Pratiche di inclusione

La rubrica riporta alcuni dei buoni esempi di progettazione didattica inclusiva realizzati nell'ambito del Corso di specializzazione sul sostegno dell'Università di Verona. Ogni articolo, oltre a illustrare il progetto realizzato durante il tirocinio, riporta anche un link che rinvia al prodotto multimediale elaborato a supporto del progetto.

  • Scritto da Antonello Prudenza, Bina Madeo
  • Categoria: Pratiche di inclusione
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Quando i supereroi nascono in classe. La classe perduta e.. ritrovata a San Pietroburgo

supereroiE’ possibile unire fantasia e realtà per la realizzazione di un progetto inclusivo? Questa è stata la grande sfida che si è deciso di cogliere lavorando con Riccardo, uno studente dalla creatività straripante e con una grande passione per il disegno e il fumetto, che è diventato il filo che ha permesso di unire il suo mondo interiore popolato da supereroi ai suoi compagni. Una classe composta da soli sette studenti, con evidenti difficoltà relazionali, in particolare nei confronti di Riccardo, il compagno “speciale”, sempre seduto in fondo all’aula, e con il quale la comunicazione è limitata a pochi momenti di confronto. Nel cuore della didattica inclusiva, questo progetto vuole dimostrare che la vera trasformazione avviene quando la fantasia di uno studente diventa la scintilla per l'intera classe. Attraverso un percorso coinvolgente e creativo, è stato infatti possibile non solo migliorare le dinamiche di gruppo, ma anche celebrare le qualità uniche di ogni partecipante. Un progetto che ha saputo tessere un ponte tra il mondo interiore e fantastico di Riccardo e la realtà della classe, offrendo una lezione preziosa su come l'apprendimento possa fiorire attraverso la connessione e la valorizzazione delle diversità.

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  • Scritto da Elisa Mastromatteo, Elisa Garieri
  • Categoria: Pratiche di inclusione
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Coltivare relazioni attraverso il linguaggio dell’arte

stop motionIl progetto "A passo uno" rappresenta un'esperienza formativa innovativa che integra linguaggi espressivi, tecnologie digitali e metodologie collaborative per promuovere l'inclusione scolastica e la valorizzazione delle diversità. Una classe terza di un Istituto di scuola secondaria a indirizzo Servizi per la Sanità e l'Assistenza Sociale (SAS) è stata protagonista di un laboratorio multidisciplinare finalizzato alla progettazione e realizzazione di contenuti audiovisivi in stop motion destinati ai bambini della scuola dell'infanzia. Una sfida educativa, ma anche una straordinaria occasione di crescita umana.

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  • Scritto da Fabio Fraccaroli, Bina Madeo
  • Categoria: Pratiche di inclusione
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"Interstellar Overdrive". Una scatola di ricordi proveniente del futuro

futuroCome si trasforma una classe in un'astronave? Partendo da Ziggy Stardust e arrivando ai cyborg, questo progetto racconta l'avventura di un gruppo di adolescenti che, attraverso robot, alieni e mutanti della fantascienza, scopre che la diversità non è un limite ma una risorsa. In un contesto di classe eterogenea, gli studenti costruiscono una capsula del tempo fantascientifica, trasformando l'abitudine dell'integrazione in scelta consapevole dell'inclusione. Un viaggio interstellar che dimostra come la metafora sci-fi (science-fiction) possa rivelare verità profonde sull'umanità, rendendo ogni studente protagonista di una missione verso nuovi orizzonti educativi inclusivi.

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  • Scritto da Lucia Squillante, Bina Madeo, Teresa Veltri
  • Categoria: Pratiche di inclusione
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Filosofare per stare bene insieme: ecco perché «Platone è meglio del Prozac»

fil_okE se la filosofia, da insieme di rigide e già acquisite conoscenze teoretiche, diventasse un’attività creativa in grado di educare ad un abitare più consapevole e responsabile del mondo, contribuendo a renderlo un posto migliore? Se, da puro “amore per il sapere”, si facesse prassi capace di dare un senso all’esistenza scacciando i problemi meglio di un potente antidepressivo? I ragazzi di una classe quinta di un Liceo Artistico, unendo la forza del dialogo alla passione per l’arte, ci hanno provato: a partire da “Tre domande per pensare”, cioè da una ricerca dalla triplice radice, hanno vissuto “Un’esperienza di filosofia pratica” mentre risolvevano insieme alcune situazioni scomode per essere felici, aprendo la porta anche alle sperimentazioni dei più piccoli. 

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