• Categoria: Pratiche di inclusione
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Un viaggio nelle arti per conoscerci e riconoscerci: metodologie inclusive nella scuola secondaria

È possibile imparare a conoscere e riconoscere le emozioni attraverso le arti e il proprio corpo?
Il progetto Emozioni: istruzioni per l’uso, ha avuto l'obiettivo di promuovere l’inclusione scolastica e la valorizzazione del singolo, trasformando l’aula in uno spazio di ascolto, rispetto e consapevolezza. L’esperienza educativa ha intrecciato saperi scolastici, attività creative e modalità di lavoro collaborativo, dando vita a un percorso ricco e stimolante. Gli alunni hanno avuto l’opportunità di esplorare e dare voce al proprio mondo interiore, potenziando le competenze cognitive e metacognitive, le abilità relazionali e la capacità di regolare le proprie emozioni. L’utilizzo mirato di tecnologie digitali ha dato nuova forza ai concetti e alle riflessioni maturate durante il percorso, rendendo le esperienze vissute più fruibili e coinvolgenti. 

Coltivare l’unità nella diversità

Il percorso didattico-educativo realizzato ha posto al centro la sfida di "coltivare l'unità nella diversità", obiettivo pedagogico fondamentale per i docenti che operano in contesti scolastici sempre più eterogenei. Sviluppato in una classe terza della scuola secondaria di primo grado caratterizzata da storie personali diversificate, fragilità relazionali e livelli di apprendimento differenziati, l'intervento ha risposto a un bisogno educativo spesso sottovalutato: quello di studenti che necessitano di essere riconosciuti, ascoltati e accolti autenticamente. Molti dei quali manifestavano difficoltà nell'identificazione e verbalizzazione delle proprie emozioni, esprimendo il proprio disagio attraverso il silenzio o comportamenti dirompenti, in assenza di strumenti comunicativi adeguati. Il framework pedagogico adottato si radica nella concezione dell'educazione come processo integrato, dove lo sviluppo cognitivo procede di pari passo con la crescita emotiva e relazionale, promuovendo specificamente le competenze di riconoscimento e gestione emotiva, l'empatia e l'autoregolazione quali strumenti indispensabili per la costruzione di un clima di classe inclusivo. Particolare attenzione è stata rivolta al percorso di George, studente con disturbo del linguaggio espressivo in contesto bilingue e disabilità intellettiva lieve, supportandolo nel rafforzamento del senso di appartenenza al gruppo e nel superamento delle paure legate al giudizio dei pari e ai sentimenti di inadeguatezza. L'intervento ha generato ricadute positive sull'intera comunità classe, favorendo la costruzione di relazioni interpersonali più autentiche e durature, e dimostrando come un approccio educativo centrato sull'inclusione e sull'intelligenza emotiva possa trasformarsi in strumento di crescita collettiva per tutti gli studenti.

L’arte come linguaggio dell’anima

Il percorso "Emozioni: istruzioni per l'uso" si configura come metodologia didattica innovativa che integra dimensione cognitiva ed emotiva, fondata sulla consapevolezza pedagogica che l'apprendimento significativo si realizza esclusivamente in contesti educativi caratterizzati da benessere relazionale, dove ogni studente possa sentirsi riconosciuto, valorizzato e libero di esprimersi autenticamente. La proposta metodologica ha privilegiato l'utilizzo di linguaggi espressivi alternativi - arte, movimento corporeo e musica - come mediatori didattici per l'esplorazione del mondo interiore degli adolescenti, offrendo canali comunicativi diversificati per l'espressione di contenuti emotivi spesso difficilmente verbalizzabili. L'ambiente di apprendimento si è così configurato come autentico laboratorio esperienziale, dove la classe ha assunto le caratteristiche di una comunità educante impegnata in processi di scoperta, ascolto attivo e condivisione emotiva. Il percorso è stato caratterizzato da un'efficace integrazione tra contenuti disciplinari tradizionali e linguaggi espressivo-corporei, valorizzando l'arte come mediatore pedagogico privilegiato per facilitare il contatto con le dimensioni emotive degli studenti. L'utilizzo dei tableaux vivants ha rappresentato un dispositivo didattico particolarmente significativo: attraverso l'incarnazione fisica delle emozioni dei personaggi artistici, gli alunni hanno sviluppato competenze di riconoscimento e consapevolezza emotiva, utilizzando il corpo come strumento di espressione e comunicazione non verbale. L'impiego di elementi simbolici e scenografici ha stimolato le competenze creative e immaginative, rendendo accessibili concetti astratti e favorendo processi di comprensione in studenti con diversi stili cognitivi, trasformando la complessità emotiva in esperienza concreta e condivisibile all'interno del gruppo classe.

Dalla progettazione alla pratica: le fasi operative

- I nostri avatar

Nella prima attività, gli alunni hanno realizzato un avatar personalizzato sulla piattaforma digitale Pixton. Un modo divertente per coinvolgere anche i più timidi e fornire a ognuno una rappresentazione di sé. Gli avatar sono poi stati utilizzati per formare i gruppi di lavoro, suscitando nei ragazzi sorpresa e divertimento durante la suddivisione in squadre.

- Lo scrigno delle emozioni

Nel laboratorio STEM, con l’aiuto della Laser Box, gli studenti hanno realizzato uno scrigno in legno destinato a custodire in modo sicuro i materiali cartacei prodotti nella successiva fase di rielaborazione delle emozioni. L’attività ha contribuito a creare un clima di fiducia e accoglienza, in cui ciascun alunno potesse sentirsi rispettato e coinvolto, favorendone la partecipazione. Inoltre, ha rappresentato un’occasione di valorizzazione per George, che ha potuto mettere a frutto le proprie passioni, promuovendo così collaborazione e serenità all’interno del gruppo.

- A tu per tu con l’opera

Nella terza fase, ogni gruppo ha approfondito un’opera d’arte diversa sul piano artistico e storico-culturale, osservandola, descrivendola e analizzandola con l’aiuto di materiali guidati e risorse online. La piattaforma Wakelet, utilizzata per condividere i materiali con gli studenti, ha permesso di assegnare a ciascun membro risorse mirate e di attivare la lettura vocale. Questa modalità ha favorito la personalizzazione dell’apprendimento e ha reso l’attività accessibile, rispettando i diversi bisogni educativi degli studenti. Successivamente, i gruppi hanno collaborato alla realizzazione di un prodotto digitale con Canva, poi presentato alla classe.

- Diamo vita alle emozioni

Divisi in gruppi, gli studenti hanno drammatizzato i quadri, rappresentando i personaggi e personificandone le emozioni. In un secondo momento, attraverso il circle time, hanno riflettuto collettivamente sull’esperienza vissuta. L’utilizzo del metodo ABC di Ellis – che mostra come non sia l’evento in sé a determinare le emozioni, ma i pensieri con cui viene interpretato – ha permesso di collegare le emozioni vissute dai personaggi raffigurati nelle opere al proprio vissuto individuale. Attraverso l’analisi dei tre passaggi fondamentali del modello (A: evento attivante, B: pensiero, C: conseguenze) gli studenti hanno imparato a riconoscere e rielaborare i propri stati d’animo con maggiore consapevolezza ed empatia, sviluppando competenze emotive e relazionali.

- Suoniamo le emozioni

Mediante Soundtrap, una piattaforma online per creare musica e podcast in modo semplice e collaborativo, gli alunni hanno realizzato melodie per l’Escape Room finale e per la sigla del podcast successivamente prodotto. Ogni nota ha raccontato sensazioni e stati d’animo vissuti durante il progetto.

- Emozioni: istruzioni per l’uso

Per la realizzazione del podcast, ogni gruppo ha scritto e registrato un episodio dedicato all'analisi e all'interpretazione delle emozioni, alla differenza tra emozioni e stati d’animo, alla gestione dei sentimenti e al loro ruolo nelle relazioni. Il podcast, realizzato con Soundtrap, ha dato voce alle riflessioni e alle conquiste emotive maturate nel percorso.

  • Chi ascolta.... Vince

L’ultima sfida è stata la creazione di un’Escape Room digitale, realizzata su Genial.ly, una piattaforma online che consente di creare contenuti interattivi e multimediali in modo semplice. I gruppi hanno ideato enigmi collegati ai quadri analizzati; ricompensa della risoluzione i numeri necessari per aprire il lucchetto dello Scrigno delle emozioni. Questa attività di gamification ha consolidato le conoscenze in un clima di cooperazione e divertimento, risultando particolarmente apprezzata anche dagli studenti più resistenti grazie al suo aspetto ludico.

Il valore del gruppo nella riflessione emotiva

L’attività dei tableaux vivants ha permesso di creare un legame concreto, rendendo visibili, attraverso la rappresentazione fisica, le emozioni, in modo particolare per George. Mediante la personificazione e il lavoro di gruppo, sono stati sperimentati momenti di partecipazione sempre più attenta e significativa. L’interazione con i compagni ha reso l’alunno più sicuro, permettendogli di sperimentare nuove modalità relazionali e migliorare la percezione di sé nel rapporto con l’altro.
Successivamente, la riflessione individuale e collettiva, guidata dal metodo ABC, ha offerto agli alunni una cornice concreta per interpretare i propri vissuti e allenare l’autoregolazione emotiva. Le emozioni, da ostacolo, sono diventate risorsa. Le relazioni in classe si sono fatte più rispettose e inclusive, fondate su una nuova consapevolezza dell’altro. Nei piccoli gruppi si è sviluppata una forte coesione, che ha valorizzato ogni componente riconoscendo nei talenti e nelle fragilità la ricchezza della comunità classe. In questo spazio condiviso, la valorizzazione delle unicità è diventata prassi concreta.

Valutazione e autovalutazione

È stata infine proposta una valutazione qualitativa e formativa del processo di apprendimento, volta a superare la logica misurativa della valutazione quantitativa, valorizzando i percorsi e le competenze degli alunni.
Per gli alunni la valutazione è diventata un momento di consapevolezza: grazie all'attività di autovalutazione svolta con Google Moduli, i ragazzi hanno avuto l'opportunità di riflettere sul contributo che ciascuno ha apportato al gruppo, sulla qualità delle relazioni instaurate, sull’impegno profuso e sulla capacità di collaborare. Questo li ha aiutati a riconoscere i propri punti di forza e le aree di miglioramento sulle quali lavorare in futuro, in un clima sereno e partecipato. L’autovalutazione strutturata è stata una pratica preziosa, che ha orientato le scelte didattiche passo dopo passo: le domande guida hanno permesso di monitorare la chiarezza delle consegne, l’efficacia delle metodologie, la capacità di rispondere ai bisogni di tutti. A tal proposito, si è rivelata strategica e funzionale la condivisione con la classe dei criteri di valutazione sin dall'inizio dell'attività: partecipazione, ascolto attivo, impegno, collaborazione… La valutazione ha supportato il riconoscimento e la valorizzazione delle abilità di ciascuno, rafforzando la convinzione che la vera riuscita di un percorso educativo non si evinca solo dal traguardo finale, ma emerga dalla crescita di ogni alunno lungo il cammino.

Il prodotto multimediale

Al fine di facilitare la partecipazione al progetto Emozioni: istruzioni per l’uso, durante l’intero processo si è deciso di implementare un sito web interattivo mediante l’applicazione Google Sites.
Strutturato dalla docente, il sito ha raccolto varie tipologie di prodotti digitali aventi come fil rouge il tema delle emozioni, elaborati sia come tecnologia del docente sia come tecnologia del discente.
L’interfaccia estremamente chiara di Google Sites ha permesso di semplificare la complessità del progetto e rendere le attività da svolgere prevedibili ma al contempo interessanti per la classe. Come anticipato, il sito raccoglie contenuti specifici e documenta le attività svolte dai ragazzi nonché i prodotti realizzati da essi. Tra questi troviamo: gli avatar degli studenti creati tramite Pixton; i materiali didattici multimediali come ad esempio i video introduttivi interattivi realizzati con EdPuzzle, le bacheche digitali che raccolgono i materiali selezionati ai fini della ricerca storico-artistica e culturale delle opere d’arte oggetto di studio, realizzate con Wakelet. Le fasi del progetto legate alla riflessione emotiva e alla creatività sono testimoniate: dalla bacheca virtuale collaborativa Padlet, che ha raccolto gli stati d’animo e le emozioni provate dagli alunni durante l’attività di Tableaux Vivants. Completano il lavoro alcune attività cooperative e di gamification realizzate ricorrendo alle piattaforme digitali Wordwall e Genial.ly per la realizzazione di piccoli giochi, quiz ed escape room.  Esattamente come lo scrigno realizzato dagli studenti, il sito custodisce pensieri e prodotti di ciascuno degli alunni della classe, valorizzando il contributo di ognuno in un’ottica inclusiva e collaborativa volta ad esaltare la preziosità di ogni individualità.

Link alla SCHEDA DEL PRODOTTO MULTIMEDIALE


Autrici: Claudia Depaoli, laureata in Mediazione Linguistica e Culturale e in Lingue e Letterature Europee, Americane e Postcoloniali nel percorso di Iberistica, è docente abilitata all’insegnamento della lingua spagnola e specializzata nelle attività di sostegno presso l’Università di Verona. Ha maturato esperienza nella scuola primaria, secondaria di primo e secondo grado, e ha collaborato come traduttrice per un’organizzazione internazionale per i diritti umani. Si occupa con passione di inclusione e didattica delle lingue straniere. Crede in una scuola che metta al centro le persone, in cui la relazione favorisca fiducia e appartenenza, e in cui le differenze si intrecciano dando valore a ogni voce. Per lei, arte ed espressività sono strumenti capaci di superare barriere e creare nuovi significati.
Monica Astuto, laureata in lettere classiche, attualmente docente di sostegno.Collabora con l'Università di Verona in qualità di tutor di tirocinio indiretto e docente a contratto nei laboratori per il primo e secondo grado d'istruzione; docente nella formazione per adulti relativamente alle tematiche di didattica inclusiva e metodologie di differenziazione didattica presso diversi UAT e Enti di formazione e tutor per i percorsi di Formazione Docenti e preparazione al concorso docenti, per i docenti neoassunti e per l'Orientamento. Componente del team DM 66/23 e DM 19/24, animatore digitale e formatore esperto nei percorsi di formazione docenti "Scuola Futura". Esperta di inclusione occupa da diversi anni il ruolo di coordinatrice del dipartimento di sostegno e di Funzione Strumentale Inclusione.
Isabella Bergamini, dottoressa di ricerca, è insegnante di sostegno nella scuola secondaria di primo grado, dove ricopre il ruolo di Referente per gli studenti con Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA). Tutor per docenti nei percorsi universitari. Referente d'istituto per il contrasto al bullismo e cyberbullismo. Ha maturato esperienza nella formazione universitaria come Tutor per le Nuove Tecnologie per i corsi di specializzazione sul sostegno presso le Università di Verona e Padova. Esperienza di docenza universitaria internazionale con un background accademico in Design e Tecnologie.


copyright © Educare.it - Anno XXV - N. 9, settembre 2025