- Categoria: Pratiche di inclusione
- Scritto da Iris Arioli e Simona Agostini
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L’arte della comunicazione in tutte le sue forme
L’inserimento all’interno di una nuova scuola, che accoglierà giovani preadolescenti per un intero triennio, è un passaggio delicato e denso di emozioni. Una fase che risulta essere ancor più delicata per una studentessa proveniente da un contesto migratorio e appena trasferita in una nuova città. La ragazza, infatti, utilizza la LIS come unica modalità comunicativa acquisita nel Nuovo Paese, una lingua completamente estranea al nuovo gruppo classe. La sfida messa in campo durante un’esperienza di tirocinio nella scuola secondaria di I grado, narrata all’interno dell’articolo, è stata sviluppata come progetto di tirocinio di didattica inclusiva. Il progetto, “Mantova InSegni!” è un percorso educativo che unisce musica, arte, Lingua Italiana dei Segni e conoscenza del territorio. Le esperienze hanno fornito la possibilità di vivere l’esplorazione, che ha assunto una forma di linguaggio speciale e, allo stesso tempo, ha avvicinato gli alunni della classe alla comunità locale, in particolare alla città di Mantova.
Un incontro che favorisce la creazione e la scoperta
Il desiderio di valorizzare le unicità e le diversità presenti nel gruppo classe, è stato il motore per riuscire a favorire la conoscenza come momento di incontro e di coesione di un gruppo. Nessuno escluso.
Al centro della conoscenza c’è Amaal, una studentessa sorda la cui presenza ha rappresentato un’occasione preziosa per ripensare il concetto stesso di comunicazione. La lingua conosciuta dalla ragazza ha fornito lo stimolo per riuscire a trovare strumenti utili alla classe per mettere in campo ingranaggi comunicativi strategici atti ad integrare linguaggi differenti: verbale, gestuale, musicale, artistico, digitale e visivo.
Cornice ideale si è rivelata la città di Mantova, con la sua storia e il suo patrimonio culturale, che ha fornito molteplici stimoli per il lavoro da realizzare. La scoperta del territorio in una modalità creativa ha permesso agli studenti di sperimentare un approccio trasversale, laboratoriale e multisensoriale fornendo a tutti e a ciascuno gli strumenti per poter partecipare attivamente.
Le fasi del progetto
Identità e conoscenza di sé
La prima attività, che ha inaugurato il percorso, è stata l’identificazione di ciascun componente del gruppo attraverso la singola personalizzazione con il “segno-nome”. Questa affonda le radici nella cultura del mondo dei sordi, dove ciascuno viene identificato attraverso un segno che ne rappresenta i tratti distintivi, il carattere o un elemento fisico o comportamentale riconoscibile. Attraverso l’utilizzo dell’applicazione digitale WordCloud ogni studente ha così creato la propria “nuvola di parole” selezionando termini capaci di descrivere passioni, interessi, qualità personali e aspetti significativi della propria identità. Il lavoro, oltre a stimolare l’uso del linguaggio descrittivo e delle tecnologie, ha offerto un’occasione di riflessione sull’unicità di ciascuno e sull’importanza del riconoscimento all’interno di un gruppo. Tutti gli elementi riportati all’interno della nuvola, sono stati così identificati in segno da Amaal e dai docenti e assegnati ad ogni componente del gruppo.
In una modalità accattivante, divertente e vicina a loro, sono riusciti a comprendere e acquisire i primi naturali passaggi di conoscenza della LIS oltre che a conoscere i compagni di classe attraverso i tratti distintivi, ma con uno sguardo differente e squisitamente significativo.
Parole, storie e fantasia
La città di Mantova, in fusione con i principi educativi di Gianni Rodari e la sua opera “Grammatica della fantasia”, hanno fornito il primo spunto di lavoro: un brainstorming collettivo con al centro le basi per un laboratorio narrativo. L’attività ha scaturito racconti e filastrocche costruite grazie a parole chiave emerse durante un lavoro in plenaria con i ragazzi. Il lavoro di gruppo ha favorito la collaborazione e la partecipazione di tutti costituendo l’elemento principale del percorso: la composizione di testi a più mani ha sollecitato la negoziazione di idee, la capacità di ascolto e la valorizzazione dei diversi stili comunicativi presenti nel gruppo. Questo approccio inclusivo ha permesso a tutti gli studenti, indipendentemente dalle proprie competenze linguistiche o comunicative, di contribuire attivamente al processo creativo. Un laboratorio efficace per lo sviluppo del pensiero divergente e della competenza narrativa, promotore di una didattica aperta, partecipata e capace di valorizzare la pluralità dei linguaggi.
La musica, un linguaggio universale
In questo laboratorio musicale, l’opera “Rigoletto” di Giuseppe Verdi è divenuta il filo conduttore interdisciplinare per raccontare ed esplorare la storia, la cultura e l’arte del territorio mantovano. Dal territorio musicale analizzato, si è passati alla realizzazione di brani musicali anche in “altre” modalità esecutive. Particolarmente significativa è stata la realizzazione del “Coro di Mani Bianche” ispirato al modello pedagogico di El Sistema di José Antonio Abreu. L’esperienza musicale proposta ha dato a tutti i ragazzi la possibilità di vivere col proprio corpo i principi educativi della musica come vero e proprio strumento di coesione e inclusione sociale. Questo contesto ha offerto l’opportunità alla classe di sperimentare e vivere una performance collettiva di una versione tradotta della filastrocca popolare “Nella città di Mantova” , realizzata proprio per l’occasione e successivamente cantata e segnata in LIS. E’ proprio qui che la dimensione comunicativa plurilinguistica ha preso forma: voce, gesto, silenzio, suono, sguardo e ascolto reciproco, si sono intrecciati e hanno dato vita ad una versione originale cantata e segnata. Sia gli esecutori che gli spettatori hanno vissuto ed esplorato l’importante valore della comunicazione non verbale, dove voce, gesto e silenzio, hanno assunto pari dignità espressiva.
Non da meno è stato il valore che ha assunto il laboratorio nel contribuire a sviluppare consapevolezza interculturale, competenze socio-emotive e senso di appartenenza. La musica è divenuta un luogo di appartenenza, di partecipazione attiva e di vissuto comunicativo in tutte le sue forme
Arte e narrazione: dal pop up al fumetto animato
Con la collaborazione del docente di arte, è nata l’idea di creare un libro pop-up ispirato al racconto “I Nani di Mantova” di Gianni Rodari. Grande interesse ha poi rivestito anche la realizzazione di un fumetto animato con traduzione in LIS. La fantasia, unita al linguaggio visivo con i suoi codici iconografici, hanno dato l’opportunità di favorire la collaborazione e la cooperazione.
La costruzione del libro pop-up ha sviluppato la dimensione spaziale dell’apprendimento, favorendo la collaborazione, la pianificazione condivisa e la cura dei dettagli mentre, in parallelo, il fumetto animato ha permesso di approfondire il legame tra testo, immagine e segno. L’inserimento della traduzione in Lingua dei Segni Italiana (LIS) ha permesso, all’alunna sorda, di far crescere la propria autostima e ha permesso a tutti gli alunni, indipendentemente dalle proprie abilità comunicative, di riconoscere abilità e personalità della loro compagna di classe.
Il laboratorio ha promosso un approccio multimodale all’apprendimento; un approccio nel quale linguaggi verbali, visivi e digitali si sono integrati in modo armonico. Tale esperienza ha evidenziato come l’uso consapevole delle tecnologie possa diventare uno strumento di inclusione, capace di valorizzare la diversità, stimolare la cooperazione e rafforzare le competenze espressive e comunicative dell’intero gruppo classe.
Cultura, gusto e ambiente.
Il viaggio esplorativo e interdisciplinare che ha toccato storia, cultura e territorio è giunto alla sua ultima tappa: le tradizioni culinarie dei paesaggi locali. La corte dei Gonzaga ha offerto spunti utili per fornire un’ interessante analisi dei sapori proposti a corte e per evidenziare le peculiarità naturalistiche visive e olfattive dei fiori di loto, elementi simbolo della città.
Importante mediatore educativo e del sapere è divenuto il cibo: veicolo di identità e memoria collettiva che unisce storia, ambiente, comunità. I ragazzi, in questa fase, hanno potuto connettere conoscenze disciplinari (storiche, scientifiche, linguistiche e artistiche) con esperienze sensoriali e relazionali, attraverso momenti di ricerca, confronto e rielaborazione creativa. Da non escludere le competenze trasversali e di cittadinanza attiva sviluppate.
Strumenti, metodologie e tecnologie inclusive
Il progetto ha integrato e sviluppato metodologie laboratoriali e strumenti digitali per favorire la partecipazione di tutti:
- Learning by doing e peer education per imparare facendo, cooperando.
- Utilizzo di TIC come BookCreator, Storyboard That, Google Site e Mentimeter per costruire materiali condivisi e accessibili.
- Google site dedicato, aggiornato di volta in volta dagli studenti, per documentare le esperienze fungendo così da archivio digitale e diario collettivo.
L’ambiente di apprendimento è stato pensato come uno spazio dinamico; uno spazio flessibile e accogliente, in cui il valore delle differenze si è tradotto in una ricchezza condivisa.
Considerazioni conclusive
Tutto parla! Questo è il sunto delle azioni emerse a seguito della realizzazione del progetto “MantovaInSegni”: un percorso formativo, volto allo sviluppo delle competenze comunicative, sociali e interculturali, dove diversità e utilizzo dei linguaggi non verbali sono divenuti ponte esperienziale. Un contesto realmente inclusivo dove la comunicazione nelle sue varie forme, verbali, gestuali, visive e corporee, prende forma. Un’armonia stratificata all’interno del contesto classe abitato e vissuto attraverso azioni laboratoriali dinamiche. L’incontro tra i differenti codici proposti, ha dato vita ad azioni condivise significative. Amaal ha avuto l’opportunità di esprimere se stessa, fornendo ai compagni l’opportunità di acquisire nuove modalità espressive e comunicative, divenute un intreccio costante di condivisioni. Un dare e un ricevere continuo, in tutte le sue forme, capace di promuovere negli studenti atteggiamenti di apertura, empatia e cittadinanza attiva.
Ogni studente ha trovato attivamente il suo spazio all’interno del gruppo, divenendo protagonista consapevole del personale apprendimento. Un approccio che ha favorito e rafforzato il senso di appartenenza, affiancato a motivazione allo studio attraverso azioni coinvolgenti e responsabilità condivisa: studenti interpreti attivi del fare personale e maggiormente consapevoli del proprio percorso.
Fondamentale è risultato l’utilizzo di metodologie innovative e delle TIC, dove collaborazione e compartecipazione in maniera inclusiva hanno fornito l’opportunità di vivere attraverso una partecipazione autentica. Le valutazioni di processo e di prodotto, realizzate attraverso azioni osservative in ingresso, in itinere e in uscita, e condivise anche attraverso le griglie d’Istituto, hanno permesso di cogliere la complessità e i risultati raggiunti all’interno dei processi formativi. Analoga rilevanza hanno assunto i processi di autovalutazione, sia degli studenti che dei docenti coinvolti. Dai riscontri raccolti è emerso l’apprezzamento degli alunni per il lavoro cooperativo, per l’uso diretto delle tecnologie e per la possibilità di mettersi in gioco nelle diverse fasi del progetto. Ciò conferma il valore di un approccio che pone al centro l’esperienza, la collaborazione e la pluralità dei linguaggi, riconoscendo nella partecipazione attiva e nell’integrazione degli strumenti digitali leve fondamentali per un apprendimento autentico, significativo e duraturo che vuole gettare delle basi solide per una corretta e serena permanenza all’interno dell’ambiente scuola abitato e vissuto. Per tutti, nessuno escluso.
Link alla SCHEDA DEL PRODOTTO MULTIMEDIALE
Autrici: Iris Arioli: docente specializzato per le attività di sostegno nella scuola secondaria di primo grado presso l’università di Verona. Musicoterapeuta, si occupa inoltre della gestione e dell’implementazione di strumenti compensativi per alunni con DSA e BES, promuovendo percorsi personalizzati volti a favorire l’autonomia e il successo formativo.
Simona Agostini: docente di ruolo per il sostegno didattico agli alunni con disabilità presso la Scuola Secondaria di Primo Grado. Docente presso l’Università degli Studi di Verona per il corso TFA sostegno. Formatore docenti sia per azioni rivolte ad alunni con BES sia per attività inclusive con la musica.
copyright © Educare.it - Anno XXVI - N. 6, Giugno 2026
