibrio e senza uscire dal piedistallo.

Attraversiamo il fiume

Utilizzando dei ceppi, mattoni.., costruire un sentiero di sassi per attraversare un fiume infestato di coccodrilli

 

6. Fantasia motoria

E’ la capacità di trovare soluzioni originali a problemi motori, ricorrendo sia ad abilità già possedute che ad invenzioni di combinazioni e sequenze motorie. Alla fantasia motoria sono strettamente collegate la memoria motoria e la capacità di anticipazione. La memoria motoria, in seguito ad informazioni precedentemente registrate (memorizzazione, cassetto della memoria), permette al soggetto di immaginare (programmazione ideo-motoria) l'esecuzione di forme di movimento fino allora mai completamente registrate.

Essendo, in questa fascia d’età, il bagaglio motorio piuttosto ridotto e avendo scarsa capacità di concettualizzazione, non è possibile ottenere alti livelli di fantasia motoria, ma tramite un uso non standardizzato degli attrezzi e degli oggetti se ne stimola sicuramente lo sviluppo.

Foto 4Proposte operative:

  • Cosa possiamo fare con questi cerchi.. o con questi palloni, o con questi birilli?
  • Gioco dei treni: in fila i bambini formano dei treni, composti da 5-6 vagoni. La locomotiva all’inizio è azionata da un capotreno, che decide il percorso del viaggio variando le traiettorie e le modalità di spostamento. E se vuole utilizza gli oggetti che incontra come binari, tunnel stazioni. Ad un segnale dell’insegnante, il capotreno diventa l’ultimo vagone e lascia il posto ad un altro compagno. Muovendosi, ogni treno deve badare a non perdere i propri vagoni.
  • Stop alla musica: interrompere un brano musicale otto volte. Durante la pausa i bambini devono eseguire un compito motorio: camminare, saltare, assumere delle posizioni, giocare con un attrezzo..

 


Bibliografia

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Autrice: Marialuisa Suizzo, docente laureata in Scienze Motorie a comando presso l’USR Sicilia per la realizzazione di progetti nazionali inerenti lo sviluppo dei comportamenti ispirati a uno stile di vita sano, con particolare riferimento all’alimentazione, all’educazione fisica e allo sport. Docente a contratto del Laboratorio “Metodi e didattiche delle attività motorie” TFA Sostegno presso Università Kore di Enna.


copyright © Educare.it - Anno XX, N. 7, Luglio 2020
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