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La marginalità sociale nel contesto classe

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classeGli alunni che occupano una posizione periferica nelle dinamiche del gruppo classe sono privati di una contestualità in cui esercitare ed affinare le loro abilità sociali. Tali alunni frequentemente presentano problematiche comportamentali, legate ad una scarsa conoscenza della grammatica sociale, per cui non possiedono un repertorio comportamentale relazionale e sovente sono oggetto di bullismo, soprattutto di quello indiretto che si manifesta con l’esclusione sociale. Bambini e ragazzi "periferici" sono spesso impopolaried hanno uno scarso impatto sociale sul gruppo dei coetanei. La marginalità sociale non aiuta questi minori a sviluppare il senso di appartenenza alla classe, ovvero l’identità sociale gruppale, per cui nel contesto della classe si percepiscono e sono percepiti dagli altri come un’individualità piuttosto che come membri di un aggregato sociale, qual è il gruppo scolastico.

Le ragioni alla base della marginalità sociale sono molteplici. Esse possono essere di ordine biologico, come i tratti temperamentali che questi alunni manifestano, oppure legate alle caratteristiche del gruppo dei coetanei, come possono essere i gruppi estremamente conflittuali, o, ancora, imputabili a fattori familiari, quale un ambiente iperprotettivo o inconcludente dal punto di vista educativo.

Riguardo ai docenti, coloro che gestiscono le classi dove si trovano bambini marginali sociali sono spesso più interessati a portare avanti i programmi scolastici e gli apprendimenti degli alunni piuttosto che a lavorare sulle dinamiche di gruppo, che potrebbero in qualche modo, laddove ben indirizzate, permettere una maggiore inclusione nell’ambito del gruppo dei pari. Inoltre, gli atteggiamenti che gli insegnanti hanno nei confronti di questi bambini sono molto importanti, in quanto attraverso l’apprendimento sociale sono assimilati e imitati dagli altri alunni che formano il gruppo classe. Diverse ricerche hanno dimostrato che anche gli insegnanti hanno meno interazioni sociali con i bambini che occupano posizioni marginali. Infatti, questi alunni intervengono meno nelle attività sociali della classe, per cui non attirano l’attenzione dell’insegnante. In aggiunta, i docenti riferiscono, in ricerche svolte sui vissuti emotivi che caratterizzano le loro interazioni con i marginali sociali della propria classe, di ricevere da tali scambi sociali emozioni negative e spesso sono oggetto della conflittualità di questi alunni. Ancora, l’insegnante il più delle volte si trova completamente solo a dover affrontare questo tipo di problematiche non avendo una guida o un supporto da parte di qualche esperto, che possa indirizzarlo nella gestione delle dinamiche di gruppo. A questo proposito, per esempio, sono pochi i percorsi accademici destinati all’insegnamento che prevedono un insegnamento di psicologia sociale.

Una recente ricerca olandese ha voluto indagare le interazioni sociali che avvengono fra gli insegnanti e gli alunni marginali nel contesto scolastico. La ricerca ha dimostrato, ad esempio, che gli insegnanti nel corso della giornata scolastica interagiscono meno con gli alunni che nel gruppo classe occupano una posizione periferica e sono considerati impopolari dal gruppo dei coetanei. Sovente questi soggetti si rendono responsabili di comportamenti aggressivi e questo elicita sia nel gruppo dei coetanei che negli insegnanti un vissuto di repulsione.

Per di più, in molte situazioni, come differenti ricerche tedesche hanno dimostrato, si è notato che l’insegnante può fare molto poco per agire sul clima sociale della classe, laddove c’è un frequente turnover di docenti (cosa abbastanza frequente). Difatti, nelle classi dove l’insegnante prevalente cambia ogni anno la sua azione sul miglioramento delle dinamiche di gruppo della classe è quasi nulla. Tutte le ricerche fin qui svolte dimostrano che nel momento in cui l’insegnante ha delle interazioni positive con tutti gli alunni della propria classe diminuiscono le situazioni di marginalità sociale e sempre meno sono elicitati dei sentimenti di repulsione fra i soggetti che compongono il gruppo classe. In più, delle buone condotte relazionali da parte dei docenti incidono positivamente sul livello di amicizia che si instaura nel gruppo classe fra gli alunni.

In conclusione, in ogni classe esistono degli alunni che occupano una posizione sociale marginale. Questa situazione può essere determinata da differenti variabili, quali fattori biologici imputabili al singolo soggetto, elementi rapportabili a caratteristiche sociali endemiche al gruppo - classe, motivi riferiti al contesto familiare di provenienza, cause ricondotte ad atteggiamenti degli insegnanti. I docenti possono agire nel loro contesto - classe con comportamenti sociali positivamente orientati per migliorare le dinamiche di gruppo che si instaurano fra i coetanei con la finalità di superare le condizioni di marginalità.


Riferimenti bibliografici

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 copyright © Educare.it - Anno XX, N. 12, Dicembre 2020
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