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La teoria del campo di K. Levin a scuola: spunti educativi e didattici

lewinLa "teoria del campo" di Kurt Lewin ha le sue origini nella corrente psicologica della Gestalt, nata in Germania agli inizi del XX secolo. Il termine gestalt (che significa forma, schema, rappresentazione) inquadra ogni fenomeno in uno schema globale di forze dinamiche tra loro interdipendenti. Questa corrente psicologica venne estesa e studiata in diversi campi, dai processi di pensiero alla memoria e all’ apprendimento, dalla psicologia sociale alle dinamiche della personalità. In questo articolo si mettono a fuoco le applicazioni in ambito scolastico della teoria del campo, dopo averne brevemente riassunto gli elementi essenziali.

Levin definisce il campo come territorio topologico costituito da:

  1. uno spazio di vita, costituito da bisogni, aspettative e dalla rappresentazione soggettiva che la persona ha dell’ambiente;
  2. fatti sociali e ambientali;
  3. una zona di frontiera, rappresentata da quella linea di confine tra oggettività e soggettività dove lo spazio di vita e il mondo esterno si incontrano.

Nel corso della vita la struttura del campo psicologico si trasforma perché i processi cognitivi diventano più complessi. In particolare lo “spazio di vita” nel bambino risulta meno circoscritto e più libero mentre nell’adulto, che ha relazioni sociali più ampie (scuola, lavoro, territorio) lo spazio psicologico personale ha confini più definiti e circoscritti.

Secondo Lewin il bisogno tende ad organizzare il campo cioè l’ambiente in cui l’individuo si muove per raggiungere i propri obiettivi. Il sistema dinamico costituito da persona e ambiente viene definito dalla relazione (1)C=f(P,A). Le variabili che influenzano la funzione sono tre: il bisogno, la tensione e la forza. Il bisogno rappresenta il motivo che crea le tensioni e la motivazione. Ogni volta che c’è un bisogno (fisiologico o psicologico) si crea uno stato interno di tensione. La tensione costituisce la differenza tra bisogno e stato della persona, essa viene influenzata dal sistema di valori, dal nostro atteggiamento rispetto alla vita o da predisposizioni naturali. La terza variabile è la forza che viene generata come comportamento risultante delle diverse forze psicologiche (positive o negative) presenti nello spazio vitale della persona. Il comportamento dipende dalla persona e dal contesto ambientale in quel preciso momento (1). Questo spiega come ogni individuo agisca in un proprio campo di azione e da esso ne sia fortemente influenzato.

La teoria del campo di Lewin è la trasposizione in psicologia del secondo principio della termodinamica di Maxwell, che prende in considerazione le forze che agiscono in un determinato contesto. In particolare il principio suddetto spiega come l’entropia di un sistema chiuso non può diminuire, il calore si trasferisce sempre dal corpo più caldo a quello più freddo e non viceversa e questo accade fin quando l’equilibrio termico non viene raggiunto.

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