- Categoria: Pratiche di inclusione
- Scritto da Veronica Barnaba, Elisa Garieri
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Ci penso (al) domani
Il passaggio dalla scuola secondaria al mondo del lavoro o dell'istruzione superiore costituisce una fase particolarmente delicata nel percorso formativo degli studenti, con criticità che si accentuano in presenza di fragilità o difficoltà nella sfera relazionale. In questo contesto si inserisce il progetto "Ci penso (al) domani", una proposta didattica che ha affrontato la sfida dell'orientamento attraverso un approccio integrato e inclusivo. L'intervento, realizzato in un gruppo classe caratterizzato da dinamiche interpersonali complesse, ha proposto un percorso strutturato che ha coniugato attività di orientamento, momenti di introspezione e lavoro cooperativo. Particolare attenzione è stata dedicata all'inclusione di uno studente con diagnosi di ADHD e grave disgrafia, Mirko, per il quale sono state predisposte specifiche strategie volte a valorizzarne le potenzialità e a potenziare le competenze relazionali.
Il contesto di intervento e l'analisi dei bisogni
L'intervento è stato realizzato in una classe quinta dell'indirizzo Manutenzione Meccanica di un Istituto Professionale, dove è emersa con evidenza la necessità di un supporto strutturato alla transizione post-diploma. Gli studenti manifestavano infatti una significativa difficoltà a proiettarsi nel futuro imminente, mostrando disorientamento rispetto alle scelte post-scolastiche, tale criticità risultava particolarmente evidente nel caso di Mirko. L'analisi iniziale della situazione, condotta attraverso osservazioni sistematiche e la somministrazione del questionario ICF, ha evidenziato un quadro complesso di bisogni educativi.
Difficoltà che si accompagnavano a barriere di natura personale, quali un basso livello motivazionale e una limitata autoefficacia percepita. La tendenza alla procrastinazione - sintetizzata efficacemente nell'espressione che ha poi ispirato il titolo del progetto - e le difficoltà nella sfera relazionale costituivano ulteriori ostacoli al pieno coinvolgimento del ragazzo. È significativo tuttavia sottolineare come tali criticità non fossero circoscritte al singolo caso, ma si inserissero in un più ampio contesto di gruppo classe caratterizzato da scarsa coesione interna, limitata partecipazione alle attività didattiche e difficoltà nel rispondere adeguatamente alle richieste scolastiche.
Sulla base di questa analisi dei bisogni, si è strutturato un intervento fondato sui principi della didattica orientativa, con l'obiettivo di:
- valorizzare gli interessi e le potenzialità individuali
- promuovere il coinvolgimento attivo degli studenti
- potenziare le dinamiche relazionali del gruppo classe
- fornire strumenti concreti per l'elaborazione di scelte post-diploma consapevoli
Struttura e obiettivi
"Ci penso (al) domani" si è configurato come un percorso strutturato di orientamento finalizzato a supportare la transizione degli studenti verso il mondo del lavoro o dell'istruzione superiore. L'intervento, articolato secondo i principi della didattica per competenze, ha posto particolare attenzione allo sviluppo di soft skills e alla dimensione metacognitiva dell'apprendimento.
Nel caso specifico di Mirko, il progetto è stato calibrato per offrire esperienze significative di empowerment personale, attraverso l'assunzione graduale di responsabilità decisionali e la sperimentazione di ruoli attivi. Particolare rilevanza è stata attribuita alla dimensione relazionale, con l'obiettivo di potenziare le competenze interpersonali necessarie nei futuri contesti professionali e formativi.
Articolazione metodologica del percorso
Fase 1 - "Conoscere/Conoscersi"
- Mappatura di interessi, aspirazioni e inclinazioni individuali
- Analisi delle opportunità formative e professionali post-diploma
- Acquisizione di strumenti metodologici per l'inserimento nel mondo del lavoro/università
Fase 2 - "Sperimentare/Sperimentarsi"
- Co-costruzione di un repertorio di quesiti significativi per i colloqui di selezione
- Progettazione e implementazione di un simulatore basato su tecnologia BOT
- Valutazione tra pari e autovalutazione del percorso svolto
La progressione delle attività è stata concepita secondo una logica di crescente complessità e autonomia, integrando sistematicamente momenti di riflessione metacognitiva e feedback. Sono state privilegiate le attività laboratoriali e cooperative, favorendo l'acquisizione di competenze attraverso esperienze concrete e significative.
L'intervento didattico nel dettaglio
Fase preliminare
Al fine di promuovere l’inclusione e la partecipazione attiva di tutti gli studenti, sin dalla fase di progettazione, si è adottato un approccio partecipativo. Attraverso sessioni di brainstorming e discussione collettiva, il gruppo classe è stato guidato nell'identificazione degli obiettivi formativi, nella strutturazione delle fasi operative e nella definizione della tempistica. Modalità che ha favorito lo sviluppo di un forte senso di coinvolgimento nel progetto e di responsabilità condivisa.
Al fine di garantire l'accessibilità e la fruibilità dei materiali didattici, è stato costruito un sito web, realizzato mediante Google Sites, che ha assunto il ruolo di repository strutturato e punto di riferimento per l'intero percorso. La fase di avvio ha visto gli studenti impegnati in un'attività di digital storytelling: la creazione del proprio avatar attraverso l’applicazione Pixton, un momento che ha permesso di coniugare l'aspetto ludico con quello identitario, favorendo il coinvolgimento emotivo nel percorso formativo.
Attività 1: “Avviamo i motori”
La prima fase delle attività ha coinvolto gli studenti in un’attività di autoriflessione, durante la quale hanno risposto a domande personali ed esplorato i propri interessi e programmi futuri. Gli obiettivi erano duplici: favorire il coinvolgimento e personalizzare il percorso educativo. Per rendere l’interazione interattiva e anonima è stata utilizzata la piattaforma Mentimeter. È stato somministrato quindi il test di orientamento al lavoro di Holland, che associa interessi e personalità a possibili professioni.
Attività 2: “Conoscere la strada”
L’approfondimento delle opportunità educative e lavorative post-diploma, utilizzando strumenti come il “Curriculum dello Studente” e il “Supplemento Europass”, hanno interessato la fase successiva delle attività. Per facilitare la comprensione di questi strumenti complessi, è stata sviluppata una presentazione interattiva con Canva, che si è rivelata così efficace da diventare un supporto costante nelle attività successive.
Un momento particolarmente significativo ha riguardato l'esplorazione guidata dell'Atlante del Lavoro, risorsa preziosa che ha permesso agli studenti di acquisire una visione sistematica delle professioni e delle competenze richieste dal mondo del lavoro. Ne è emerso un esempio eloquente di come le strategie di peer tutoring possano trasformare situazioni di potenziale disimpegno in opportunità di apprendimento attivo: Mirko, che inizialmente mostrava scarso interesse, è stato coinvolto come tutor di un compagno, guidandolo nell'esplorazione dell'Atlante attraverso dispositivi mobili. Questo non solo ha favorito il suo coinvolgimento attivo, ma ha anche valorizzato le sue competenze digitali, promuovendo al contempo dinamiche di apprendimento cooperativo.
Attività 3: “Meccanismi di successo”
Gli studenti hanno partecipato a un workshop pratico sulla redazione di CV e lettere di presentazione, realizzate in collaborazione con la docente di italiano. Per supportare il lavoro, è stato sviluppato un chatbot tramite la piattaforma SynVision e integrato con un tutorial video pubblicato su YouTube. Data la sua propensione alla tecnologia, Mirko ha accettato di collaborare, insieme a due compagni, nella preparazione del tutorial per la classe utilizzando gli applicativi CupCut e ElevenLabs.
Ciascun studente ha successivamente ricevuto un feedback personalizzato, sia in forma scritta che attraverso un confronto individuale, in relazione alle lettere di presentazione prodotte. L’attenzione per il lavoro svolto e il valore attribuito ai loro sforzi ha particolarmente colpito gli studenti, al punto che anche coloro che inizialmente avevano investito poco impegno hanno colto l’occasione per raccontarsi e condividere riflessioni personali.
Attività 4: “I ferri del mestiere”
Divisi in gruppi, gli studenti hanno simulato il ruolo di selezionatori, elaborando possibili domande per colloqui di selezione, le quali sono state quindi inserite in Google Moduli.
Attività 5: “Mettiamoci in gioco”
Il cuore del progetto e la maggiore sfida a livello tecnologico è stata rappresentata dalla programmazione di un bot virtuale, “Alessandro HR”. Gli studenti, guidati da una scheda di lavoro, hanno collaborato per strutturare il database e istruire il bot. La fase iniziale ha evidenziato alcune resistenze tipiche nell'approccio a compiti percepiti come complessi: diversi studenti hanno manifestato insicurezza rispetto alle proprie competenze tecniche, mentre altri hanno interpretato il setting laboratoriale come un momento di potenziale dispersione. Tuttavia, la strutturazione metodologica dell'attività e l'approccio scaffolding hanno permesso di superare gradualmente le criticità.Il successo nella realizzazione di un chatbot pienamente funzionante ha prodotto un duplice risultato pedagogico: da un lato, ha determinato un significativo incremento dell'autoefficacia percepita dagli studenti nell'ambito delle competenze digitali; dall'altro, ha demistificato la complessità delle tecnologie informatiche, rendendole più accessibili e comprensibili.
Particolarmente significativa è stata l'evoluzione di Mirko, al quale era stato assegnato il ruolo di coordinatore e tester all'interno del suo gruppo di lavoro. Lo studente ha rivelato inaspettate capacità di leadership, gestendo efficacemente le tempistiche del progetto e garantendo elevati standard qualitativi.
Attività 6: “Manutenzione periodica”
L’ultima fase ha previsto una riflessione sull’esperienza complessiva attraverso un Circle Time e la compilazione di un questionario di autovalutazione realizzato con Google Moduli. È stata inoltre creata una bacheca virtuale condivisa con l’applicazione Padlet, integrata sul sito del progetto, dove gli studenti hanno pubblicato riflessioni, immagini e messaggi, celebrando il percorso svolto insieme.
Riflessioni finali
L'esperienza proposta ha dimostrato come un intervento educativo accuratamente strutturato possa incidere positivamente sul vissuto scolastico degli studenti, stimolandoli a riflettere su sé stessi e a valorizzare le proprie potenzialità. Se questo è valso per tutta la classe, sicuramente gli effetti sono stati più evidenti in Mirko, il cui comportamento ha mostrato una chiara evoluzione. La sua partecipazione, dapprima estremamente limitata, è cresciuta insieme al progetto; complici la sua curiosità e la sua intelligenza, egli ha iniziato ad impegnarsi attivamente nel conoscersi ed esplorare le sue potenzialità. In parallelo, la possibilità di condividere questa esperienza con i compagni, assumendo ruoli mai sperimentati, gli ha dato l’occasione di interagire in modo nuovo con la classe e con i docenti, intessendo relazioni e rafforzando la sua autostima.
Il progetto ha inoltre enfatizzato l’importanza del lavoro di squadra e del supporto reciproco, promuovendo un senso di comunità tra gli studenti. La collaborazione si è rivelata un elemento chiave per superare, in diversi momenti significativi, le reciproche diffidenze, grazie alla comune focalizzazione sugli obiettivi condivisi. Se ciò ha riguardato le dinamiche tra gli studenti, è emerso in maniera ancora più evidente in relazione al contributo dei diversi attori del contesto educativo, in particolare all’interno del consiglio di classe. Il confronto costante e costruttivo tra i docenti ha permesso di delineare le attività progettuali in modo che risultassero integrate nella programmazione didattica e rispecchiassero un approccio condiviso. Ne è scaturito un percorso caratterizzato da coerenza e continuità tra i contenuti trattati e le tematiche affrontate durante le lezioni curriculari, favorendo così consapevolezza e partecipazione tra gli studenti. Il clima disteso e la cooperazione tra i docenti hanno offerto agli studenti un modello positivo di interazione e impegno.
L'esperienza didattica ha cercato di porsi come un modello di intervento in cui l’impiego integrato di metodologie didattiche attive e strumenti digitali può favorire la responsabilizzazione, la motivazione e la crescita personale e di gruppo. La coerenza tra il percorso e i contenuti disciplinari, unita all’impegno condiviso di tutti gli attori della comunità scolastica, ha contribuito a creare un ambiente di apprendimento inclusivo e stimolante, in grado di rafforzare la fiducia degli studenti nelle proprie capacità e di orientarli con maggiore consapevolezza verso il futuro.
Il prodotto multimediale
L'integrazione degli strumenti digitali ha rappresentato un elemento caratterizzante dell'intero percorso formativo. Al centro dell'architettura multimediale è stato posto un sito web realizzato con Google Sites, che ha assolto la duplice funzione di repository strutturato e hub di coordinamento per tutte le attività. La piattaforma ha ospitato diversi elementi multimediali: dalle presentazioni interattive create con Canva per illustrare gli strumenti di orientamento, ai tutorial video realizzati dagli stessi studenti utilizzando CupCut ed ElevenLabs. Particolarmente innovativo è stato lo sviluppo di un chatbot denominato "Alessandro HR", programmato attraverso la piattaforma SynVision. Questo assistente virtuale, nato dalla collaborazione attiva degli studenti nella strutturazione del database e nell'implementazione delle risposte, ha permesso di simulare situazioni di colloquio di lavoro in modo interattivo. Il percorso si è concluso con la creazione di una bacheca virtuale condivisa su Padlet, integrata nel sito dove gli studenti hanno potuto documentare e riflettere sull'esperienza attraverso post multimediali, immagini e messaggi.
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Autrici: Veronica Barnaba, docente specializzata sul sostegno presso l'Università di Verona. Laureata in Psicologia e in Scienze Pedagogiche, è psicologa iscritta all’OPV. I suoi interessi di ricerca si concentrano sulle dinamiche della motivazione scolastica e sulle potenzialità offerte dall’innovazione tecnologica per il miglioramento dei processi didattici.
Elisa Garieri, docente a contratto e ricercatrice presso l'Università di Verona. Docente TIC nei corsi di specializzazione per la formazione post universitaria dei docenti di sostegno. Formatrice esperta: PNSD, PNRR, animatori digitali, team per l'innovazione, docenti. Esperta in metodologie e didattiche innovative con le nuove tecnologie per studenti con BES.
copyright © Educare.it - Anno XXV - N. 2, - Febbraio 2025
