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Identità in gioco. Un percorso di educazione interculturale

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identità in giocoLa scuola italiana è attraversata da molteplici cambiamenti di natura sociale, culturale e professionale che rendono particolarmente cogente l’orientamento multiculturale. I principi dell’educazione interculturale diventano occasione per aggiornare strategie didattiche e formative in funzione degli eterogenei bisogni degli studenti. L’articolo illustra un intervento progettato e realizzato all’interno di un CPIA siciliano che ha consentito di sperimentare percorsi metodologici innovativi per affrontare con slancio la sfida educativa e didattica posta dalla scuola multiculturale.

 

Introduzione

Il massiccio fenomeno migratorio degli ultimi decenni ha arricchito il pluralismo delle nostre società, grazie al quale hanno assunto i caratteri di una multiculturalità strutturale e dinamica (Bufalino e D’ Aprile, 2019). Nella scuola è in atto un processo dialettico e tensionale impegnato ad accogliere le sollecitazioni provenienti dalla pluralità ed eterogeneità delle classi multiculturali, nonché dalla complessità propria del contesto sociale. La scuola deve essere ripensata nel suo complesso assetto fondativo e strutturale, anche sulla spinta di buone prassi di educazione interculturale (D’Aprile, 2019; Sirignano, 2019).

La maturazione progressiva del mondo scolastico italiano verso l’inclusione delle diversità culturali è testimoniata da una particolare attenzione programmatica e da un ricco quadro normativo. Si pensi ad esempio, all’emanazione delle nuove Linee guida per l’accoglienza e l'integrazione degli alunni stranieri da parte del MIUR nel 2014 che costituiscono l'aggiornamento delle precedenti Linee guida, emanate nel 2006.

I principi di educazione interculturale si sono concretizzati in una varietà di strategie e azioni progettuali dai risultati molto eterogenei e perlopiù dipendenti da iniziative locali. La caratterizzazione della “via italiana all’integrazione scolastica” è quella interculturale che viene intesa non come una mera strategia di integrazione degli alunni immigrati, né come una misura compensatoria di carattere speciale.

Si tratta di assumere la diversità come paradigma dell’identità stessa della scuola nel pluralismo, come occasione per aprire l’intero sistema a tutte le differenze (di provenienza, genere, livello sociale, storia scolastica […]. La via italiana all’intercultura unisce alla capacità di conoscere ed apprezzare le differenze, la ricerca della coesione sociale, in una nuova visione di cittadinanza adatta al pluralismo attuale, in cui si dia particolare attenzione a costruire la convergenza verso valori comuni. (Ministero della Pubblica Istruzione 2007, p. 8‐9).

La diversità, ogni diversità, diviene parte della realtà scolastica ordinaria e occasione per aggiornare i sistemi scolastici in funzione degli eterogenei bisogni dei contesti di riferimento e degli studenti.

Secondo Pastori (2010) sono tre i principali fondamenti del pensiero pedagogico interculturale italiano: uscire dal “mito dell’emergenza” per assumere la diversità culturale come il paradigma della scuola; considerare la presenza di studenti e studentesse con background migratorio un’occasione preziosa per ripensare i propri modelli educativi, didattici, relazionali e organizzativi; considerare l’educazione interculturale come uno degli elementi di un processo più ampio di rinnovamento della teoria e pratica dell’educazione che è “necessario per tutti, per le nuove generazioni nel mondo della complessità e della globalizzazione” (Pastori, 2010, p. 191‐192).

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L'articolo completo in italiano è disponibile in allegato per gli abbonati. 

Autori: Antonella Barbagallo, laureata in Scienze dell’educazione, è docente di lingua italiana L2 presso il Cpia 1 di Catania e si è formata in “Organizzazione e gestione delle istituzioni scolastiche in contesti multiculturali”. Giambattista Bufalino, PhD in Educational Researh e Development (University of Lincoln, UK) collabora con il Dipartimento di Scienze della formazione, Università degli studi di Catania.

copyright © Educare.it - Anno XX, N. 7, Luglio 2020

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