Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXVI, n. 8 - Agosto 2026

  • Categoria: Pratiche di inclusione
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Scongelare il silenzio: oltre i cunicoli dell'isolamento scolastico

L'ambiente scolastico dovrebbe rappresentare un contesto privilegiato di crescita e inclusione. Per alcuni studenti, tuttavia, può trasformarsi in uno spazio di profondo isolamento. Questa solitudine esistenziale, diffusa tra molti giovani, assume per gli alunni con disabilità un peso ulteriore, potendo compromettere la costruzione di un solido Progetto di Vita. Il contributo presenta una proposta formativa realizzata con gli studenti di una classe terza di scuola secondaria di primo grado attraverso un percorso metaforico ispirato all'immaginario della miniera. L'intervento ha intrecciato metodologie cooperative, game based learning e didattica laboratoriale, con l'obiettivo di favorire lo sblocco emotivo e relazionale di Elsa e di promuoverne la socializzazione all'interno del gruppo classe.  

 

Una statua da animare

L’esperienza è stata svolta affiancando una studentessa con disabilità intellettiva e disturbo emozionale dell'infanzia, proveniente da un contesto familiare di estrema fragilità che ne ha determinato l'esclusione da ogni dinamica del gruppo classe. Tale chiusura è emersa con evidenza anche dalla somministrazione del test sociometrico di Moreno (versione positiva), consegnato completamente in bianco; significativamente, nessun compagno ha a sua volta menzionato la compagna tra le proprie scelte. Questa condizione di "statua di ghiaccio" ha costituito il punto di partenza per l'ideazione di un percorso pedagogico volto a trasformare la marginalità in un'opportunità di crescita collettiva, attraverso la metafora del viaggio in miniera come chiave di accesso a temi universali quali la resilienza, lo sfruttamento e il valore del lavoro cooperativo. Considerato che l'anno successivo la studentessa frequenterà un Centro di Formazione Professionale a indirizzo alberghiero, risultava di vitale importanza intervenire tempestivamente per scardinare il blocco relazionale in atto. 

Viaggio nella gelida miniera: buio e rinascita

La scelta del titolo "Scongelare il silenzio: luce tra i cunicoli" riflette la metafora di un viaggio all'interno di una miniera, articolato in tre momenti simbolici: l'immersione nel buio, la fatica dello scavo e l'uscita verso la luce della socializzazione. La miniera incarna una dualità fondamentale: da un lato rappresenta un ambiente solitario e inospitale, specchio delle fragilità emotive e dell'isolamento vissuto da Elsa; dall'altro si trasforma in uno spazio di scoperta collettiva, dove il lavoro di scavo richiede la cooperazione per trovare la preziosa "luce" della relazione.

Le tappe del percorso: un itinerario didattico interdisciplinare

L'intervento è stato costruito secondo un approccio interdisciplinare, collegando le attività ai contenuti curricolari della classe e sostenendo al contempo gli apprendimenti disciplinari di Elsa. Nelle ore di Lettere si è svolto il nucleo portante dell'intera proposta. A partire da un brainstorming iniziale e dalla lettura semplificata di "Rosso Malpelo" di Verga, il lavoro si è concentrato sulla comprensione del testo e sulla produzione creativa, culminata nella scrittura di un finale alternativo. La piattaforma digitale Genially è stata impiegata per la costruzione dell'escape room "Missione Malpelo", con l'obiettivo di potenziare le competenze digitali e la collaborazione in coppia. Durante le ore di Storia si è riflettuto sulla questione sociale e sullo sfruttamento minorile. Il coinvolgimento di Elsa nella selezione di fotografie d'epoca per una presentazione realizzata con Canva, e nella successiva esposizione della slide che l'aveva maggiormente colpita, era finalizzato a rafforzarne il senso di autoefficacia. È seguita la riproduzione di un laboratorio di scavo a squadre, con minerali e strumenti in scala. Il coinvolgimento della disciplina Arte e immagine è stato fondamentale per poter applicare la metodologia Visual Thinking Strategies (VTS), a partire dall'opera "L'urlo" di Munch, proposta come quadro interattivo su Genially per esplorare il legame tra espressionismo, emozioni e colori. La tecnica laboratoriale del graffito ha inoltre offerto un canale non verbale per l'espressione del vissuto emotivo. Musica e Inglese sono state affrontate in sinergia, per favorire la sincronia ritmica e l'acquisizione lessicale attraverso il brano "Working in the Coal Mine" di Lee Dorsey. La body percussion ha facilitato il senso di appartenenza al gruppo, mentre flashcard interattive (Wordwall) e cartacee hanno incentivato il dialogo e lo scambio tra gli alunni, anche tramite un gioco del mimo sugli elementi rappresentati. Il percorso si è concluso con il coinvolgimento di Scienze Motorie e il gioco "Verso la luce",  una pista/cunicolo da percorrere con tappi personalizzati, attività che ha richiesto precisione, rispetto rigoroso delle regole e dei turni, e l'utilizzo delle flashcard di inglese per evitare le penitenze. La sfida ludica ha trasformato una disciplina solitamente rifiutata da Elsa in un contesto di aggregazione.

Obiettivi raggiunti

L'intervento ha avviato un principio di "scongelamento" relazionale, trasformando Elsa da spettatrice passiva a protagonista attiva di nuove interazioni. Il superamento dei blocchi personali è emerso con chiarezza nella partecipazione all'attività di Scienze Motorie ed è stato confermato dall'evoluzione positiva registrata attraverso il sociogramma di Moreno, in cui l'alunna è riuscita per la prima volta a formulare delle preferenze. Il coinvolgimento nel progetto ha interessato l'intero gruppo classe, culminando in un inaspettato invito al "Ballo delle classi terze": un riconoscimento spontaneo da parte dei compagni, che rappresenta la conferma più autentica di quanto un approccio pedagogico mirato e ben pianificato possa lasciare un segno. Una riflessione del docente Ivan Traina, condivisa durante il percorso di specializzazione, ha accompagnato questa esperienza: "gli alunni non ricordano gli insegnanti per ciò che hanno insegnato loro, ma per il modo in cui lo hanno fatto".

Un orizzonte inclusivo

Il progetto evolve la didattica da una modalità frontale a un modello laboratoriale e partecipativo, scavo tattile, body percussion, game based learning, in cui l'alunna diventa protagonista attiva. La centralità attribuita alla partecipazione, più che all'esecuzione, e l'uso di sfide a piccole squadre, strutturate sulla base degli esiti del sociogramma, riducono l'ansia da prestazione e favoriscono un clima accogliente. La struttura cooperativa, che premia il raggiungimento di obiettivi comuni anziché le performance individuali, genera un clima di sostegno reciproco in cui ogni studente risulta indispensabile. In questa prospettiva, l'assegnazione di ruoli strategici, come quello di "Custode della Lanterna", consente all'alunna di offrire un contributo reale e riconosciuto, valorizzandone le inclinazioni e favorendone l'autonomia. L'integrazione di strumenti facilitatori, testi semplificati, glossario laterale, interfacce multimediali, attività pratiche, garantisce la piena accessibilità del percorso. La metodologia proposta, in definitiva, non si limita a includere la singola alunna, ma arricchisce l'intera classe: la varietà dei linguaggi espressivi adottati consente a ogni studente di scoprire il proprio potenziale, trasformando la diversità in una risorsa per la comunità educativa.

Le tecnologie a supporto del percorso

Le Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione (TIC) hanno svolto un ruolo cruciale nel progetto, configurandosi come autentici facilitatori dell'inclusione. La loro integrazione ha permesso di superare le barriere comunicative e relazionali che caratterizzavano il percorso di Elsa, rendendo l'apprendimento un'esperienza più accessibile, interattiva e coinvolgente. Attraverso piattaforme come Genially sono stati realizzati contenuti digitali interattivi, tra cui escape room didattiche e quadri interattivi, che hanno agito come estensioni dell'esperienza in aula, favorendo l'engagement e il consolidamento degli apprendimenti. L'impiego di risorse multimediali ha inoltre permesso di trasformare concetti astratti in percorsi esperienziali concreti, rispondendo al bisogno di stimoli visivi e ludici dell'alunna. La scelta di strumenti familiari ai giovani utenti ha risposto all'esigenza di creare ponti comunicativi efficaci, garantendo che la tecnologia non rappresentasse un ostacolo, bensì un supporto strategico per la partecipazione attiva e l'autonomia di Elsa all'interno del gruppo classe.

Conclusioni

Il docente si configura come facilitatore primario del percorso di crescita dell'alunno: molto dipende dallo sguardo che su di lui viene posato. Se ritenuto incapace, tale tenderà a restare; se sostenuto con strumenti e supporto adeguati, potrà invece vedere fiorire le proprie competenze, un'eco, in questo, dell'effetto Pigmalione. La chiave del destino risiede talvolta in un semplice riflesso: la luce di chi crede in noi, prima ancora di riuscire a splendere da soli.

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Autrici: Lisa Scappi, laureata in Scienze Infermieristiche e Scienze Motorie Preventive e Adattate, ha orientato la sua attitudine alla cura verso l’ambito scolastico. L'esperienza come madre affidataria di una bambina con disabilità ne ha rappresentato il motore del cambiamento, ridefinendo la sua visione educativa. Ha conseguito la specializzazione per il Sostegno Didattico nella Scuola Secondaria di Primo Grado presso l'Università degli Studi di Verona.
Maria Gisella Privitera, docente di sostegno nella scuola secondaria di primo grado. Funzione strumentale per l'inclusione. Formatrice scuola AID e tutor specializzata in DSA, metodo di studio e didattica inclusiva. Collabora con l'Università di Verona in qualità di tutor di tirocinio indiretto.


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