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La teologia trinitaria spiegata con la matematica: una proposta didattica

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trinitasNella didattica i docenti di religione possono sperimentare approcci alla teologia nuovi, come quello che prevede l’ausilio della matematica – nello specifico la sua simbologia – e la teologia trinitaria. L’articolo propone brevemente alcuni concetti cardine della teologia trinitaria del cristianesimo antico ed entrati nel patrimonio di fede cristiano, mediati con l’aiuto della simbologia matematica e geometrica per renderli più comprensibili. L’applicazione in classe, nell’ambito di un più ampio progetto universitario, ha dimostrato una maggiore capacità di acquisizione dei contenuti teologici da parte degli studenti del liceo.

 

Introduzione

L’insegnamento scolastico della religione è da sempre oggetto di dibattito, sia per la peculiarità del suo contenuto, sia per la strutturazione giuridica della disciplina, frutto di lavoro concordatario tra Ministero dell’Istruzione e Conferenza episcopale italiana. Esso però ha acquisito negli anni una sua specifica strutturazione didattica ed epistemologica, che affianca al sapere squisitamente teologico e storico religioso, quello di altre discipline, creando connubi talvolta singolari ed originali.

La coniugazione tra discipline umanistiche e discipline scientifiche per anni è stata complessa e addirittura a volte ritenuta impossibile, ma con la progettazione di Unità Didattiche Interdisciplinari si sta dimostrando che la realtà può essere analizzata in modo non frammentario (Tanzella Nitti, 2007). Una della possibilità più innovative è quella di intersecare nella didattica temi teologici con la matematica (Malaspina, 2016), cui è dedicato questo articolo.

Le Indicazioni Nazionali per i licei dell’Insegnamento della Religione Cattolica (2012) indicano tra le competenze in uscita che uno studente deve possedere quella di “utilizzare consapevolmente le fonti autentiche della fede cristiana, interpretandone correttamente i contenuti, secondo la tradizione della Chiesa, nel confronto aperto ai contributi di altre discipline e tradizioni storico-culturali”. Riguardo alla Matematica, le Indicazioni Nazionali incoraggiano “collegamenti e confronti concettuali e di metodo con altre discipline come la fisica, le scienze naturali e sociali, la filosofia e la storia”.

Sulla scorta di queste indicazioni, già da alcuni anni ho intrapreso lo sviluppo di una unità didattica, inusuale e particolare, intitolata “La matematica ci aiuta a capire la Trinità”. In essa ho intrecciato gli elementi fondamentali della teologia trinitaria con alcune cognizioni basilari di matematica ed è stata oggetto di approfondimento per il progetto Liceo Matematico, promosso dall’università degli studi di Roma La Sapienza.

In questo articolo si utilizzeranno simboli e forme matematiche per rendere graficamente più comprensibile il dogma della Trinità, senza la pretesa di sviluppo organico ed esaustivo della teologia trinitaria. Tuttavia, la proposta potrebbe risultare utile all’interno di una UdA sulla teologia cristiana dei primi secoli.

L'articolo completo in italiano è disponibile in allegato per gli abbonati.


Autore: Andrea Avellino, laureato in Scienze religiose con specializzazione in Pedagogia e didattica della religione, è docente di IRC presso un Liceo di Roma. Ha conseguito il master in Dirigenti nelle Istituzioni scolastiche ed è attualmente studente del CdL in Biblioteconomia e archivistica della Università di Roma "La Sapienza". Ha pubblicato nel 2020 con KDP, un volume intitolato “La Religione a scuola – Aspetti storici e giuridici” e con NEU è di prossima pubblicazione il volume “La religione a scuola: percorsi didattici multidisciplinari”.


copyright © Educare.it - Anno XX, N. 9, settembre 2021
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