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Le competenze chiave europee per l’apprendimento permanente

competenze chiave europeeA distanza di dodici anni dalle precedenti Raccomandazioni relative alle competenze chiave, il 22 Maggio 2018 il Consiglio dell’Unione Europea ha approvato le nuove Raccomandazioni relative alle competenze chiave per l’apprendimento permanente, che hanno la funzione di stimolare gli Stati Membri a realizzare politiche nazionali di istruzione e formazione che siano più adeguate ai contesti sociali, economici e culturali contemporanei.

La definizione di nuove Raccomandazioni trae origine da tre necessità. In primo luogo, i contesti sociali europei sono testimoni attualmente di grandi cambiamenti, relativi all’economia, al mercato del lavoro e alla composizione demografica della popolazione, che secondo il Consiglio dell’Unione Europea nel corso dei prossimi anni porteranno a nuove opportunità lavorative e stili di vita attualmente impensabili. Ed è proprio in virtù di queste modificazioni, attualmente non codificabili, che i cittadini europei devono dotarsi di competenze che li predispongano a vivere, lavorare e interagire in contesti socio - economico - culturali nuovi, sviluppando la resilienza, la capacità di adattamento, la creatività e l’abilità di risolvere qualsiasi problema si presenti. In secondo luogo, le Raccomandazioni nascono sulla base dei dati forniti dalle indagini PISA dell’OCSE sugli apprendimenti degli studenti dell’Unione Europea nel periodo che va dal 2012 al 2015. Secondo queste rilevazioni, uno studente su cinque presenta lacune nell’ambito della lettura, della matematica e delle scienze. In terza istanza, le Raccomandazioni tengono conto delle ricerche effettuate nel 2012 sulle competenze degli adulti. In pratica, nei diversi Paesi che compongono l’Unione Europea una percentuale di adulti che va dal 5% al 27% ha un basso livello di alfabetizzazione e una percentuale che oscilla fra l’8% e il 31% ha delle lacune matematiche. Inoltre, oltre la metà della popolazione adulta ha una scarsa cultura digitale. Le Raccomandazioni tengono conto delle modalità e tecnologie di formazione, che in questi ultimi dodici anni sono cambiate. Per esempio, attualmente l’apprendimento informale e l’apprendimento a distanza hanno un peso maggiore rispetto all’apprendimento formale e in presenza.

Le otto competenze chiave

Le competenze chiave sono declinate come un insieme di conoscenze, abilità e atteggiamenti. «La conoscenza si compone di fatti e cifre, concetti, idee e teorie che sono già stabiliti e che forniscono le basi per comprendere un certo settore o argomento» [1]. «Per abilità si intende sapere ed essere capaci di eseguire processi ed applicare le conoscenze esistenti al fine di ottenere risultati» [1]. «Gli atteggiamenti descrivono la disposizione e la mentalità per agire o reagire a idee, persone o situazioni» [1]. Le finalità a cui le competenze devono condurre sono «la realizzazione e lo sviluppo personale, l’occupabilità, l’inclusione sociale, uno stile di vita sostenibile, una vita fruttuosa in società pacifiche, una gestione della vita attenta alla salute e alla cittadinanza attiva» [1]. Le Raccomandazioni delineano otto competenze chiave, che di seguito si descrivono brevemente.

La competenza alfabetica funzionale è «la capacità di individuare, comprendere, esprimere, creare e interpretare concetti sentimenti, fatti e opinioni, in forma  sia orale sia scritta [...]. Essa implica l’abilità di comunicare e relazionarsi efficacemente» [2]. Come si è detto, ogni competenza è fatta di conoscenze, abilità e atteggiamenti. In questo caso, la conoscenza è rappresentata dalla padronanza della lettura, della scrittura, del lessico e delle regole funzionali della grammatica e del linguaggio. Ciò produce il possesso dell’abilità comunicazionale in funzione contestuale, che si traduce in un atteggiamento di apertura positiva al dialogo con l’alterità.

La competenza multilinguistica «definisce la capacità di utilizzare diverse lingue in modo appropriato ed efficace allo scopo di comunicare» [3]. Come conoscenza connessa a tale competenza, l’individuo deve avere la padronanza del lessico e delle regole funzionali che caratterizzano tali lingue. Relativamente alle abilità, è necessario che il soggetto si appropri di tutti quegli elementi linguistici, che consentono di utilizzare le lingue apprese nei vari contesti che si presentano nel corso del ciclo di vita. L’atteggiamento che tale competenza deve far scaturire è «l’apprezzamento della diversità culturale» [4].

La competenza matematica e competenza in scienze, tecnologia e ingegneria. «La competenza matematica è la capacità di sviluppare e applicare il pensiero e la comprensione matematici per risolvere una serie di problemi in situazioni quotidiane» [4]. «La competenza in scienze si riferisce alla capacità di spiegare il mondo che ci circonda [...]. Le competenze in tecnologia e ingegneria sono applicazioni di tali conoscenze per dare risposta [...] ai bisogni avvertiti dagli esseri umani [...]. Implica (inoltre) la comprensione dei cambiamenti determinati dall’attività umana» [4]. Riguardo alle conoscenze riferibili all’ambito matematico, l’individuo deve sapere i numeri, le misure, le operazioni fondamentali e i concetti matematici. In rapporto alle abilità, egli deve essere in grado di applicare tali costrutti alla quotidianità domestica e lavorativa, utilizzando ragionamenti matematici da applicare anche in ambito digitale. L’atteggiamento che la competenza matematica deve generare è il rispetto per la verità epistemica. Per quanto riguarda la competenza in scienze, tecnologia e ingegneria, le conoscenze devono vertere sui fondamenti, intesi come paradigmi epistemologici, delle scienze, della tecnologia e dell’ingegneria, che consentono di capire sempre meglio il rapporto fra uomo e natura per promuovere lo sviluppo sostenibile. L’abilità connessa a tale competenza è quella di saper usare il metodo scientifico nell’investigazione della realtà e di saper utiliz-zare gli strumenti e i macchinari tecnologici. L’atteggiamento è quello di una maggiore attenzione verso la sicurezza e la sostenibilità ambientale.

La competenza digitale è quella capacità che consente di utilizzare le tecnologie digitali in differenti contesti (domestico, lavorativo ecc.). Come conoscenze, la competenza digitale comprende l’alfabetizzazione informatica, l’alfabetizzazione mediatica, la creazione di contenuti digitali con i relativi principi che governano tali processi. Le abilità sono legate al sapiente uso dei contenuti digitali, attraverso lo sviluppo di un pensiero critico. L’atteggiamento è rappresentato dall’apertura critica e riflessiva verso le tecnologie e i contenuti digitali.

La competenza personale, sociale e la capacità di imparare ad imparare «consiste nella capacità di riflettere su se stessi, di gestire efficacemente il tempo e le informazioni, di lavorare con gli altri [...], di mantenersi resilienti e di gestire il proprio apprendimento e la propria carriera. Comprende la capacità di far fronte all’incertezza e alla complessità, di imparare ad imparare, di favorire il proprio benessere fisico ed emotivo, di mantenere la salute fisica e mentale, nonché di essere in grado di condurre una vita attenta alla salute e orientata al futuro, di empatizzare e di gestire il conflitto in un contesto favorevole e inclusivo» [5]. Le conoscenze devono comprendere la padronanza della grammatica sociale, delle norme che regolano il buon funzionamento psicofisico, degli stili di vita salutari e della propria modalità di apprendimento. Come abilità devono essere implementate le abilità individuali, le capacità di governare la complessità, di problem solving, di organizzazione del proprio apprendimento, di gestione dello stress e dell’incertezza. Relativamente agli atteggiamenti, la competenza deve condurre ad «un atteggiamento positivo verso il proprio benessere personale, sociale e fisico e verso l’apprendimento per tutta la vita» [6].

La competenza in materia di cittadinanza è quella che consente di esercitare un ruolo attivo nel contesto sociale, politico e culturale in cui si vive. Le conoscenze riguardano le norme che governano il vivere comunitario nei suoi aspetti sociali, culturali ed economici, a livello locale, nazionale ed europeo. Come abilità, questa competenza deve far sviluppare la cultura dell’impegno, intesa come abilità di prendere parte attivamente al proprio sviluppo e a quello della propria comunità. L’atteggiamento da promuovere è la responsabilità costruttiva.

La competenza imprenditoriale si riferisce alla capacità di trovare idee nuove e opportunità nel proprio contesto di vita, ricorrendo alla creatività e allo spirito di iniziativa. Come conoscenze, la competenza deve portare ad una padronanza delle procedure di progettazione. Relativamente alle abilità, alla competenza sono connesse le abilità basate sulla creatività, sull’immaginazione e sulla risoluzione dei problemi. L’atteggiamento da sviluppare è quello imprenditoriale «caratterizzato da spirito d’iniziativa [...], lungimiranza [...], raggiungimento degli obiettivi» [7].

La competenza in materia di consapevolezza ed espressioni culturali «implica la comprensione e il rispetto di come le idee e i significati vengono espressi creativamente e comunicati in diverse culture e tramite una serie di arti e forme culturali. Presuppone l’impegno di capire, sviluppare ed esprimere le proprie idee» [7]. Le conoscenze relative a tale area comprendono la padronanza delle differenti forme culturali che caratterizzano i diversi contesti umani. Le abilità includono le capacità di capire e interpretare le diverse culture in tutte le espressioni. L’atteggiamento a cui tale competenza deve condurre è quello dell’apertura verso tutte le espressioni culturali.

Conclusioni

Le istituzioni scolastiche e formative che operano nei contesti nazionali europei sono chiamate ad improntare la loro azione allo sviluppo delle competenze chiave individuate dalle Raccomandazioni del Consiglio dell’Unione Europea. Si tratta di un orizzonte necessario per la formazione di individui in grado di vivere e governare gli scenari sociali, economici e culturali futuri, attualmente indefinibili.

Il Decreto Ministeriale n. 742/2017 ha investito la scuola italiana della responsabilità di certificare le competenze degli alunni al termine della scuola primaria ed a conclusione del primo ciclo di istruzione. Vista la tempistica, la certificazione richiesta è riferita alle competenze europee del 2006, che non sono completamente sovrapponibili a quelle attualmente in vigore. E' importante quindi che anche la normativa del nostro Paese di allinei con il modello raccomandato dall'Unione Europea.


cuolaNOTE BIBLIOGRAFICHE

  1. Consiglio dell’Unione Europea. Fascicolo interistituzionale 2018/0008. Allegato dell’Allegato – Competenze chiave per l’apprendimento permanente, Bruxelles, 22 – 23 Maggio 2018, pag. 14.
  2. Ibidem, pag. 15.
  3. Ibidem, pag. 17.
  4. Ibidem, pag. 18.
  5. Ibidem, pag. 21.
  6. Ibidem, pag. 22.
  7. Ibidem, pag. 24.

 copyright © Educare.it - Anno XX, N. 2, Febbraio 2020
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