La bella stagione è un tempo propizio per esporsi alla bellezza della natura: vi troveremo prezioso (e gratuito) nutrimento per lo spirito.
Dedichiamo i prossimi giorni a cercare quei tratti di bellezza che di solito sfuggono all'osservazione superficiale: non solo e non tanto bellezza esteriore dunque, ma fascino, vezzosità, delicatezza, ingenuità e tutte quelle altre caratteristiche che possono aiutarci ad apprezzare e rispettare meglio gli altri.
La speranza non è la convinzione che qualcosa andrà a buon fine, ma la certezza che quel qualcosa abbia un senso, indipendentemente da come andrà a finire. Questa bella massima di Vaclav Havel offre grandi spunti di riflessione a tutti ma in particolare agli educatori dei "bambini difficili".
Prova a mettere a fuoco quali fattori ti spingono verso l'eccellenza e quali ti trattengono invece nella mediocrità. In questo, è importante avere consapevolezza di coloro che hanno un'immagine distorta di noi stessi, nutrendo poche aspettative. Ciascuno ha bisogno di persone che desiderino il meglio per noi, con un po' di indulgenza per le nostre debolezze.
Esercitiamo l'esprit de finesse, così prezioso in educazione: ascoltiamo il nostro intuito, nelle situazioni dubbiose interroghiamolo, raccogliamo con attenzione i suoi segnali, sperimentiamo in modo coscienzioso i suoi suggerimenti.
Prova a meditare su questa massima del filosofo M. Buber: "ogni viaggio ha una destinazione segreta che il viaggiatore ignora".
L'impegno per i prossimi giorni ci viene formulato dal naturalista belga Charles Dubois: "l'importante - scrisse - è essere capaci in qualsiasi momento di sacrificare quello che siamo per quello che potremmo diventare".
Sembra essere tornata di moda una vecchia lezione della filosofia: la realtà può cambiare a seconda delle nostre percezioni. Nei prossimi giorni proviamo a scovare due convinzioni che frenano il nostro sviluppo personale o quello di coloro che ci circondano.
In educazione occorre rischiare. Certo, i rischi vanno calcolati, ma un eccesso di protezione impedisce a noi stessi ed ai nostri cari di crescere. Il pedagogista P. Bertolini spiegava, poi, che c'è sempre il "rischio che sì", cioè la possibilità di un effetto positivo accanto a quella di un effetto negativo. Ecco dunque un impegno per i prossimi giorni...
Chi sogna di giorno di giorno, sa molte cose che sfuggono a chi sogna solo di notte, scriveva Edgar Allan Poe. Ecco l'impegno dei prossimi giorni: avere consapevolezza dei nostri sogni, senza i quali non c'è crescita personale né educazione.
In questo momento ci sono nel Sud del mondo milioni di persone affamate dall'aumento del costo dei generi di prima necessità, riso e grano in primis. Nei prossimi giorni, potremmo impegnarci a parlar di questo ai nostri bambini, impegnandoci insieme in qualche gesto di solidarietà, accompagnato da uno stile di vita più improntato alla sobrietà.
In questa settimana proviamo a praticare la "pulizia del cervello": meno informazione, soprattutto televisiva, anche quando sembra giustificata, più meditazione, per liberare la mente dai pensieri e dalle ossessioni. Lo sappiamo, è un esercizio difficile ma forse, proprio per questo, estremamente necessario per la nostra vita.
Nei prossimi giorni dedichiamo attenzione ai tratti distintivi delle persone che ci circondano. Cercare di scorgere negli gli aspetti particolari, geniali o curiosi, ciò che li rende "unici" farà del bene alle nostre relazioni educative e sociali.
Il mistico tedesco Meister Eckart (1260-1328) scrisse che "solo la mano che cancella può scrivere la verità". Applicato all'educazione, questo aforisma richiama all'umiltà necessaria per ammettere i propri ed altrui errori, unica via per imparare a fare meglio.
Per i prossimi giorni, un insegnamento da rivolgere ai nostri figli o alunni, oltre che a noi stessi: se tieni nascoste le tue idee più brillanti per paura che te le rubino, gli altri ti nasconderanno le loro.
Nei prossimi giorni, proviamo a fare l'inventario delle nostre caratteristiche migliori e di quelle peggiori, unitamente a tutto ciò che ci è caro, che consideriamo bello e che funziona. E' un buon punto di partenza per riprogettarsi.
"Non so perché siamo qui", scrisse il filosofo Ludwig Wittgenstein, "ma sono abbastanza sicuro che non è per divertirci". Non si tratta di negare la gioia ed il piacere di vivere, ma di richiamarci a due fondamentali (secondo noi) impegni: realizzare il nostro genio e migliorare il mondo che ci ospita.
Prestiamo attenzione a qualsiasi idea che non ci lascia in pace. Potrebbe essere foriera di novità e cambiamento.
Proviamo a far spazio alla dimensione irrazionale che alberga in ciascuno di noi.
Curiosità, stravaganza, idee "pericolose", nuovi ritmi di vita, relazioni al di fuori degli schemi, passatempi semplici ed improduttivi, attenzione alla bellezza, riscoperta dei piaceri profondi, maggiore tolleranza verso le imperfezioni nostre e di chi ci sta accanto ... sono le vie da esplorare.
Diceva il cardinale Newman: "Non si concluderebbe mai nulla se, prima di fare qualcosa, gli uomini aspettassero di saperla fare perfettamente". Proviamo dunque a coltivare atteggiamenti di sana indulgenza verso se stessi e nei confronti degli altri, soprattutto se minori, in modo da attivare quelle risorse personali che sono bloccate da sentimenti di inadeguatezza o dal timore di sfigurare.
Il linguaggio che usiamo ha il grande potere di condizionare le nostre esperienze. Le parole che scegliamo per descrivere i nostri sentimenti, per raccontarci la nostra vita, per incoraggiare o criticare gli altri possono spostare la bilancia verso la gioia o la negatività. In educazione tutto questo può avere effetti molto forti. Nei prossimi giorni, dunque, proveremo ad osservare il nostro linguaggio ed a impegnarci a migliorarlo se necessario.
Se dovessi occuparti di un piccolo clone di te stesso, quale sarebbe la tua strategia educativa? Quali cose sarebbero assolutamente raccomandate e quali da evitare?
L'impegno dei prossimi giorni riguarda il coraggio, come lo descrive il poeta Jack Gilbert: il coraggio non è l'anormalità, non è un comportamento eccezionale. ... E' una cosa stabile e definita. E' il matrimonio, non la passione di un mese. E' la bellezza di molti giorni. La normale eccellenza di un lungo progetto...
Ci suggerisce la filosofa Anna Arendt: "la mera esistenza, vale a dire tutto ciò che ci è misteriosamente dato con la nascita e che include la forma del nostro corpo e le doti della nostra mente, può essere adeguatamente affrontata soltanto con gli imprevedibili rischi dell'amicizia e della simpatia, o con la grande incalcolabile grazia dell'amore".
"Il talento centra bersagli che nessun altro riesce a cogliere", diceva il filosofo tedesco Arthur Schopenhauer. "Il genio centra bersagli che nessuno riesce a vedere". Però sia il talento sia il genio hanno bisogno di essere colti e coltivati: questa è una responsabilità tutta educativa. Il nostro impegno per i prossimi giorni è di avere un'attenzione percettiva capace di cogliere lo straordinario, di superare la consuetudine e di contrastare il conformismo dilagante.
Quando l'unico strumento che hai a disposizione è un martello - diceva Abraham Maslow - tendi a trattare tutto come se fosse un chiodo. Nei prossimi giorni proviamo a controllare la nostra "cassetta degli attrezzi".
Non c'è vento favorevole se non so dove andare, scriveva Seneca. Un'ottima metafora per la nostra vita ma anche per l'educazione, che diviene tale sono quando ha uno scopo, un fine o, quanto meno, un orizzonte.
L'arte ci serve per non morire di realtà, diceva F. Nietzsche. In questi tempi così abbruttiti da tante cose, proviamo a recuperare elementi di bellezza, anche estetica, nella nostra vita e nelle relazioni con gli altri.
Di questi tempi, nei quali sembra prevalere la litigiosità ed il degrado delle relazioni reciproche, impegniamoci a compiere atti di “casuale gentilezza” e piccoli gesti di “insensata bellezza” (le espressioni sono della scrittrice Anne Herbert).
Sarà l'ipermediaticità, sarà il bisogno di identificazione, ma succede sempre più spesso di essere travolti dalla legge (implicita) della mediocrità. Eppure, in chiave educativa, le nostre esistenze hanno bisogno di nutrirsi dell'originalità per trovare i propri segni distintivi. In questa settimana proviamo dunque a non lasciarci catturare da nulla che sia mediocre, banale e ordinario.
Secondo i biografi di George Simenon, a chi gli chiese come mai avesse rinunciato alla sua bella tenuta in campagna per trasferirsi in una modesta casetta di città, egli rispose che più passavano gli anni e più si rendeva conto che le cose importanti erano poche: il superfluo ti distoglie dall'essenziale. Nei prossimi giorni proviamo ad approfondire nella nostra vita questo principio.
La fatica dell'educazione si situa nella ricerca di un (sempre precario) equilibrio tra utopia e disincanto. In questa settimana prova a verificare quanto sono presenti queste due dimensioni nella tua vita di educatore, di genitore o di insegnante: l'assenza della prima può fare di te una persona priva di entusiasmo e di desiderio; se invece ti mancasse il disincanto, stai correndo il rischio di essere incline ad un sentimento di onnipotenza, che ti rende incapace di comprendere i limiti e le difficoltà delle persone che ti sono affidate.
E' più difficile essere genitori o figli? Probabilmente una domanda impropria, ma che ci aiuta a mettere a fuoco l'impegno della settimana: proviamo, tutte le volte che ci è possibile, ad assumere il punto di vista dell'altro, dei nostri figli e delle persone che ci stanno accanto. Parafrasando un libro di don Oreste Benzi, scopriremo che come i figli devono onorare il padre e la madre, anche i genitori devono onorare il figlio e la figlia.
L'educazione, prima che una scienza, è un'arte: proprio quando si rischia di educare solo con la testa, si incontrano le difficoltà maggiori. Nei prossimi giorni il nostro impegno sarà dunque quello di eliminare qualche convinzione o le "ricette" dei sapienti, per lasciar spazio al cuore ed alle sue intuizioni.
Se ti fosse data occasione, per un solo giorno, di salire in cattedra ed insegnare a dei bambini, cosa vorresti dire? Con questo esercizio, nei prossimi giorni, mettiamo a fuoco l'essenza di ciò che ci sta a cuore come educatori.
Nel suo ultimo libro, l'Abbé Pierre propone la distinzione tra felicità e contentezza. La prima è irraggiungibile e pertanto è inutile perseguirla. La seconda, invece, è alla portata di tutti coloro che sanno accontentarsi. Il nostro impegno per le prossime settimane è quello di provare nella pratica personale ed educativa la verità di questo principio.
La vita insegna quanto abilità e intelligenza siano importanti per fare la propria strada, ma contano meno dell'intensità dei propri desideri. Nei prossimi giorni soffermati su questa fondamentale qualità: la determinazione.
La nostra vita è fatta di incontri. Alcuni incontri hanno il potere di svelare, illuminare pensieri, emozioni, persino destini talvolta. In questa settimana cerca di mettere a fuoco quali incontri hanno cambiato la tua vita, personale e professionale, negli anni della giovinezza.
Le persone sono "opache" scriveva M. Buber. Per questo occorre immaginazione per intravedere il loro mistero: che sia questo l'impegno dei prossimi giorni.
Dimentica tutto quello che credi di sapere sulla gratitudine. Prova a comportarti come se fosse un sentimento che provi per la prima volta. E lascia che ti travolga (R. Brezsny).
In una celebre poesia, Danilo Dolci ha scritto: "ciascuno cresce solo se sognato". In questa settimana il nostro impegno è di nutrire dei sogni positivi sulle persone che ci circondano.
Ricorda il momento della tua vita in cui ti sei sentito più vicino alla gioia perfetta. Il tuo impegno per la settimana è di ricreare le condizioni, interiori ed esteriori, di quel momento.
Nei prossimi giorni, prova a fare un (lungo) inventario dei motivi - piccoli e grandi - che hai per essere soddisfatto di te stesso. In ogni relazione, scriveva T. Harris, infatti è molto importante sentirsi OK!