Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXIV, n. 6 - Giugno 2024

  • Categoria: Didattica

Educare al patrimonio culturale attraverso il gioco. Un'esperienza di educazione civica

educazione civicaIl patrimonio artistico-culturale locale rappresenta l’identità storica di un territorio; tutelarlo e trasmetterlo alle generazioni che verranno è un diritto/dovere della comunità, a partire dalla scuola. L’articolo scaturisce da un’esperienza di Educazione Civica con bambini della classe quarte della scuola primaria ed offre alcuni spunti di riflessione per una approccio sistematico, nell’ambito dell’Educazione Civica, al patrimonio culturale quale catalizzatore dei valori identitari legati alla territorialità, in un sistema in rete fra musei, luoghi e agenzie educative.

Introduzione

Molti sono i documenti legislativi che sollecitano la scuola a promuovere negli alunni l’educazione al patrimonio artistico-culturale. Già nelle Indicazioni Nazionali viene evidenziata la necessità di una «valorizzazione dei beni culturali presenti sul territorio nazionale, proprio per arricchire l’esperienza quotidiana dello studente con culture materiali, espressioni artistiche, idee, valori che sono il lascito vitale di altri tempi e di altri luoghi» (MIUR, 2012, pp. 6-7). Tale principio è ribadito nel documento “Indicazioni Nazionali e Nuovi Scenari” (MIUR, 2018). In particolare, la nota di accompagnamento n.3645/18 attribuisce al documento lo scopo di rilanciare” le Indicazioni Nazionali, promuovendo la cittadinanza come sfondo integratore di tutto il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione, in una prospettiva verticale. Tale concetto è stato ripreso dalla Legge n. 92/2019, che introduce l’insegnamento trasversale dell’educazione civica in tutti gli ordini e gradi scolastici, con lo scopo di formare cittadini attivi e consapevoli.

La scuola ha, dunque, un ruolo strategico nell’educazione al patrimonio culturale, di concerto con altri attori pubblici e privati, con i quali vanno promossi accordi di collaborazione e protocolli d’intesa. Di certo, si può rilevare negli ultimi anni un impegno comune da parte del Ministero dell’Istruzione e della Cultura nell’elaborazione di progetti congiunti di ricerca, nazionali ed europei, nonché nell’organizzazione di giornate dedicate alla valorizzazione del nostro patrimonio culturale e di raccolta di buone pratiche.

Nel Piano Nazionale per l’Educazione al patrimonio 2021 emerge che, negli ultimi anni, la tendenza è stata quella di sviluppare una didattica integrata attraverso l’incremento di percorsi trasversali e ambienti di apprendimento diversificati, che hanno visto anche il coinvolgimento delle istituzioni culturali nei curricoli scolastici di ogni ordine e grado. Lo scopo è quello di

favorire l’avvicinamento dei giovani agli ambiti artistico-culturali, sia attraverso l’acquisizione di comportamenti responsabili nei confronti del patrimonio, sia in funzione della promozione dell'eccellenza italiana nelle arti, ampliando i possibili collegamenti all'educazione culturale nonché all'insegnamento della Storia dell’arte, auspicabilmente da incentivare in ogni indirizzo scolastico (MiC, 2021, p. 6).

La tutela dell’identità storica in classe

L’esperienza didattica che ha coinvolto gli alunni di classe quarta di scuola primaria ha permesso di configurare la città «come il museo dei musei, capace di diffondere un senso di attaccamento e di responsabilità al bene culturale da parte di tutti i cittadini, iniziando dai bambini» (Panciroli, 2016, p. 129). L’idea di responsabilizzare la comunità locale nei confronti del patrimonio culturale territoriale affonda le sue radici negli anni Settanta, nel concetto di “ecomuseo” di Hugues de Varine e Georges Henry Rivière: una sorta di “musée éclaté”, ossia di “museo esploso”, che non riesce a racchiudere in uno spazio limitato tutto il patrimonio culturale di una comunità e cerca di coinvolgere la popolazione locale nella sua tutela (Angelini, 2013, p. 16). Il concetto di ecomuseo si è naturalmente evoluto nel tempo, così come parallelamente il museo ha cercato di scrollarsi di dosso l’etichetta di luogo elitario deputato alla conservazione e all’esposizione di oggetti. Anche la nozione di patrimonio culturale è mutata negli anni, trasformandosi da collezione erudita e localizzata in testimonianza di civiltà, costituita da beni materiali (sia mobili che immobili) e immateriali (Mariani Arcobello, 2015/2016, p. 3).

Nel territorio in cui è collocata la scuola (Sciacca, in Sicilia) si trovano innumerevoli testimonianze delle generazioni precedenti, che costituiscono il patrimonio storico-culturale locale. La sperimentazione didattica si è proposta di coinvolgere i bambini in un percorso che li conducesse, attraverso un approccio ludico, alla piena comprensione del bene culturale come patrimonio che va custodito e protetto. Durante il primo anno di sperimentazione, nell’ambito dell’insegnamento trasversale dell’educazione civica, è stata prevista l’elaborazione di una Unità di Apprendimento annuale divisa in tre moduli che richiamavano i tre assi portanti del nuovo insegnamento (Costituzione, sostenibilità e cittadinanza digitale).
L’idea di produrre con i bambini un gioco che includesse tutte e tre le tematiche è emersa in classe, nell’ambito di un dibattito scaturito da alcune domande-stimolo poste agli alunni sui temi della tutela del patrimonio culturale e la cura del territorio. Si rendeva necessario “raccogliere” le varie ricerche eseguite nella fase iniziale dell’UdA su monumenti, personaggi illustri, attività commerciali, leggende, racconti, ricette tipiche, tradizioni, riguardanti l’identità storica della comunità locale.

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Autrice: Angela Rizzuto, laureata all’Accademia di Belle Arti, è insegnante di scuola primaria presso il primo Circolo Didattico di Sciacca. Ha fatto parte del Gruppo di Ricerca e del Gruppo di Coordinamento didattico della scuola. Attualmente è FS Area 1 relativa alla elaborazione, gestione, monitoraggio, valutazione del PTOF e alla valutazione/autoanalisi d’Istituto.


copyright © Educare.it - Anno XXII, N. 12, Dicembre 2022