- Scritto da Maria Romina Mauro
- Categoria: Pratiche di inclusione
- Visite: 1533
City@rt. Un viaggio alla scoperta di noi e dell’altro
L'evoluzione del concetto di inclusione scolastica ha profondamente ridefinito i paradigmi educativi contemporanei, superando l'approccio tradizionale dell'integrazione per abbracciare una visione sistemica e partecipativa. La trasformazione della scuola in senso inclusivo richiede un cambio di prospettiva che coinvolge l'intera comunità educante. L'efficacia dei processi inclusivi dipende dalla capacità dell'istituzione scolastica di operare una redistribuzione delle responsabilità educative, superando la tradizionale delega al docente specializzato per il sostegno. Tutto questo esige lo sviluppo di competenze professionali specifiche, l'acquisizione di una maggiore consapevolezza pedagogica e l'implementazione di strategie progettuali condivise.
I disturbi del comportamento alimentare (DCA) rappresentano una condizione importante che può avere un impatto significativo sulla vita di chi ne soffre. Quelli più conosciuti sono l’anoressia nervosa, la bulimia nervosa e il disturbo da binge eating. Tali disturbi possono alterare la percezione del proprio corpo e costituire una barriera per la strutturazione di relazioni, soprattutto in età adolescenziale, e avere conseguenze comportamentali e sulle abilità cognitive. Negli ultimi anni, l’età media di chi ne soffre è scesa sempre di più, con un esordio sempre più precoce e un aumento di casi soprattutto a seguito della pandemia da COVID-19. In questo panorama, la scuola deve quindi essere un punto di riferimento stabile per garantire il benessere psicofisico degli studenti con disturbi del comportamento alimentare e per rispondere in modo adeguato ai loro bisogni educativi e relazionali.
In un momento storico in cui la violenza di genere è sempre più al centro dell’attenzione mediatica e coinvolge in modo diretto i giovani e la scuola, il progetto "Inascoltate" si propone di sensibilizzare gli studenti su una consapevolezza fondamentale: la violenza non si manifesta esclusivamente attraverso l'aggressione fisica, ma affonda le sue radici nelle forme di prevaricazione verbale e psicologica che spesso precedono e accompagnano gli atti più estremi.
Il presente contributo analizza un'esperienza di tirocinio presso un Liceo delle Scienze Umane, focalizzandosi sull'implementazione di pratiche didattiche inclusive attraverso un approccio di ricerca-azione. L'intervento ha coinvolto una classe seconda con particolare attenzione all'inclusione di una studentessa con sindrome di Down, rappresentando un'opportunità per sperimentare metodologie innovative nell'ambito della differenziazione didattica.