Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXIV, n. 6 - Giugno 2024

Scuola: didattica

  • Scritto da Antonio Conese
  • Categoria: Didattica

La genesi dei concetti matematici secondo Piaget (parte II)

La problematica che affronteremo in questa parte risulta complessa e, nello stesso tempo, particolarmente affascinante; richiede la conoscenza di alcuni concetti matematici fondamentali, peraltro non difficili da acquisire anche da parte di non esperti.
Tale problematica concerne il rapporto tra le strutture operatorie dell'intelligenza e le strutture matematiche: essa implica due acquisizioni fondamentali che noi desideriamo esplicitare immediatamente.

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  • Scritto da Antonio Conese
  • Categoria: Didattica

La genesi dei concetti matematici secondo Piaget (parte I)

jean piagetNaturalista e biologo per formazione, interessato ai problemi epistemologici, Jena Piaget arrivò alla psicologia da altri interessi ed è abitualmente conosciuto come studioso dell'età evolutiva.
Osserva Ornella Andreani nell'introduzione ad una raccolta di scritti dello studioso: "Vi è un dislivello tra la percezione di sé dell'autore e quella che gli altri hanno di lui, poiché quasi tutti pensano a Piaget come il fondatore e il più illustre studioso di psicologia infantile (...omissis...), mentre egli si autodefinisce un epistemologo genetico, che si interessa dei cambiamenti dello sviluppo delle relazioni tra soggetto conoscente e oggetto della conoscenza, ed afferma che il progetto epistemologico fu il primo sia dal punto di vista della storia personale, sia da quello noetico e metodologico; (...omissis...) le due immagini sono entrambe vere, poiché vi è una straordinaria continuità e coerenza tra le ricerche sperimentali di Piaget e le teorie logiche costruite su di esse.
La logica matematica gli serve per formalizzare le strutture trovate nelle esperienze dei bambini, e la biologia della sua formazione di naturalista dà una impronta tipica all'interpretazione dello scambio organismo-ambiente con cui spiega e problemi dello sviluppo" (1).

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  • Scritto da Sara Amici
  • Categoria: Didattica

L'educazione scientifica nella scuola dell'infanzia

I fanciulli non dovrebbero venir educati conformemente allo stato presente della specie umana, ma per uno stato migliore possibile nell’avvenire secondo l’idea dell’umanità e della sua destinazione (Kant, La pedagogia). 

Uno degli elementi più importanti della civiltà occidentale è la cosiddetta tradizione razionalistica ereditata dai greci: è la tradizione della discussione critica non fine a se stessa ma volta alla ricerca della verità.
In questo ambito la scienza assume un ruolo fondamentale per la sua capacità di liberare la nostra mente dalle antiche credenze, dai pregiudizi, dalle certezze immutabili, offrendoci nuove ipotesi.

La scienza dovrebbe essere apprezzata per la sua influenza liberatrice, come una delle maggiori forze che operano in favore della libertà umana, che sottraggono l’uomo al pregiudizio ed alla dipendenza cognitiva. Attraverso il metodo che le è proprio, la scienza procede incessantemente per raggiungere una conoscenza della realtà più oggettiva, affidabile e condivisibile.

Nella scuola dell’infanzia, lavorare sul pensiero scientifico significa partire dal presupposto che le caratteristiche di tale metodo (ciclo conoscitivo-induttivo, ipotetico-deduttivo, trasversalità, creatività, curiosità, problematizzazione, senso critico) non è esclusivo di alcune aree disciplinari. Spesso l’insegnamento scientifico, anche nella scuola di base, è impostato in modo opposto, in consonanza con una concezione dogmatica della scienza e preoccupata di impartire la conoscenza enciclopedica delle verità scientifiche.

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  • Scritto da Antonio Conese
  • Categoria: Didattica

Quale interdisciplinarità nella didattica?

La storia della cultura è, secondo Bruner, la storia dello sviluppo delle grandi idee organizzative o strutturali, scoperte la cui funzionalità precipua è quella di connettere e semplificare l’esperienza.
Se nel corso dei secoli la realtà è stata indagata a partire da prospettive che si sono via via differenziate dalla filosofia, occorre constatare che oggi le varie scienze tendono a convergere sui modelli concettuali su cui poggiano le proprie teorie. Ciò rende possibile un’interdisciplinarità epistemologica e necessario un analogo approccio nella didattica.

Già qualche decennio fa è sembrato che la urgenza interdisciplinare potesse ricevere dallo strutturalismo la spinta allo svolgimento di un modello realmente relazionale delle discipline di studio (1). 

Programmi ministeriali, proposte varie e articolate di progettazione del curricolo, scelte metodologiche e didattiche del “gruppo di insegnamento” e del singolo docente: com’è ben noto, tutto deve doverosamente fare i conti con l’istanza interdisciplinare.

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