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Insegnare con stile pedagogico per generare modalità di apprendimento reattive

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TeacherNella letteratura pedagogica più recente si coglie un’attenzione particolare sulla conflittualità della relazione tra docenti ed alunni che contribuisce a pregiudicare l’apprendimento. In certe situazioni è distruttiva al punto da alimentare la dispersione scolastica e l’abbandono precoce degli studi. Rigenerare le modalità di insegnamento attraverso nuovi stili educativi e didattici è un’azione necessaria per una scuola che intende essere inclusiva e “terapeutica” nei confronti degli alunni più fragili. L’articolo contribuisce alla riflessione su questi temi, individuando nella capacità di trasformare gli spazi della formazione in continui momenti di ricerca e di scoperta, caratterizzati da legami “caldi”, gli elementi per una scuola all’altezza delle sfide dei tempi.

 

Introduzione

L’efficacia della formazione scolastica trova il suo fondamento nell’interazione positiva di tutti gli interpreti del processo di insegnamento/apprendimento, formali e informali. In altre parole, sono necessarie alleanze educative di elevata qualità tra i docenti, gli alunni, le famiglie ed altri interlocutori che direttamente o indirettamente influenzano il processo di apprendimento. Gli sforzi di tutti questi soggetti si dovrebbero concentrare per far evolvere un modello formativo fondato sulla didattica frontale verso una scuola innovativa in cui trovano virtuosa connessione le problematiche della società della conoscenza, i saperi curricolari e le tematiche importanti per la vita.

L’Agenda 2030 dell’ONU, dedicata allo sviluppo sostenibile, rivolge l’obiettivo 4 a un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, per la quale sono necessarie metodologie didattiche innovative e una migliore qualità della professionalità docente. L'insegnante capace deve saper attivare modalità di insegnamento in cui sono presenti azioni di cura della formazione, di accoglienza, di inclusione scolastica, anche attraverso una didattica stimolante e partecipativa (Miur, 2018). Una relazione di cura particolarmente significativa e inclusiva permette, infatti, di contrastare la dispersione scolastica e l’abbandono precoce degli studi che producono un cultural gap (Calaprice S., 2014, p.114) che ha effetti devastanti per il sistema economico e sociale italiano.

Questo contributo, basandosi su una metodologia di analisi idiografica ed ermeneutica dei fattori che influenzano il legame tra docenti e studenti, ampiamente descritti dalla letteratura pedagogica attuale, suggerisce alcune proposte per realizzare una scuola maggiormente fondata su forme di collaborazione tra docenti e studenti, che comprendono una progettazione formativa negoziata e una valutazione degli apprendimenti basata su criteri condivisi.

Comprendere le difficoltà: il lavoro ermeneutico del docente

La dispersione scolastica presuppone “l’interruzione di una relazione e dunque di un patto formativo tra scuola e soggetti in formazione (Calaprice S., 2012, p.114). Il fallimento può avvenire per un disagio o una serie di difficoltà divenute, per lo studente, insostenibili da sopportare, ma anche per l’incapacità da parte del sistema scolastico di saper offrire una formazione in grado di garantire un supporto efficace al disagio, rivitalizzando una congruità sociale (Clarizia L., 2013, p.111) e culturale compromessa. L’abbandono precoce degli studi, come effetto della dispersione scolastica, è da ricondurre, perciò, ad un insieme di fattori che riguardano i diversi attori del patto formativo.

L’abbandono avviene per decisione dell’alunno, dopo un momento più o meno lungo di disagio e sofferenza: l’uscita dal sistema formativo rappresenta la via più semplice e meno dolorosa rispetto ad una situazione di evidente criticità psicologica. A tale situazione di criticità personale può concorrere il processo di valutazione scolastica, a causa di una cattiva gestione da parte degli insegnanti e/o per una incapacità dell’alunno a comprendere il significato formativo della valutazione.


L'articolo completo in italiano è disponibile in allegato per gli abbonati. 

Autore: Giuseppe Liverano, dottore di ricerca in Progettazione e valutazione dei processi formativi, organizzativi e sociali.

copyright © Educare.it - Anno XX, N. 12, Dicembre 2020
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