Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXVI, n. 5 - Maggio 2026

  • Categoria: Pratiche di inclusione
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Tra silenzi e parole: dalla frammentazione dadaista al racconto condiviso

“La magia, la necessità di credere nei sogni e il valore dell’Amicizia sono al centro di tutti i racconti. I brani raccontano con efficacia, semplicità, fantasia e proprietà di linguaggio il tema che era stato assegnato, senza perdere di vista la realtà della vita quotidiana”. In questa citazione è racchiusa l'essenza del progetto educativo realizzato presso un Liceo Musicale di Verona, incentrato sull'inclusione scolastica attraverso la scrittura creativa collaborativa.
L'iniziativa, che ha coinvolto una classe prima di 28 studenti di cui uno con disabilità, si è articolata attorno alla partecipazione al concorso letterario "Con Ali di carta, la narrazione che cura" dell'Ospedale della Donna e del Bambino di Verona. Il progetto ha integrato metodologie didattiche innovative - dal caviardage al dadaismo letterario, dallo storytelling collaborativo alle tecnologie digitali - con l'obiettivo di promuovere l'inclusione, sviluppare competenze comunicative e favorire la collaborazione tra pari. 

Il contesto educativo e le sfide dell’inclusione

Il progetto è stato implementato in un Liceo Musicale della città di Verona, istituzione particolarmente attenta alle pratiche inclusive e all'accompagnamento degli studenti con disabilità verso l'autonomia e la vita adulta. La classe coinvolta, una prima presenta una marcata eterogeneità.
All'interno del gruppo è presente Mork, studente che segue un Piano Educativo Individualizzato con programmazione di tipo B. Nonostante il clima generale risulti positivo e sereno, emergono significative difficoltà nella coordinazione dei lavori di gruppo e nel rispetto delle dinamiche comunicative. Particolarmente rilevante è la disparità negli stili comunicativi: alcuni studenti tendono a essere iperattivi negli interventi, mentre altri necessitano di continua sollecitazione per partecipare attivamente. Nei rapporti con Mork, la classe dimostra disponibilità e spirito collaborativo, tuttavia non tutti gli studenti riescono spontaneamente a coinvolgerlo nelle attività didattiche, evidenziando la necessità di interventi strutturati per migliorare il clima inclusivo.

Fondamenti teorici e obiettivi progettuali

L'osservazione sistematica del contesto classe ha portato all'identificazione di criticità specifiche nelle relazioni interpersonali e nella capacità di lavorare collaborativamente. Il progetto elaborato mira a intervenire principalmente su due dimensioni fondamentali: la comunicazione e interazione sociale, e la sfera cognitiva, neuropsicologica e dell'apprendimento. Il nucleo centrale dell'iniziativa è costituito dalla partecipazione al concorso artistico-letterario "Con Ali di carta, la narrazione che cura", promosso dalla UOC di Pediatria dell'Ospedale della Donna e del Bambino di Verona. Questa competizione, originariamente concepita per bambini e ragazzi con esperienza diretta di ospedalizzazione, è stata successivamente estesa ai coetanei "sani", creando un ponte simbolico tra il mondo della malattia e quello della quotidianità attraverso il potere trasformativo della narrazione.
La decisione di partecipare con un elaborato collettivo riflette la filosofia non competitiva del concorso, trasformandolo in uno spazio di espressione condivisa dove l'intera classe ha collaborato nella consapevolezza di comunicare con coetanei meno fortunati.

Didattica interdisciplinare

Il progetto si è sviluppato attraverso quattro fasi sequenziali, ciascuna caratterizzata da un approccio laboratoriale interdisciplinare.

Fase 1: Storia della Musica - Decodifica del linguaggio metaforico

Il percorso ha preso avvio dall'analisi del brano "Volevo essere un duro" di Lucio Corsi, testo particolarmente ricco di metafore e significati simbolici. Dopo una fase di elicitazione delle preconoscenze sulle figure retoriche e un brainstorming iniziale, gli studenti sono stati organizzati in coppie (metodologia peer-to-peer), ricevendo il compito di identificare figure retoriche, citazioni e elementi significativi del testo. Questa attività si è rivelata particolarmente proficua per Mork, il cui pensiero concreto e visivo necessitava di supporto specifico per il riconoscimento di modi di dire e figure retoriche del linguaggio comune. La fase conclusiva ha previsto un circle time con discussione plenaria per la condivisione delle scoperte.

Fase 2: Storia dell'Arte - Sperimentazione creativa con caviardage e dadaismo

La seconda fase ha introdotto tecniche artistiche innovative: il caviardage, applicato al testo della canzone precedentemente analizzata, ha permesso a ogni studente di sperimentare individualmente la creazione di testi attraverso la sottrazione selettiva di parole. Successivamente, è stata implementata la tecnica dadaista utilizzando il secondo canto dell'Iliade "Il sogno di Zeus". La classe, divisa in piccoli gruppi, ha praticato il "cut-up method": ogni gruppo ha ritagliato cinque parole dal testo, inserendole in un contenitore comune. Le parole estratte casualmente sono state ricomposte in nuovi testi, successivamente animati attraverso l'applicazione Stop Motion, consentendo agli studenti di sperimentare concretamente la ricomposizione testuale.

Fase 3: Italiano - Storytelling collaborativo

La parte che ha interessato la Lingua e Letteratura Italiana ha visto la creazione collettiva di una mappa concettuale del racconto fantastico, definendo ambientazione, personaggi e parole-chiave. Questa schematizzazione ha beneficiato l'intera classe, fornendo a Mork una struttura cognitiva particolarmente utile per il suo stile di apprendimento. La classe è stata suddivisa in gruppi di lavoro, ciascuno dei quali ha sviluppato racconti brevi di dieci righe utilizzando le parole precedentemente selezionate. Gli elaborati individuali sono stati successivamente integrati in un'unica narrazione denominata "Paul e il pescatore di sogni", utilizzando tecniche di storytelling collaborativo e digitalizzazione attraverso Book Creator.

Fase 4: Educazione Civica - Finalizzazione e restituzione 

La fase conclusiva ha comportato la redazione definitiva del racconto per la partecipazione al concorso "Con Ali di Carta". Il progetto ha trovato la sua naturale conclusione nella cerimonia di premiazione presso il Teatro Ristori di Verona, dove gli studenti hanno ricevuto l'attestato di partecipazione e una menzione speciale, rappresentando una significativa chiusura simbolica dell'esperienza educativa.

Strategie inclusive e gestione della diversità

L'implementazione del progetto ha richiesto particolare attenzione alle esigenze specifiche di Mork e alle dinamiche inclusive. Durante i lavori di coppia e gruppo, è stata rispettata la sua autonomia nella scelta del compagno di lavoro, stabilendo simultaneamente regole chiare per la gestione degli spazi e dei tempi (possibilità di movimento tra i banchi solo dopo il completamento dei compiti assegnati). La gestione dei momenti di maggiore vivacità della classe, che tendevano a destabilizzare Mork causando irritazione e scarsa collaborazione, ha beneficiato del supporto costante dell'insegnante di sostegno e/o di potenziamento, risultando fondamentale tanto per lo studente quanto per l'equilibrio del gruppo classe.

Risultati e valutazione 

L'intero percorso ha privilegiato il dialogo, la partecipazione attiva e l'interdipendenza positiva, sia all'interno dei singoli gruppi che tra gruppi diversi, con l'obiettivo primario di coltivare un clima positivo e inclusivo. La diversità è stata sistematicamente valorizzata come risorsa, permettendo a ogni studente di contribuire all'apprendimento collettivo secondo i propri talenti e specificità. L'implementazione di feedback costanti ha assunto un ruolo cruciale: la somministrazione di autobiografie cognitive e l'organizzazione regolare di circle time hanno rappresentato strumenti fondamentali per la realizzazione di un progetto di elevato valore sociale e relazionale. I laboratori di scrittura creativa, l'analisi testuale musicale e lo storytelling finale hanno efficacemente preparato la classe alla collaborazione finalizzata al raggiungimento di obiettivi altamente inclusivi, dimostrando come la scrittura collaborativa possa divenire strumento privilegiato per l'inclusione scolastica e sociale.

Le tecnologie digitali come mediatori didattici

L'integrazione strategica delle Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione (TIC) ha rappresentato un elemento distintivo del progetto, configurandosi come autentico mediatore didattico per supportare i diversi stili di apprendimento, con particolare attenzione alle esigenze della didattica speciale. Il prodotto implementato - comprendente Padlet per la condivisione collaborativa, WordArt per la visualizzazione creativa dei concetti, Stop Motion Studio per l'animazione narrativa, Google Moduli per l'autovalutazione strutturata, Mentimeter per l'engagement interattivo e Book Creator per la produzione digitale finale - ha trasformato l'ambiente di apprendimento in uno spazio multimodale e inclusivo.

Riflessioni finali

Come evidenziato nell'osservazione conclusiva del progetto, "la magia, la necessità di credere nei sogni e il valore dell'Amicizia sono al centro di tutti i racconti" prodotti dagli studenti. Questa sintesi racchiude l'essenza formativa dell'iniziativa: lavorare insieme, includendo attivamente il compagno con disabilità, per veicolare messaggi di amicizia e speranza oltre i confini dell'istituzione scolastica. Il progetto ha dimostrato di contribuire significativamente alla formazione di cittadini attivi e consapevoli, sviluppando negli studenti la capacità di riconoscimento e accoglienza dell'altro, particolarmente quando l'altro rappresenta un coetaneo in situazione di fragilità.

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Autrici: Anna Maria Favale, è laureata in Giurisprudenza e ha conseguito la specializzazione per il Sostegno Didattico agli studenti con disabilità nella Scuola Secondaria di Secondo Grado presso l'Università degli Studi di Verona. Il percorso di formazione e tirocinio le ha fornito le competenze necessarie per lavorare con professionalità e sensibilità nell'accompagnamento educativo di studenti con disabilità.
Bina Madeo, insegnante di Lettere presso la scuola secondaria di primo grado ed esperta in didattica dell'insegnamento dell'Italiano come Lingua Seconda e in pedagogia ed educazione interculturale con particolare attenzione agli studenti e alle famiglie con background migratorio. Collabora con l'Università di Verona in qualità di tutor di tirocinio indiretto e docente a contratto nei laboratori di Didattica delle Educazioni e dell'area Antropologica e Interventi psico-educativi e didattici per disturbi comportamentali e relazionali. Attualmente ricopre il ruolo di tutor coordinatore didattico nei percorsi di formazione iniziale e abilitazione dei docenti (30, 36 e 60 CFU) presso l'Università Ca' Foscari di Venezia. 


copyright © Educare.it - Anno XXV - N. 9, settembre 2025