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Un progetto di inclusione scolastica con l’uso della C.A.A.

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caaL’articolo presenta un progetto inclusivo da rivolgere ad una prima classe della Scuola Primaria in cui è presente un compagno con diagnosi di Disturbo dello Spettro Autistico. Utilizzando strumenti alternativi al linguaggio orale, i bambini impareranno che la comunicazione è necessaria per esprimersi, relazionarsi ed entrare in contatto con l’ambiente circostante e che questo è fondamentale anche per chi è impossibilitato ad usare la parola.

 

Introduzione

Secondo le Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola del primo ciclo, l’ambiente di apprendimento è un «contesto idoneo a promuovere apprendimenti significativi e a garantire il successo formativo di tutti gli alunni» (Indicazioni Nazionali, 2012 p. 41). Per i bambini con difficoltà di linguaggio è importante iniziare presto a comunicare con metodi alternativi soprattutto per evitare di continuare ad utilizzare strumenti infantili per richiamare l’attenzione (es: urlare, buttarsi a terra, etc.). Un metodo alternativo che si basa su un sistema di scrittura di simboli o immagini è la C.A.A. (Comunicazione Aumentativa e Alternativa).

La C.A.A. nasce in America negli anni ’60 come sostituzione del linguaggio orale ma successivamente cambia il suo ruolo diventando un supporto al suo sviluppo. Negli anni ’80 fu fondata l’International Society for Augmentative and Alternative Communication (ISAAC) che promuove ancora oggi la ricerca e la diffusione della C.A.A. Il progetto dell’ISAAC si fonda sull’idea che la comunicazione (in tutte le sue forme) aumenti la capacità comunicativa della persona. La C.A.A. è dunque un sistema alternativo di comunicazione che viene strutturato in modo diverso per ogni persona in quanto si deve adattare alle caratteristiche del soggetto. Per questo motivo si configura come un approccio di tipo sperimentale ed è fondamentale che le persone che ruotano attorno all’alunno disabile lo conoscano e lo sappiano utilizzare. La C.A.A. è «costituita da qualsiasi strumento, dispositivo, immagine, parola, simbolo o gesto che compensa le difficoltà di comunicazione espressiva e recettiva» (Joanne e Cafiero, 2009 p.17).  I risultati non sono immediati, si ottengono dopo un periodo di intervento lungo e costante nel tempo. La C.A.A. si serve di un sistema di scrittura dove tutte le figure usate hanno scritto sopra la parola o il verbo che rappresentano in modo da essere comprensibili anche da chi riceve il messaggio. La persona con difficoltà di comunicazione si esprime riconoscendo e indicando le immagini e successivamente chi riceve il messaggio legge le parole. La C.A.A. è utile anche per facilitare i testi, in modo che la persona con difficoltà di linguaggio possa seguire più facilmente la narrazione e il susseguirsi dei fatti.

Un progetto nella scuola primaria

Per sostenere la comunicazione dei bambini ed insegnare loro come la comunicazione sia uno dei nostri bisogni fondamentali ho strutturato un progetto rivolto a tutti gli alunni di una classe prima, di scuola primaria, dove è presente un compagno con Disturbo dello Spettro Autistico. In questo modo i bambini potranno capire come sia difficile comunicare senza usare il linguaggio orale e la sensazione che si prova quando non si è compresi. In questo contesto, sarà introdotta la C.A.A. come strumento di comunicazione con il compagno con disabilità.

Allo scopo di agevolare la comprensione delle interrelazioni nel contesto di riferimento ho ipotizzato di utilizzare il “Modello ecologico” di Bronfenbrenner (1986), che rappresenta l’ambiente di sviluppo del bambino come una serie di cerchi concentrici, racchiusi l’uno nell’altro.

L'articolo completo in italiano è disponibile in allegato per gli abbonati.


Autrice: Elena Trapella, insegnante di sostegno di scuola primaria, ha seguito studi nel campo didattico (Laurea in scienze della Formazione Primaria), educativo (qualifica professionale di Educatore) e musicale (diploma di Conservatorio in chitarra classica).


copyright © Educare.it - Anno XX, N. 11, Novembre 2021
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