- Categoria: Pratiche di inclusione
- Scritto da Giusi Monteleone, Bina Madeo, Marco Magro
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Le relazioni che ci proteggono
Ogni progetto educativo nasce da un'osservazione. Spesso nasce da un ragazzo che smette, anche solo per un momento, di essere invisibile. Erasmo è un adolescente con diagnosi di Disturbo da deficit di attenzione e Disturbo oppositivo provocatorio. La sua storia scolastica parla di note disciplinari, espulsioni, una bocciatura. Da sempre etichettato come "il problema della classe", Erasmo aveva costruito intorno a sé un'identità fatta di sfide, parolacce, provocazioni. Ma dentro quell'armatura, c'era un ragazzo che aspettava di essere guardato con fiducia. Il punto di svolta è arrivato durante una lezione di storia sulla Prima Guerra Mondiale. La docente curricolare stava parlando dei giovanissimi soldati italiani, strappati alle famiglie e gettati nell'orrore delle trincee, quando Erasmo ha cominciato a fare domande. Una dopo l'altra. Con una curiosità inedita. Quella piccola scintilla è diventata il punto di partenza di un intero percorso.
L'idea progettuale: la Tregua di Natale del 1914
Il nucleo tematico del progetto è uno degli episodi più toccanti della storia contemporanea: la Tregua di Natale del 1914, quando soldati nemici uscirono spontaneamente dalle trincee sul fronte occidentale e, nella notte del 24 dicembre, giocarono a pallone in mezzo alla terra di nessuno. Per qualche ora, la guerra si fermò. Nemici divennero compagni. La relazione umana vinse sulla logica del conflitto. Questo evento è stato scelto non solo per il suo valore storico, ma per la sua potenza simbolica: racconta che anche nelle condizioni più estreme, le relazioni tra esseri umani possono essere fonte di protezione, solidarietà, sopravvivenza. Un messaggio che parla direttamente ai ragazzi di oggi, dentro e fuori dall'aula. Il progetto, intitolato "Relazioni di trincea" ha coinvolto una classe terza della scuola secondaria di primo grado attraverso un percorso multidisciplinare articolato in più fasi, integrando storia, italiano, lingua tedesca, arte, educazione fisica e tecnologia informatica.
Le fasi
- Il film come punto di ingresso
Il percorso ha preso avvio dalla visione di un film sulla Tregua di Natale. La scelta del cinema come primo strumento non è casuale: per ragazzi con difficoltà di attenzione o di approccio ai testi scritti, l'audiovisivo offre un accesso emotivo immediato alla narrazione storica. La classe ha potuto immergersi nella storia prima ancora di studiarla, costruendo un'empatia di partenza indispensabile per le fasi successive.
- "Lettere dal fronte" e storytelling digitale
In collaborazione con la docente di lettere, gli alunni hanno prodotto testi di scrittura creativa nei panni di soldati al fronte. Le lettere sono poi confluite in un prodotto di storytelling digitale in cui Erasmo ha avuto un ruolo da protagonista: prestare la propria voce a uno dei soldati. Immedesimarsi in un personaggio storico, leggerlo ad alta voce, dargli vita con la propria voce è stata un'esperienza significativa e trasformativa.
- Il gioco interattivo sul lessico del calcio in tedesco
Conoscendo la grande passione di Erasmo e di altri suoi compagni per il calcio il progetto ha integrato un'attività di lingua tedesca basata sul lessico sportivo. Gli alunni hanno imparato a costruire un gioco interattivo con un'applicazione multimediale, che ha permesso di valutare in modo coinvolgente quanto appreso. L'attività ha rafforzato il senso di autoefficacia di Erasmo, che si è trovato in un ambito per lui significativo, con strumenti nuovi ma accessibili.
- La mostra virtuale
Le opere prodotte in classe con la docente di arte e immagine, ispirate alle rappresentazioni pittoriche della Prima Guerra Mondiale, sono state raccolte in una mostra virtuale costruita con strumenti digitali. Qui è avvenuta una delle scelte progettuali più rilevanti: Erasmo, grande appassionato di tecnologia e conoscitore delle ultime generazioni di device, è stato nominato curatore della mostra. Il ruolo non era decorativo. Era reale, con responsabilità concrete all'interno del gruppo. Questa scelta ha risposto a un principio fondamentale dell'educazione inclusiva: individuare le competenze di ciascun alunno e renderle risorse per la comunità.
- La creazione dell’e-book
Il gruppo classe ha poi realizzato un libro digitale dedicato alla Tregua di Natale, con un linguaggio semplice e immediato, pensato per essere fruibile da tutti. Il prima e il dopo. Il conflitto e la tregua. L'ostilità e la collaborazione. La vita e la morte. Il prodotto è stato pubblicato sul sito della scuola, con una ricaduta concreta di visibilità nel territorio, aggiungendo a ciascun alunno la consapevolezza che il proprio lavoro aveva un valore reale, oltre i confini dell'aula.
- L'attività motoria come metafora cooperativa
Il percorso si è concluso in palestra. L'educazione fisica ha offerto il terreno per un'attività ludica con prove di velocità e resistenza il cui elemento centrale era la collaborazione tra compagni di squadra. Un gioco in cui vincere o perdere dipendeva dalla capacità di aiutarsi a vicenda. Anche gli alunni più riservati o meno partecipi hanno tirato fuori energia, entusiasmo, sostegno per i compagni. La palestra ha restituito alla classe la stessa lezione che i soldati avevano imparato nelle trincee: da soli si sopravvive meno bene che insieme.
Traguardi raggiunti
I risultati osservati al termine del progetto sono stati significativi su più livelli.
Per la classe: ciascun alunno ha avuto la possibilità di contribuire con le proprie competenze specifiche a un prodotto collettivo, sperimentando in modo concreto che l'unione dei singoli genera qualcosa di più grande della somma delle parti. La responsabilità condivisa, tema al cuore del progetto, si è rivelata una leva potente di motivazione e coesione. Per Erasmo: il percorso ha permesso di costruire, passo dopo passo, un'esperienza di successo su basi reali. Non un successo gentile o artificioso, ma il riconoscimento effettivo di competenze che aveva già, la passione per la tecnologia, l'energia, la capacità di coinvolgere e che il contesto scolastico ordinario faticava a valorizzare. Il ruolo di curatore della mostra, in particolare, ha messo in moto un meccanismo virtuoso: essere riconosciuto come capace dagli altri ha modificato il modo in cui Erasmo stesso si percepiva all'interno del gruppo.
Link al Prodotto Multimediale
Autrici: Giusi Monteleone, ha conseguito la specializzazione per il Sostegno Didattico agli studenti con disabilità nella Scuola Secondaria di Prmo Grado presso l'Università degli Studi di Verona. Il percorso di formazione e tirocinio le ha fornito le competenze necessarie per lavorare con professionalità e sensibilità nell'accompagnamento educativo di studenti con disabilità.
Bina Madeo, insegnante di Lettere presso la scuola secondaria di primo grado ed esperta in didattica dell'insegnamento dell'Italiano come Lingua Seconda e in pedagogia ed educazione interculturale con particolare attenzione agli studenti e alle famiglie con background migratorio. Collabora con l'Università di Verona in qualità di tutor di tirocinio indiretto e docente a contratto nei laboratori di Didattica delle Educazioni e dell'area Antropologica e Interventi psico-educativi e didattici per disturbi comportamentali e relazionali. Attualmente ricopre il ruolo di tutor coordinatore didattico nei percorsi di formazione iniziale e abilitazione dei docenti (30, 36 e 60 CFU) presso l'Università Ca' Foscari di Venezia.
Marco Magro, docente di Scuola Primaria in servizio presso un Istituto Comprensivo della provincia di Padova, dove svolge un ruolo attivo nella governance scolastica e nell'innovazione metodologico-didattica. All'interno del proprio istituto riveste diverse funzioni di responsabilità, tra cui quella di responsabile di plesso, membro del team per l'innovazione digitale, tutor per i docenti neoassunti e responsabile della gestione del sito web istituzionale. La sua esperienza nel campo dell'innovazione didattica si estende anche all'ambito accademico: collabora infatti con l'Università di Verona in qualità di tutor TIC (Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione), supportando la formazione tecnologica e metodologica dei futuri docenti.
copyright © Educare.it - Anno XXV - N. 5, Maggio 2026
